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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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AMORI IMPOSSIBILI

"  CARO  CECCHINO  ", racconto  vincitore  :"  Lettera  a  uno  sconosciuto  "
Caro cecchino
di
Salvo Andrea Figura
16 gennaio 1916
Caro cecchino,
non ci conosciamo, non ci siamo mai gridati insulti, eppure continuiamo a spararci addosso quell’unico colpo che lascerà vivo chi di noi due farà centro.
È quasi un anno ormai che miriamo ai nostri elmetti, l’unica cosa che riusciamo a vedere da una trincea all’altra. E di volta in volta sfiorandoli. Sette volte tu, cinque io. Mi sei in debito di due colpi. Una volta riuscii anche a vedere il tuo occhio sinistro dietro al tuo nuovo mirino a cannocchiale. Si vede che a Vienna hanno tanti soldi. Io devo accontentarmi del mio vecchio mirino col rialzo.
Era la vigilia di Natale, ricordo che c’era una Luna che faceva sognare. Le nostre trincee risuonavano di canti e di grida di gioia che stridevano con l’atmosfera di morte che avvolgeva tutto e tutti. E tu, invece di pensare alla tua Marlene o ai tuoi figli, eri là, appostato, che miravi addosso a questo povero maestro elementare di Siracusa dalla vista buona, catapultato tra queste gelide Dolomiti.
Avevo appena finito di scrivere alla mia Carmela lontana e ai miei figli, sperando che mi stessero pensando. A un tratto volsi lo sguardo verso la tua trincea. La luna piena era già alta e faceva brillare la neve come fosse un unico enorme diamante. Tra quegli sbrilluccichii di cristalli bianchi e immobili, ne vidi uno che si muoveva. Mi mossi allora anch’io e quel… cristallo si mosse all’unisono. Ebbi paura perché non capii. Mi abbassai di colpo, posai il moschetto e presi il binocolo. Allora, mi accorsi che era il tuo occhio azzurro, di ghiaccio, inespressivo, come quelle antiche statue con lo sguardo perduto nel tempo e nel vuoto.
Facesti fuoco. Fui più svelto del lampo dello sparo e mi mancasti.
In fondo ebbi un po’ pena per te. Ci provavi da chissà quanto.
Sai col tempo mi sono affezionato a te. Cerco di capire i tuoi pensieri e forse anche tu i miei.
Ti prego perciò di una cosa sola: quando sarai certo di farlo bene, spara un solo colpo, qui, in fronte. Non farmi soffrire.
Salvatore.
► 3:58► 3:58
youtube.com21 ago 2010 - 4 min - Caricato da antonella1799
A tutti gli amori impossibili.
 
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