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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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AMNESIA

 

  

Non vi è nulla di più bello che dimenticare, se non forse l'essere dimenticato  ( Oscar  Wilde )

   

Corriere della  Sera.it

 

Gran Bretagna - Dopo 8 settimane si è riappropriata del passato   e ha cambiato vita  Naomi, la donna

che ha dimenticato  i suoi ultimi 19 anni

 

 LONDRA - Manchester 2008, un mattino come tanti. Naomi si sveglia per andare a scuola, madida di sudore, il respiro pesante. Dal piano di sotto non arriva il profumo della colazione.

Rara forma di amnesia: si è svegliata pensando di dover andare a scuola. «Non mi riconoscevo allo specchio»

Naomi Jacobs, 34 anni, un figlio di 12 (Milestone Media)
Naomi Jacobs, 34 anni, un figlio di 12 (Milestone Media)

 

 E il silenzio, non è quello di casa. La sera prima ricorda di aver dato la buonanotte alla

 sorella Simone, di aver spento la luce pensando agli esami e al suo amore.

 Adesso è nel letto di qualcun altro, con le foto di un bambino sconosciuto sul comodino.

 Le manca la mamma. Chiama, ma non riconosce la sua voce. Si vede nello specchio ed

è invecchiata di colpo. Addormentarsi a 15 anni e svegliarsi a 34. Nel futuro per sbaglio.

Sono passati tre anni da quel mattino e Naomi Jacobs è tornata alla sua vita di psicologa

e madre. Colpita da una rara forma di amnesia, ha vissuto un incubo che solo ora riesce a raccontare. Blackout totale su 19 anni di vita. Ferma al 1992, l'«annus horribilis» della

regina Elisabetta alle prese con Carlo, Diana e l'incendio del castello di Windsor, Naomi

era tornata «un'adolescente sfacciata e sicura». Robbie Williams era ancora nei Take That

e Whitney Houston cantava I Will Always Love You. A Downing Street sedeva il

 conservatore John Major, mite successore della Lady di ferro; alla Casa Bianca Bush padre preparava le valigie per fare posto a Bill Clinton. I terroristi mettevano bombe in Irlanda e gli aerei non  finivano sui grattacieli.

Naomi Jacobs a 15 anni (Milestone Media)
Naomi Jacobs a 15 anni (Milestone Media)

 

Nel mondo di Naomi niente Google né Facebook né cellulari.

Uno choc il digitale,

 un enigma il nuovo millennio. E nessun ricordo di Leo. «Mi chiamava mamma

e a me  sembrava  di avere quasi la sua età». Cancellato il parto in acqua sulle

note di Alanis Morissette, rimossa la separazione dal compagno.

«A 15 anni pensavo che a 34 avrei avuto il mondo in pugno.

Mi immaginavo sempre in viaggio, giornalista e scrittrice tra mille avventure o

 medico impegnato a curare i bambini in Africa. Avevo lasciato un orizzonte di possibilità

infinite e mi ritrovavo nei panni di un'ordinaria mamma single che guidava una Fiat Brava malandata. Non mi divertivo come Michael J. Fox in Ritorno al futuro e non sapevo più

 chi ero. Non facevo che piangere, volevo solo tornare alla mia vita di ragazza».

L'amnesia globale transitoria consiste in una perdita temporanea della facoltà di

 ricordare, che può durare poche ore o diverse settimane. Colpisce con maggiore

 frequenza persone di età compresa tra i 56 e i 75 anni (in Gran Bretagna ne soffrono

 5 ogni 100 mila abitanti), è provocata da forti stress ed eventi traumatici: un meccanismo freudiano di

 protezione che allontana il peso di situazioni emotivamente insostenibili, un tuffo

imprevedibile nelle profondità della mente, oblio lenitivo. Dissolve la memoria «episodica», quella che tiene insieme

fatti e sentimenti in una narrazione incessante e sotterranea della nostra storia personale,

ma lascia intatta la memoria «semantica», localizzata in una differente area del cervello e chiamata a preservare conoscenze fattuali di carattere generale, slegate da singole esperienze.

Naomi ricordava come si guida un'auto, i nomi dei familiari, il numero di telefono dell'amica alla quale chiese aiuto

quel giorno del 2008. Diari, ritagli di giornali, racconti di amici e una solitudine feroce. Il calvario durò otto settimane. «Secondo il mio analista avevo voluto dimenticare perché ero insoddisfatta della mia vita. Quando finalmente cominciai

a sentirmi al sicuro e ad accettare il futuro, riaffiorarono i ricordi». Piccoli lampi, flashback e il ritorno a casa. Da quell'esperienza è nato un libro. «Mi sono ripresa il mio sogno».

Maria Serena Natale
30 luglio 2011 10:56

  • www.youtube.com/watch?v=bn6hJRwC_a04 min - 8 ott 2008 - Caricato da marghepleiadis
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