Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
GLI OCCHIALI DELLA FEDE, DELLA SPERANZA E DELLA CARITA'
Navigando su internet ho trovato sia l'espressione degli “occhiali della speranza” che quella degli “occhiali della fede” ma non ho trovato quella degli “occhiali della carità”.
In occasione della giornata dedicata alle comunicazioni sociali 2017 Papa Francesco propone ai giornalisti e agli operatori della comunicazione di indossare gli occhiali della fiducia e della speranza, affinché lo sguardo con cui ogni notizia è narrata trovi nella Buona Notizia del Vangelo il principio ispiratore e uno stile che, nel rispetto dei fatti, promuova l’incontro e preservi la dignità di ogni persona umana.
(Tratto da internet).
Riguardo agli occhiali della fede, Papa Francesco spiega come le lacrime vengano in soccorso della fede:
“A volte, nella nostra vita” aveva detto Papa Francesco commentando il Vangelo secondo Giovanni laddove narra dell’incontro di Cristo risorto con Maria di Magdala “gli occhiali per vedere Gesù sono le lacrime”. Le lacrime dunque permettono di distinguere Gesù, di parlargli, di metterci nella stessa linea d’onda.
“Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo sentito la gioia, la tristezza, il dolore ma nei momenti più oscuri, abbiamo pianto?” chiede il Pontefice a tutti quanti. E ancora “Abbiamo avuto quella bontà delle lacrime che preparano gli occhi per guardare, per vedere il Signore?”.
“Potremo così anche noi vedere Gesù” “Ho visto il Signore”, non perché mi è apparso, ma perché “l’ho visto dentro al cuore”. E questa è la testimonianza della nostra vita: “Vivo così perché ho visto il Signore!”
(Tratto da: papafrancesco).
E' difficile che mio padre manifesti visibilmente un'emozione.
Ho visto piangere mio padre solo due volte.
Nel giorno del funerale di mia madre, quando i parenti più stretti si erano riuniti e, come
spesso accade in queste circostanze, vengono alzate molto le voci e se non basta anche le mani
su antichi rancori soltanto assopiti.
Il suo pianto ammollì gli animi.
E poi l'altro ieri.
Papà era sconfortato per la situazione che sta vivendo di parziale immobilità dopo il probabile
ictus subito.
Si è abbattuto e allora noi, per incoraggiarlo a non buttarsi giù, abbiamo alzato un po' la voce e lui si è messo a piangere.
Saranno state le lacrime di cui parla Papa Francesco, perché dopo quel pianto e dopo
averlo invitato ieri mattina per telefono ad offrire le sue sofferenze al Signore, mio fratello,
che è andato a trovarlo ieri, mi ha riferito che è riuscito a far sedere papà sulla sedia e a fargli
leggere un po' il giornale.
Riguardo agli “occhiali della carità”, la cui espressione non ho ancora trovato su internet,
posso testimoniare che mio padre li indossa da tempo immemorabile.
A volte sono arrivato addirittura a pensare che proprio grazie alla sua generosità nei
confronti dei vari enti ed associazioni onlus e non onlus abbia potuto raggiungere la
veneranda età di quasi novantotto anni.
Papà è un campione nella piccola beneficenza: una goccia che insieme a tante altre è diventata
un mare.
Padre Gino Burresi è stato attaccato, anche partendo dai suoi occhiali.
Luigi, ex – seminarista di San Vittorino e accusatore principale di Padre Gino Burresi, perché molto probabilmente la condanna del 27 maggio 2005 è stata emessa sulla base della
sua sola testimonianza, ha raccontato sul mio blog nelsegnodizarri che Padre Gino conservava
una boccetta di profumo nell'astuccio degli occhiali, che spruzzava per diffondere il profumo
che i fedeli avvertivano in sua presenza.
Ma da altre testimonianze è risultato che il profumo di Padre Gino veniva sentito anche a
distanza e soprattutto negli anni successivi a quelli trascorsi da Luigi nel seminario di San
Vittorino.
Voglio credere che in quella boccetta di profumo fossero conservate le essenze della fede,
della speranza e della carità che Padre Gino spruzzava sulle lenti dei suoi occhiali, affinché
il suo sguardo fosse sempre fiducioso, speranzoso e caritatevole.
Riccardo Fontana