da boblatte » dom ott 02, 2011 6:34 pm
Ho poco tempo per il computer. Fino a 50 anni pensavo che la balbuzie era la causa delle mie ansie, delle mie paure, credevo che la colpa era mia e cercavo la soluzione nei metodi; poi circa 10 anni fa, mi convinsi che la balbuzie non centrava, il problema era dentro, in me esistevano dei meccanismi che mi impedivano di uscire a parlare, era vietato esternare me stesso. Così mi convinsi, invece di combattere o reprimere le paure, di ascoltarle, di esplorarle, di viverle. In fondo sono parte di me. Quando avevo la possibilità mi sdraiavo e vivevo lo star male il più intensamente che potevo, cercando di percepire le cause, il perchè. E' un po' come il mal di denti, quando tocchi la causa vera il dolore si amplifica. Il pensiero può ingannare, distorcere la realtà ; le emozioni invece sono sincere.
In tutte le persone c'è un dualismo fra mente e Sè, fra pensiero ed essere, nel balbuziente la mente domina e soffoca il Sè. Il balbuziente dovrebbe ascoltare meno la mente, che è impostata per castrarlo nella parola e dar molto, molto più spazio al Sè. Il problema è che la mente la sente come la forza, la vittoria, la luce e la segue come una chimera; mentre il Sè lo avverte come un vuoto, una macchia scura, il pericolo, il malato, il pezzente e lo rimuove.
Come spiegare le 6 generazioni, lo sai anche tu che non avendo dati o riscontri è impossibile. Ti posso spiegare come si può trasmettere da genitori a figli. Con mia figlia sono sempre stato molto attento, tuttavia verso i 10-12 anni erano sorte delle incertezze nella parola. Non so bene quando, ma mia figlia sviluppò un violento rifiuto di noi genitori e impostò una sua vita, pur vivendo in casa, fuori dalla famiglia. L'ho seguita senza ricattarla o legarla. Ora ha una parlata sciolta, tutto ok, ma per un periodo ha dovuto allontanarsi da noi. Una volta mi disse che io avevo invaso la sua sfera vitale. Non sapevo cosa volesse dire. Ora che sto cercando di formarmi il Sè e ho capito i meccanismi della mente, ho compreso cosa voleva dire. Nonostante le mie attenzioni, col comportamento, col tono della voce, con le manie, con le mi credenze, le priorità , le preoccupazioni, i consigli, ecc., comunicavo e imponevo a mia figlia la mia mente di balbuziente, la mia volontà , lei valeva niente nel mio comunicare e si sentiva in colpa, per fortuna che non ha interiorizzato e che in lei ci fu quel violento rifiuto di noi genitori. Se l'avessi legata e ricattata con i sensi di colpa probabilmente sarebbe diventata balbuziente. C'è una traccia nella tua risposta, la prendo come esempio, non vuol dire niente, ma forse ti può far pensare. Io esagero. Mi chiedi una cosa sulle emozioni, che tu vuoi, poi mi dici dai'¦ Analizziamo. Tuo figlio senz'antro ti vuole bene e per questo le sue scelte nei tuoi confronti sono difficili e a volte con sensi di colpa. Ammettiamo che invece di rivolgerti a me ti sia rivolto a lui, cosa succede? Chiedi che venga fatta una cosa, quindi non è una sua scelta, ma è la tua volontà e poi aggiungi 'DAI'¦' ( comunichi buonismo, accentui il tuo volere ) che vuol dire? O ubbidisce e quindi si sottomette, o rifiuta e si sente una carogna, al figlio non viene data scelta, si creano sensi di colpa, se è sensibile gli è più difficile staccarsi, rifiutare le tue imposizioni, la tua figura in lui diventa più potente, più difficile da superare. Il balbuziente è una persona soffocata, senza personalità , si adatta perchè la vita va avanti. E' un meccanismo sottile e nello stesso tempo facile da realizzare, molto comune, non si ha tempo per riflettere, spesso si vuole il risultato subito, il ricatto è la strada più immediata. Se in una famiglia è una abitudine e se le persone bono sensibili'¦ ehm! Si può arrivare anche alla settima generazione se non si cambia.