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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LA' SARA' PIANTO E STRIDORE DI DENTI

 

 

 

LA' SARA' PIANTO E STRIDORE DI DENTI



Mio padre ha indossato per una vita giacca e cravatta.

Non solo per andare a lavorare al Ministero della Sanità, che ora si chiama Ministero della Salute.

Anche quando stava a casa, la domenica e nei giorni festivi si presentava sempre vestito in modo inappuntabile.

E anche dopo essere andato in pensione.

All'inizio anch'io mi recavo al lavoro, al Ministero della Difesa, vestito tutto acchittato.

Poi però, non so perché, non ho voluto più vestire gli abiti del perbenista ipocrita, il cui status symbol era rappresentato dalla giacca e dalla cravatta e andavo in giro abbastanza sciatto e trasandato.

Troppo spesso si sente dire di qualcuno, beccato a rubare: “era un truffatore, con tanto di giacca e di cravatta.”

Mia moglie Célia dice sempre, quando usciamo insieme: “ecco la principessa e il barbone”.

Ma dopo ventidue anni di matrimonio si è ormai abituata ad avere un barbone accanto a sé.

Talvolta la faccio contenta e mi metto la polo di Lacoste. Ne ho due nell'armadio, che mi ha regalato lei.

Chissà quante volte il padrone di casa mi avrebbe messo alla porta, escludendomi dalla festa di nozze.

La giacca e la cravatta in Padre Gino Burresi erano costituite dalle sue stimmate.

Infatti su di un sito che parlava di lui si diceva che fosse 'un pedofilo con tanto di stimmate'.

Quando ricevetti il messaggio di Padre Gino Burresi del 2 aprile 2011, sicuramente egli non la portava più la sua giacca e la sua cravatta.

Io e lui sembravamo Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre, nudi ma senza vergogna.

Perché ci eravamo tolti gli abiti dei modelli perfetti.

Nessuno ci avrebbe più presi come modello.

E così, vedendo Padre Gino denudato della santità che rivestiva al Santuario di San Vittorino, mi sono sentito improvvisamente perdonato per tutti gli abiti peccaminosi che avevo indossato quando frequentavo quel santuario.

Padre Gino non mi guardava più dall'alto in basso.

Non mi interessava più sapere se le stimmate ce le avesse ancora oppure no.

Padre Gino aveva bisogno di me.

Toccavo l'uomo Gino sofferente mentre leggevo il suo messaggio del 2 aprile 2011 e mi sono sentito come l'emorroissa del Vangelo, guarita per aver toccato il lembo del mantello di Gesù, che in quel momento le stimmate non le aveva ancora.

Tanti hanno considerato Padre Gino Burresi solo per le sue stimmate.

Quando poi si è presentato senza la giacca e la cravatta, mettendosi a nudo sul web, molti suoi fedelissimi non gli hanno creduto e non se ne sono presi cura, perché si era tolto gli abiti della trasfigurazione.

A distanza di più di sei anni da quel suo messaggio, quando lo rileggo, mi sento ancora ardere il cuore nel petto.

Esso è il vangelo del XXI secolo che contribuirà a rinnovare la Chiesa.

Riccardo Fontana

Tratto da: Huffington Post

Papa Francesco: "Non dobbiamo avere paura di rinnovare le strutture della Chiesa!"

"Nella vita cristiana, anche nella vita della Chiesa, ci sono strutture antiche, strutture caduche: è necessario rinnovarle!". Così il Papa è tornato a sottolineare l'importanza di un rinnovamento nella Chiesa. Nell'omelia della messa alla Domus Santa Marta, Francesco ha chiesto alla Chiesa di non avere paura di rinnovare le sue strutture. "La Chiesa - ha sottolineato il Pontefice - sempre si lascia rinnovare secondo i luoghi, i tempi e le persone. Questo lavoro sempre lo ha fatto la Chiesa!".
"Vino nuovo in otri nuovi": papa Francesco ha svolto la sua omelia soffermandosi sul rinnovamento che porta Gesù. "La dottrina della legge - ha osservato - viene con Gesù arricchita, rinnovata", e "Gesù fa nuove tutte le cose". Il suo, ha detto ancora, è "un vero rinnovamento della legge, la stessa legge ma più matura, rinnovata".
Bergoglio ha anche sottolineato che "le esigenze di Gesù erano più forti", più "grandi di quelle della legge". La legge permette di odiare il nemico, Gesù invece dice di pregare per lui. Questo, dunque, è "il regno di Dio che Gesù predica". Un rinnovamento che "è prima di tutto nel nostro cuore".
Noi, ha ribadito Francesco, "pensiamo che essere cristiani significa" fare questo o quest'altro. Ma non è così: "essere cristiano significa lasciarsi rinnovare da Gesù in questa nuova vita. Io sono un buon cristiano, tutte le domeniche, dalle 11 a mezzogiorno vado a messa e faccio questo, faccio questo... Come se fosse una collezione. Ma la vita cristiana non è un collage di cose".
"È una totalità armonica, armoniosa, e la fa lo Spirito Santo! Rinnova tutto: rinnova il nostro cuore, la nostra vita e ci fa vivere in uno stile diverso, ma in uno stile che prende la totalità della vita. Non si può essere cristiano a pezzi, part-time. Il cristiano part-time non va! Tutto, la totalità, a tempo pieno. Questo rinnovamento lo fa lo spirito. Essere cristiano alla fine non significa fare cose, ma lasciarsi rinnovare dallo Spirito Santo o, per usare le parole di Gesù, diventare vino nuovo".
La novità del Vangelo, ha poi aggiunto il Pontefice, è "una novità, ma nella stessa legge che viene nella storia della salvezza". E questa novità, ha detto, "va oltre noi" ci rinnova "e rinnova le strutture".
Per questo Gesù dice che per il vino nuovo sono necessari otri nuovi: "nella vita cristiana, anche nella vita della Chiesa, ci sono strutture antiche, strutture caduche: è necessario rinnovarle! E la chiesa sempre è stata attenta a quello, col dialogo con le culture. Sempre si lascia rinnovare secondo i luoghi, i tempi e le persone. Questo lavoro sempre lo ha fatto la Chiesa! Dal primo momento, ricordiamo la prima lotta teologica: per diventare cristiano è necessario fare tutta la pratica giudaica o no? No! Hanno detto di no! i gentili possono entrare come sono: gentili".
Per il Papa, non bisogna "avere paura della novità del Vangelo! Non avere paura della novità che lo Spirito Santo fa in noi! Non avere paura del rinnovamento delle strutture!".

 

Mina - Io Saro' Con Te - YouTube

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