Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
LA NOSTRA DOMANDA DI ADOZIONE BENEDETTA DA PADRE PIO DA PIETRELCINA
Dopo avere rivolto il primo mio pensiero a Padre Gino Burresi, questi mi affidò a Padre
Pio da Pietrelcina.
Allora non potevo ancora capire che la nostra richiesta di adottare un bambino o una
bambina fosse in una botte di ferro.
Nella notte dal 6 al 7 dicembre 2000 lo sognai, padre Pio da Pietrelcina in persona.
Ecco la descrizione del mio sogno:
Mi trovavo con mia moglie Cèlia in un luogo che poi si è rivelato essere un luogo di
culto.
Mi trovavo all'inizio di un lungo corridoio, interno a questo luogo di culto.
Questo corridoio portava ad un luogo all'aperto, dove si trovavano dei locali (stanze).
Di fronte a uno di questi locali vi era qualche persona in fila che attendeva il suo turno.
Dentro questa stanza vi era Padre Pio che riceveva i fedeli che volevano conferire con
lui.
Visto che al mio arrivo vi erano una o due persone ad attendere, ho deciso di entrare
anch'io da lui, non appena fosse arrivato il mio turno.
Mia moglie, a cui prima di raggiungere questo locale, avevo detto di aspettarmi perché
sarei tornato subito, (mi sono sentito attrarre da qualche cosa che mi ha portato a
girarmi intorno e a perlustrare questa “chiesa”), non sapeva niente della mia intenzione
di entrare da Padre Pio.
Anch'io, prima di raggiungere questo luogo, ero ignaro che Padre Pio si trovasse lì.
Nonostante sapessi che mia moglie mi attendeva, decisi di entrare lo stesso.
Nello stesso istante, in cui stavo per entrare, entrò anche un bimbo che si avvicinò
anch'egli a Padre Pio così come feci io.
Fra lui e noi c'era una grata.
Nel vedere il bambino entrare insieme a me ed avendo io qualche perplessità, chiesi a
Padre Pio se potevo parlare con lui anche in presenza di quel bambino. Gli dissi che
ero disposto ad attendere fuori per il tempo necessario al colloquio fra Padre Pio e
quel bambino.
Padre Pio mi rispose: “ ma se c'è l'interprete, che problema c'è a lasciare che il bambino
rimanga qui, come se io avessi dovuto aiutarli come interprete per il colloquio.
Chiesi subito a Padre Pio:
- Padre Pio, ma come fa Lei a sapere che sono interprete al Ministero della Difesa
( infatti io sono -ero- traduttore interprete di tedesco).
Padre Pio mi rispose:
“Ti meravigli di così poco, cioè che io sappia che tu sei interprete?”
Incoraggiato dall'andamento del colloquio e dalla buona disposizione di Padre Pio nei
miei confronti osai chiedergli ancora:
- Padre Pio, ho sempre avuto un dubbio: se abbia fatto bene a sposarmi o se dovevo
farmi sacerdote -
Padre Pio mi rispose:
“Hai fatto bene a sposarti e avrai anche dei figli”
Io fui molto felice di sentire ciò e prima di uscire, dissi a Padre Pio se potevo portargli
anche mia moglie che si trovava là fuori.
Lui mi disse:
“Va bene, valla a chiamare”.
Uscii ma non la trovai. Cercai di rintracciarla con il telefonino, ma pur selezionando il
suo numero, rispondeva sempre il numero dei miei genitori, ai quali raccontai
l'accaduto e che volevo rintracciare Cèlia ma che non la trovavo.
La cercai tanto e alla fine, dopo più di mezz'ora la ritrovai assieme a una sua amica
portoghese.
Non mi aveva più visto e pur avendomi cercato, non mi aveva trovato e se n'era andata.
Le raccontai quanto accaduto e poi mi sono svegliato.
La voce di Padre Pio era dolce e soave. Mi sono sentito a mio agio di fronte a lui.
Parlava come se mi conoscesse fino in fondo e quando pronunciò le parole, “ed avrai
anche dei figli” era come se non si curasse minimamente degli ostacoli che vi sono in
me alla procreazione, era come se stesse parlando con una persona “normale”, che
“naturalmente”avrebbe avuto dei figli senza nessunissimo problema. Nell'attimo in cui
pronunciò quelle parole, non osai neppure obiettare che ciò non era possibile
“naturalmente”, essendo io affetto da azoospermia. Accettai la sua profezia senza
proferire parola e fui colmo di gioia,impaziente di raccontare il tutto a mia moglie Cèlia.
Appena mi sono svegliato sentivo in me ancora la gioia provata durante il sogno.
Questo mi era chiaro nella mente nel suo svolgimento.
Riferii quel sogno alla possibilità di aver un figlio tramite l'adozione, le cui pratiche
sono state da noi avviate il 28 ottobre 2000.
Interpretai il sogno come se Padre Pio ci avesse rassicurato che quella pratica avrebbe
avuto esito favorevole.
Oggi, 23 settembre 2018, a cinquant'anni dalla morte di Padre Pio da Pietrelcina, lo
pubblico per la prima volta, dopo averlo custodito o in qualche cassetto o dentro
qualche libro per 18 anni.
Non ricordavo bene dove fosse. Ieri ho aperto un cassetto e lui era là, ad aspettarmi da
troppo tempo ormai.
I sogni aspettano, non perdono mai la pazienza.
Riccardo Sante Maria Fontana