Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://www.aibi.it/ita/esce-nelle-librerie-sterilita-feconda-un-cammino-di-grazia/
Data: 04-03-09
(Milano) Da mercoledì 4 marzo sarà disponibile nelle librerie “Sterilità feconda. Un cammino di grazia”: il nuovo libro della collana Ancora – Amici dei Bambini a cura di Marco Griffini.
Desiderare tanti bambini e non poterne avere nemmeno uno; sognare una famiglia numerosa e rimanere in due. In Occidente una coppia su cinque è sterile. Il fenomeno, dalle cause molto complesse, è in continuo aumento.
Non potere avere figli può scatenare un dolore profondo, un vuoto enorme, può dar luogo al risentimento, alle arrabbiature, perfino ai sensi di colpa e alla delusione cocente. Ci si sente dei falliti, magari anche umiliati, dopo aver percorso inutilmente il calvario delle strade che la medicina può offrire.
“Sterilità feconda”, attraverso il racconto di esperienze dirette e personali e alcune riflessioni teologico-spirituali, propone una terza via, per alcuni versi sconcertante, che va ben oltre la sconfitta da un lato e la rabbia dall’altro.
Un percorso che fa comprendere come la sterilità non sia sempre una dis-grazia, ma una vera e propria grazia. La grazia di vivere un’altra forma di fecondità, non più biologica, non più fisica, ma spirituale, sociale, che spesso sfocia nell’adozione di quel bambino che la Provvidenza ha destinato proprio a quella coppia.
http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-a-mia-moglie-celia-66573969.html
Célia, ti voglio un mondo di bene
sono contento che stiamo insieme,
siamo una famiglia fortunata,
ogni nostra giornata,
anche se non è sempre beata,
è una nuova conquista,
perchè mai perdiamo di vista
il nostro amore,
che è la porta del nostro cuore.
Abbiamo già un figlio,
Fernando*,
il nostro bel giglio.
Oggi ho sentito il desiderio dentro di me,
di donare un altro bel fiore a te,
con le mie lacrime l'ho bagnato,
fà come se te lo avessi già regalato.
Riccardo
* Célia ed io abbiamo adottato Fernando quando aveva nove anni e mezzo. Proprio all'epoca delle mie frequentazioni con Adriana Zarri, Fernando ha cominciato a traviarsi, piombando nella tossicodipendenza e cadendo nella microcriminalità. Dopo esperienze di carcere sta tentando il recupero in una comunità. Tornerà sicuramete ad essere il nostro bel giglio. Con lui ho sempre parlato di Adriana Zarri e dell'aiuto che ella mi ha dato ad accettarmi come sono e a tirare fuori i miei scheletri dall'armadio. Oggi mi sento libero grazie ad Adriana Zarri.
Riccardo Fontana
fabrizio moro - libero - YouTube