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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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ADDIO A TE

La Repubblica.it

 

IL PERSONAGGIO

 

Il ritorno di Marrazzo: "Non cerco incarichi
ma non ci si può dimettere dalla vita"

 

Primo intervento pubblico dell'ex governatore alla festa Idv. "Non penso di aderire a partiti ma resto un uomo pubblico, nella mia vita la politica c'è". Storace: ha pagato anche troppo

di ANTONELLO CAPORALE

Il ritorno di Marrazzo: "Non cerco incarichi ma non ci si può dimettere dalla vita" La stretta di mano tra Piero Marrazzo e Francesco Storace

ROMA - Tolta due anni fa dall'almanacco della politica, tra segni vistosi di vergogna e sarcasmo, riecco la figurina di Piero Marrazzo in piazza. Dritto sul palco. Con la cravatta regimental, una buona abbronzatura, e un passo deciso, abbastanza sicuro. Raccoglie una dose inaspettata di applausi. Saranno tutti suoi amici in piazza Risorgimento, a Roma, ospite a sorpresa della festa regionale dell'Italia dei Valori. Ma ci sono, e si fanno vedere. L'ex governatore del Lazio afferra il microfono. "Mi sono dimesso dalla politica ma non posso dimettermi dalla vita, dalla scena pubblica".

E' un caso speciale quello di Marrazzo: la rinuncia alla carriera, l'espulsione dal giro e due anni di silenzio e di solitudine risultano ad oggi il prezzo più alto che il Palazzo abbia visto pagare da un suo inquilino. Particolare non trascurabile e ancor più interessante viste le coincidenze con questo tempo e con questo tema: i vizi del potere. Marrazzo ha pagato per le sue trasgressioni, le sue debolezze. "Un uomo politico deve saperle controllare", ha detto. Lui non ci riuscì. Unico nel genere, si rinchiuse nel monastero dei monaci di Montecassino e sparì.

Sembrava sepolto, oramai destinato all'anedottica dal sapore cinematografico per i colpi di scena che produsse: lui colto "in flagranza" con una prostituta transessuale da una squadra di carabinieri


poi rivelatasi incline al crimine. La cocaina, le ripetute fughe in auto blu nei pianterreni della periferia romana.

Rieccolo. "Ho pagato perché ho sbagliato. Ho chiesto scusa anzitutto alla mia famiglia, alle mie due figlie, agli amici. Ho scelto di rinunciare alla politica, non voglio rinunciare più alla vita". Rieccolo a una festa di partito. "Che fa, si iscrive all'Idv?", chiedono a Di Pietro. "E per fare cosa?", risponde perplesso il leader. "Comunque per noi dell'Idv è importante ascoltare le esperienze. È un metodo post-ideologico".

E dunque rieccolo, Marrazzo, per parlare della Regione Lazio con un suo vecchio e avvelenato nemico: Francesco Storace. Che per batterlo combattè la più sanguinosa delle battaglie, anche parecchio fuori dalle regole. Storace, il capo della destra romana che sfregiò Marrazzo con manifesti al top dell'aggressività al tempo dello scandalo di Brenda e delle altre, oggi si inalbera: "Basta con le flagellazioni, altrimenti mi alzo e me ne vado. Sono qui per parlare di politica". La flagellazione per Storace era la naturale domanda dalla quale l'intervistatrice riteneva di dover partire: cosa è stato quell'errore. C'è stato errore personale o anche ricatto? Marrazzo non parlò. Filò via, sparì. Oggi potrebbe per favore ricordare e dirci...

"Ho sbagliato e l'unica cosa che potevo fare era di dimettermi", dice lui. E Storace nella versione second life: "Hai pagato pure troppo e ora basta polemiche pubbliche, poi ognuno è libero di fare le proprie riflessioni".

(20 settembre 2011)



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