Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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UNA PARABOLA PER I NOSTRI GIORNI
Gennaro e la prostituta
di Adriana Zarri
A veva il nome più prestigioso, più religioso e più sacrale che possa portare un napoletano. Gennaro l' avevano chiamato, e battezzato nella chiesa del Santo (e quando, a Napoli, si dice, «il Santo» non c' è bisogno di nominarlo perché si sa chi è e nessuno penserebbe mai di confonderlo con altri). Fariseo, figlio di farisei, come qualcuno diceva, in Israele, ai tempi di Gesù, se voleva vantare le sue origini. Così lui: napoletano, figlio di napoletani e di devoti del Santo. Cattolico osservante, aveva sempre votato nel modo giusto (anche se ormai non era più così chiaro come un tempo), era andato a Roma a prendersi le sante indulgenze giubilari (si poteva anche nelle chiese locali, lo sapeva, ma era un giubileo di seconda categoria e lui lo voleva di prima, vicino al Papa, com' era giusto per un Gennaro napoletano, virtuoso e osservante).
Non si era mai infangato con le puttane e anzi faceva parte di un' associazione impegnata per ripulire la città da quello sconcio e mandare quelle donnacce a casa loro, che non venissero a insudiciare l' Italia, Napoli e il mondo dabbene. Magari erano pure musulmane e venivano a sporcare la cristianità. Una ne aveva vista perfino nei paraggi della chiesa del Santo e l' aveva cacciata a male parole. Lei si era allontanata piangendo. Lacrime di coccodrillo. Una fa la vita (la bella vita) e poi fa finta di piangere... Ma lui non ci cascava, non era come quelli che predicavano l' accoglienza. Accoglienza di chi? Di tutti gli avanzi di galera? Per fortuna non era come loro: mezzi criminali, mezzi comunisti (o comunisti interi e criminali rifiniti).
Lui era un uomo giusto, che votava giusto, e non si mescolava con certa gente che è meglio perderla che trovarla. E ringraziava Dio di non esser come loro.
Lui dava l' otto per mille alla Chiesa cattolica e le tasse allo Stato, magari con qualche piccola evasione perché non era più lo stato cattolico, col partito cattolico di un tempo e si poteva anche frodare... Perciò, nonostante le piccole evasioni e anzi, anche in forza di quelle, seguitava a sentirsi giusto. Passò davanti a una chiesa e si fece un rapido segno di croce, mentre incrociava gente di colore e anche bianchi napoletani che magari erano clienti di quelle là... «Ti ringrazio, Signore, che non sono come loro».
Nei pressi della chiesa del Santo una ragazza di colore, «una di quelle», se ne stava parlando tra di sé mortificata: «Ti dicono che qui c' è un grande santo, ma io vengo da lontano e non so chi sia. Vorrei pregare il Dio del cielo ma temo di non saper fare neanche questo. Il mio è un Dio diverso e quello che adorano qui non lo conosco. Però non credo che i due litighino tra di loro come fanno gli uomini. Forse vanno d' accordo, forse sono un Dio solo che noi chiamiamo con dei nomi diversi. O Signore del cielo, chiunque tu sia, non cacciarmi lontana, come fa tanta gente. Lo so che faccio un brutto mestiere, ma ho da dar da mangiare a dei figlioli e nessuno mi dà altro lavoro: soltanto questo mi fan fare. Ed è un lavoro brutto, lo so; ma spero che tu mi capirai. Che Dio saresti se non fossi più buono degli uomini? O Dio ignoto, Dio che non conosco, Dio che non so neanche nominare... Ricordati di me. Non sono degna di starti davanti e di parlarti; ma con chi posso parlare, se non con te? Chi mi compra non vuole parole. E tu, Dio sconosciuto, non guardare alle mie tante colpe, guarda alla tua misericordia».
Così parlava e piangeva la piccola donna di colore, dai molti uomini e dai molti peccati; e Dio la guardò con pietà. Anche l' uomo dalle molte virtù parlava con Dio, pavoneggiandosi, per i suoi tanti meriti; ma Dio volse lo sguardo da un' altra parte.