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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL TARLO DI EMANUELA ORLANDI E DI PADRE GINO BURRESI

 

 

IL TARLO DI EMANUELA ORLANDI E DI PADRE GINO BURRESI

 

 

 

Non tutti i tarli fanno rumore.

 

Quelli che lo fanno, emettono un rumore cadenzato di rosicchiamento, come se fosse il

 

ticchettio di un orologio che segna il tempo, soprannominato orologio della morte.

 

Con il loro capo battono sul legno, di cui si nutrono, nel quale si trovano meravigliosamente

 

bene, finché non crescono e allora escono dai fori che loro stessi creano.

 

Alle spalle si lasciano delle lunghe gallerie, oramai vuote e ben scavate, che rappresentano un

 

serio pericolo per la longevità della mobilia. (Tratto da internet)

 

 

 

Emanuela Orlandi e Padre Gino Burresi sono due tarli che si sono trovati meravigliosamente

 

bene nel mio blog “nelsegnodizarri”: Padre Gino Burresi, perché nutriva la speranza di

 

essere finalmente liberato dalla condanna del 27 maggio 2005, comminatagli da Papa

 

Benedetto XVI, Emanuela Orlandi, perché Adriana Zarri, l'ispiratrice del mio blog e

 

Padre Gino Burresi nutrivano affetto per lei.

 

Emanuela Orlandi e Padre Gino Burresi sono due tarli che battono il capo e i piedi sul legno

 

delle croci della loro sofferenza e che rosicchiano le nostre coscienze di legno per

 

sensibilizzarci sul loro dolore.

 

Padre Gino Burresi se n'è andato, sottraendosi ai nostri occhi, lasciando lunghe gallerie

 

vuote, piene di indifferenza, nei confronti della sua sofferenza, da parte della Chiesa che

 

avrebbe potuto porvi fine, se solo lo avesse voluto, prestando ascolto al messaggio di Giò del 2 aprile 2011, sul quale ho fondato due petizioni non a una, bensì a due Sue Santità.

 

La longevità del mio blog nelsegnodizarri, che pur si è trovato talvolta ad annaspare, come

 

per cercare un appiglio, non è stata intaccata, perché Padre Gino, dopo la sua morte, gli ha

 

fatto trovare quell'appiglio presso il Cuore Immacolato di Maria.

 

Ieri è stata ventilata l'ipotesi che le ossa trovate in uno scantinato della Nunziatura

 

Apostolica potrebbero appartenere a una persona di trenta, trentacinque anni.

 

Questi numeri sono forse simboli che nascondono per noi altri significati?

 

Emanuela Orlandi è sparita 35 anni fa, Padre Gino Burresi ci è stato “rapito” da Sua Santità

 

Papa Benedetto XVI 30 anni fa.

 

Chiedo nuovamente al  Papa emerito Benedetto XVI di parlare, perché il ticchettio dell'orologio della

 

vita si fa sempre più debole.

 

 

Riccardo Fontana

 

 

 

 

Tratto da: poesieracconti

 

Molto si parla di Emanuela Orlandi e della sua misteriosa vicenda, un po' meno, ma comunque se ne parla, dell'altra ragazza scomparsa, Mirella Gregori. Non mi interessa fare il punto sulle indagini, questo spetta a chi di dovere, alla magistratura. Mi interessa invece evidenziare come a due vite giovani e innocenti sia stato impedito di scoprirsi piano piano, in ciò che potevano dare al mondo. Io non so quale fine abbiano fatto questi due tesori, anche se purtroppo temo quale possa essere l'epilogo. Vorrei manifestare la mia vicinanza alle famiglie Orlandi e Gregori che stanno vivendo un dramma indicibile e verso il quale occorre accostarsi in punta di piedi. La loro scomparsa è collegata al Vaticano, oggi molto sotto l'assedio delle telecamere per le note vicende legate alla diffusione di carte segrete del Santo Padre da parte del suo maggiordomo (di questo si potrebbero dire tante cose, ma non è qui il luogo). Chi eventualmente sappia, nelle mura vaticane, per l'amor di Dio, parli, parli, parli. Non si può infliggere, Dio mio, una nuova umiliazione a due tenere vite che sono state rapite nei loro sogni e nelle loro speranze. Non si può. Questo è il vero omicidio, sapere ma tacere. Cordialità a tutti.

Cristiano Comelli

 

Poesia di

Cristiano Comelli

 

Per Emanuela Orlandi e Mirella Gregori

 

Gli anni
una trappola velenosa ci tesero,
in una ragnatela rattrappita di vento;
il volto un fedele soldato,
pronto a marciare al ritmo incandescente,
di una gioventù feconda,
che chiedeva ai nostri passi ancora acerbi,
la missione scintillante dell'esplorarla.
No,
dietro quel muro traditore,
che scelse di respingere impietoso,
i raggi promananti
dalle nostre adolescenziali tenerezze,
giace la potenzialità abbandonata,
di quanto non vedemmo.
Restiamo foto ingiallite,
impronte non compiute di vite umane,
imprigionate dall'urlo fetido,
dei misteri racchiusi nelle mura vaticane.
Siamo sedute sulla nuvola di una verità,
che chiede di potersi distendere
sulla pelle di una storia che la esige,
sulle tracce di timido rossetto,
steso a carezza sulle labbra,
di due ragazze normali
che la normalità scelse di gettare dal treno
di un'esistenza appagante.
Siamo Mirella ed Emanuela,
abbiamo la porta aperta per la voce,
che finalmente ci spiegherà,
chi abbia imbrattato la nostra tela,
che chiedeva di rivelare i suoi colori,
dei nostri giorni,
teneri, innocenti,
ignobilmente violentati fiori.

 

 Cristiano Comelli

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