Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
IL MISTERO DI VIA PO
Se le ossa ritrovate all'interno del palazzo di proprietà del Vaticano di via Po appartenessero ad Emanuela Orlandi, sarebbe proprio il caso di dire che via Po si sarebbe rivelato essere il fiume della verità.
E una verità non va mai taciuta, a maggior ragione da parte di un Papa, vicario di Cristo, Via, Verità e Vita.
Oggi sono trascorsi sei mesi esatti da quando Padre Gino Burresi ci ha lasciati.
Lasciandoci anche un messaggio misterioso, ancora tutto da decifrare, quello del 2 aprile 2011, inviatomi da Giò sul mio blog nelsegnodizarri, di cui vorrei porre all'attenzione, oggi, il seguente passaggio, che rende proprio l'idea del desiderio impellente di rivelare una verità, che la madre (Chiesa) avrebbe voluto invece nascondere.
“E l'anima mia,
Povera,
Riconosce lo sbaglio
di aver scelto il dentro e,
Vorrei uscire
ma dentro dovrò stare,
per la madre
che non accetta,
Il bene del vero
che ho scoperto
per l'anima mia.”
Per coloro che sono ancora in dubbio se attribuirne la paternità a Padre Gino Burresi, si dovrebbe fare la stessa prova del Dna, che si sta facendo, per capire se il Dna di quelle ossa ritrovate all'interno della nunziatura apostolica di via Po corrispondono a quello di Emanuela Orlandi.
Ecco il DNA di Padre Gino Burresi:
Dio Nostro Aiuterà.
E la bocca del fiume un nome griderà.
E chi non crede, ora crederà.
Riccardo Fontana
(Tratto da: liberoquotidiano)
Giallo in Vaticano
Emanuela Orlandi, Vittorio Feltri: "Se il suo assassino è un prete non si saprà mai"
Una storia assurda che dura da 35 anni e non è ancora finita. È quella di Emanuela Orlandi, una quindicenne figlia di un dipendente del Vaticano, sparita nel 1983 e non più ricomparsa. Decenni trascorsi senza che si sia scoperto il motivo della morte di questa povera fanciulla. A distanza di tanto tempo passato inutilmente allo scopo di capire cosa sia successo alla ragazza in questione: silenzio da parte delle cosiddette autorità religiose, bocche chiuse, inquirenti incapaci, mistero assoluto.
Ma come può accadere che una adolescente nata e cresciuta in Vaticano, non nel quartiere di San Lorenzo, sia stata rapita o uccisa (più probabile) in una piccola città teoricamente Santa e poi occultata in maniera tale da essere impossibile recuperarne il corpo? Con tutta la fantasia di cui disponiamo, non siamo in grado di decifrare l' arcano. Qualcuno sospetta che Emanuela sia stata violentata e soppressa da un prete più o meno altolocato. Forse, ciononostante non esiste una prova. Altre ipotesi si possono fare ma nessuna di esse è convalidata. Supposizioni. Ora, a distanza di parecchi lustri, saltano fuori alla Nunziatura Apostolica di via Po le ossa di una donna, che presto saranno esaminate per verificare se siano o no i resti della povera vittima di cui discettiamo.
Non resta che attendere. Però qualora si venisse a sapere che lo scheletro è il suo, il giallo non sarebbe comunque risolto. Il recupero di un cadavere non dice chi sia l'eventuale assassino né può costituire la base di partenza per indagini che portino a comprendere cosa sia avvenuto e chi ne sia il responsabile. Questo per dire che Emanuela non avrà in ogni caso giustizia.
Chiunque l'abbia ammazzata non sarà preso e processato perché è trascorso troppo tempo dall'epoca del delitto e chi lo ha commesso ha avuto facoltà di nascondere la mano omicida in forma perfetta.
Rimane l' atroce sospetto che la giovane sia stata sacrificata da un prelato, cioè da una persona che viveva e frequentava lo Stato della Chiesa, lasciandosi andare a un istinto sessuale che definire schifoso è poco.
Mi auguro che la presente ricostruzione sia sbagliata, ma non me ne viene in mente una più convincente. In effetti gli uomini, con o senza abito talare, sono purtroppo tutti uguali e capaci di dare il peggio di sé.
Vittorio Feltri