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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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BAMBINI

 

Il Messaggero.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mortalità infantile, l'Unicef: 21mila bimbi
muoiono ogni giorno per cause evitabili

 

La battaglia dell'agenzia Onu fa passi avanti, ma il presidente non vuole che si festeggi:

non dobbiamo abbassare la guardia

 

 

di Anna Guaita

NEW YORK - Acqua potabile, vaccini, cibo nutriente. Non ci vuole molto per tenere in

vita un neonato. Ogni anno l’Unicef ce lo ricorda, e ci ricorda che i successi riportati in

due decenni sul fronte della mortalità infantile sono purtroppo ancora lontani dagli

Obiettivi del Millennio stabiliti nel Duemila, e da raggiungere entro il 2015. Dal 1990

a oggi gli sforzi dell’agenzia Onu che si occupa dei bambini hanno ottenuto che

la mortalità dei piccoli al di sotto dei cinque anni d’età scenda da 12 milioni all’anno

a 7,6. Un grande passo avanti: 12 mila bambini sono stati salvati ogni giorno da allora

a oggi. Eppure, il presidente dell’Unicef Anthony Lake non vuole che si festeggi: «Il fatto

che abbiamo riportato dei successi, ci dimostra che combattere la mortalità infantile è

possibile e fattibile. Non dobbiamo abbassare la guardia, Semmai dobbiamo ricordare la

raggelante verità che ancora oggi 21 mila bambini nel mondo muoiono ogni giorno per

cause che possono essere evitate».

La settimana prossima l’Assemblea Generale dell’Onu inaugura il suo anno lavorativo e

come di consueto tutte le agenzie che fanno parte della famiglia delle Nazioni Unite si

danno appuntamento a New York per fare i loro bilanci. Nei giorni a venire si parlerà di

sicurezza e di guerre, di nucleare e di ambiente, di crescita sostenibile e dei diritti delle

minoranze. Il tema della mortalità infantile sarà ripreso anche dall’Associazione

Save the children, che lunedì presenterà il suo progetto di aumentare il numero di

medici e infermieri in quelle zone del mondo dove un bambino è spesso condannato a

morte solo perché non c’è una clinica o un medico se non a centinaia di chilometri di

distanza. Secondo i calcoli di Save the children, mancano tre milioni e mezzo di operatori

della salute per rimediare a questa voragine.

L’Unicef conferma questa verità citando dal canto suo il successo riportato nel Niger, uno

dei Paesi - insieme a Malawi, Liberia, Sierra Leone e Timor Leste - dove la mortalità

under-5 è drasticamente diminuita proprio per lo sforzo compiuto di dislocare piccole

cliniche nelle varie comunità.

Ma l’Unicef ci ricorda altri fattori che contribuiscono a questa terribile realtà, o che

potrebbero pian pianino cancellarla. I bambini che nascano in famiglie povere,

soprattutto nell’Africa Sub-Sahariana, hanno il doppio di possibilità di morire entro il

quinto anno d’età dei loro simili che nascano in famiglie non povere. Se poi la madre non

ha nessuna forma di istruzione, i rischi per il piccolo si ingigantiscono, mentre diminuiscono

di due terzi se solo la mamma ha anche un minimo di istruzione.

Ecco dunque un’altra arma da usare in questa guerra spietata: assicurarsi che le bambine

vadano a scuola. Quelle bimbette che seggono sui banchi di scuola in Nigeria o in India, in

Mauritania o nel Chad, saranno domani il primo baluardo nella difesa della vita dei loro

bambini: «Il grado di istruzione della madre - spiega con poche dirette parole il rapporto

Unicef - è uno degli elementi più potenti nel determinare se un bambino sopravviverà».

Giovedì 15 Settembre 2011 - 22:13
www.youtube.com/watch?v=mCpR2dDYJB04 min - 10 ago 2008 - Caricato da donnaeleuteria
Paola Turci - Bambini canzone vincitrice Festival di Sanremo 1989 Autori: A. Rizzo - R.Righini Bambino armato e disarmato in una ...
 
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