Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Ha detto Adriana Zarri che il signore al centro della pagina dovrebbe essere il Superiore Generale Julio Cura, che avrebbe smaltito nel lontano maggio 1988 Padre Gino Burresi.
Adriana ha consapevolmente usato il verbo smaltire, perché nel frattempo Julio Cura si sarebbe dato all'ecologia, forte dell'esperienza acquisita con Padre Gino Burresi.
Adriana ha pure detto che Julio Cura ha la faccia da furbetto e vi nota persino qualche somiglianza con il mostro di Firenze Pacciani, quello che ammazzava le coppiette e che sarebbe morto durante le indagini assieme al suo compagno di merende Mario Vanni.
Dato che Adriana Zarri, in veste di avvocato con tanto di toga, ha riaperto le indagini relative a Padre Gino Burresi, non vorrei che, per somiglianza fisionomica con Pacciani , anche in queste nostre investigazioni ci scappasse il morto, perché in questo caso il de cuius, Julio Cura, non potrebbe più testimoniare al processo Burresi di Adriana Zarri.
Riccardo Fontana
riccardo fontana dijo...
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Thursday 14 april 2011 4 14 /04 /Apr /2011 05:03
L'ULTIMA CENA DI PADRE GINO BURRESI CON I SUOI EX-SEMINARISTI ( FATHER GINO BURRESI'S LAST SUPPER WITH HIS EX-SEMINARIANS )
Adriana Zarri è folle d'amore per la verità su Padre Gino Burresi.
Non si dà pace e si accende e mi accende di passione.
Siamo un fuoco inestinguibile.
E' una massa incandescente, che esce dalla bocca e proferisce parole fiammeggianti e taglienti come la spada.
" Cari miei ex-seminaristi, vi ricordate di me?, sono il vostro amico Gino Burresi.
Ne sono passati di anni da quel mese di maggio 1988, 23 anni, un'eternità.
Sono felice che voi siate liberi di sputarmi ancora addosso.
Ma la vostra opera non è ancora terminata.
Potete infierire ancora su di me.
Ora non mi posso difendere e non vi posso più fare alcun male.
Sono incatenato come bestia furiosa.
Vi ho amato troppo e sono inciampato, per essermi troppo affezionato a voi.
Vi chiedo perdono.
Potete fare di me cosa volete.
Probabilmente mi manca ancora un anno di vita.
Volevo congedarmi da voi adesso, perché non so quando potrò più parlare tramite l'eco dei pensieri di un'anima, che ha sofferto a causa mia, ma non mi odia ed ha alzato il suo sguardo verso di me, quando non ha più avuto paura di me.
Non abbiate paura nemmeno voi.
La Chiesa mi ha reso inoffensivo.
Posso solo dire la mia messa in privato e la offro per i miei peccati, ma solo con quella non sono sicuro se Dio mi perdonerà.
Forse ho bisogno anche di voi, di una vostra parolina in mia difesa.
Ma allora veramente vi sembrava tutto falso, quando abbiamo vissuto insieme a San Vittorino ed a Montignoso?
Ero proprio il mostro, che mi dipingono, che ha ingannato basso ed alto clero, Madre Teresa di Calcutta, Padre Candido della Scala Santa, i vescovi della diocesi, mia madre, mio padre, voi, i fedeli, i seguaci?
Sono proprio un mostro, orribile a guardare?
Ripetetelo oggi, dopo ventitré anni, vi prego!
Flagellatemi ancora, ché il periodo è quello giusto, posatemi sul capo la corona di spine, ma vi prego, pigiatela bene, perché deve uscirne tutto il sangue mio cattivo e mescolarsi con quello innocente di Gesù, al quale chiedo il perdono, se non volete darmelo voi.
Cambierò d'ora in poi il testo del Vangelo, sarò il Giuda pentito, il cattivo brigante, crocifisso accanto a Gesù, che si converte.
Ed ora, essendo il Giovedì Santo, permettemi di lavarvi i piedi, chè è la cosa più umile che posso fare oggi, perché solo le mie mani sono libere, per alzare verso il Cielo il mio calice, che berrò fino alla fine dei miei giorni.
Ed ora vi saluto.
Mi chiamano nel Getsemani e poi sulla Croce.
Dala croce terrò sempre lo sguardo verso terra, cercando i vostri volti, impressi nella mia anima, perché con voi nel cuore esalerò l'ultimo respiro.
Addio, miei amati ex-seminaristi"
Il vostro peccatore Gino Burresi