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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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CARISSIMO PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO, TI PREGO, SII ANCORA LA MIA VOCE INASCOLTATA : ANCORA TROPPI SPRECHI DI DENARO PUBBLICO A DANNO DEI POVERI !

Lettera aperta al ministro Tremonti
 
               

Egregio Onorevole, in tutta l'Amministrazione dello Stato sono stati

notoriamente fatti molti tagli, decisi dal governo nell'ambito della

manovra finanziaria ed è stato chiesto a tutti gli italiani di fare dei

sacrifici per il bene del nostro Paese. Ciò nonostante non è mancato

un coro di proteste da parte di tutte le categorie colpite da questi

provvedimenti.

Sono un dipendente civile del Ministero della Difesa con la qualifica

 di traduttore interprete e con una anzianità di servizio di trentasette anni.

 Le scrivo per mettere in evidenza un punto di detta manovra che mi tocca

 particolarmente da vicino. Si tratta dell'articolo 6 comma 12 del DL 78/2010

della legge di conversione n. 122 in data 30 luglio 2010, pubblicata sulla G.U.

del 30/07/2010, riguardante la corresponsione della diaria per le missioni

estere al Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco e la sua totale e

definitiva abolizione per quanto riguarda invece tutti i dipendenti civili dello Stato.

Nella versione iniziale di detto articolo, peraltro approvata dalla Commissione

Difesa del Senato, l'abolizione si applicava a tutti, indistintamente,

fatta eccezione per le sole missioni internazionali di pace.

Successivamente, a seguito della massiccia e minacciosa mobilitazione

dei sindacati del Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco, sono stati inseriti,

anche grazie agli sforzi intrapresi dai Ministri competenti, degli emendamenti

migliorativi per il succitato Comparto e assolutamente peggiorativi solo ed

esclusivamente per tutti i dipendenti civili dello Stato.

La versione finale di detto articolo afferma in pratica che l'abolizione

della diaria non si applica più, oltre che alle missioni internazionali di pace,

nemmeno a quelle comunque (quindi praticamente tutte) effettuate

dalle Forze di polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Qualora non si sia trattato del solito refuso, la mia critica, spero costruttiva,

a titolo di collaborazione, si fonda sul fatto che, nell'intento di ridurre le spese e

di operare i tagli, è stata sì chiusa una porta, azzerando, a partire

dal 31 maggio 2010, la diaria che prima veniva riconosciuta anche ai

dipendenti civili dello Stato, sostituendola con il mero rimborso di vitto e

alloggio, tuttavia, con l'inserimento in detto articolo della parola

“passepartout” comunque, si è, credo, in effetti, spalancato un

portone ad una indiscriminata corresponsione della diaria a tutti i tipi

di missioni estere, effettuate dagli appartenenti alle Forze di polizia,

al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate,

anche a quelle che non hanno uno specifico carattere di operatività o

di sicurezza di esclusiva competenza dei militari, e quindi a una miriade

di missioni ordinarie all‘estero, che si svolgono annualmente, a

cui peraltro partecipano spesso anche dipendenti civili dello Stato,

per fornire ai militari il loro supporto amministrativo ( riunioni

tecnico-contrattuali, comitati esecutivi e direttivi, gruppi e sottogruppi

di lavoro, workshop vari nell'ambito di svariati programmi di

cooperazione internazionale) o il loro supporto prettamente tecnico

(collaudi di materiale all'estero), ovvero ad altrettante missioni estere

aventi quale scopo visite bilaterali, mostre internazionali, conferenze

o presentazioni di mezzi vari a livello mondiale, che pertanto

dovrebbero forse prevedere lo stesso trattamento economico

sia per i militari che per i dipendenti civili che vi partecipino.

Ora, nel mio caso personale, secondo la nuova normativa,

in qualità di traduttore interprete al seguito di una delegazione

italiana, composta anche da militari, in una missione estera,

io dovrei parteciparvi con il solo rimborso di vitto e alloggio,

dovendo anche intaccare i miei risparmi, poiché l'anticipo erogato

non è mai del cento per cento, mentre i militari continuerebbero

a ricevere la diaria oltre al rimborso delle spese di albergo

(in questo caso la diaria viene ridotta di un terzo per il numero

dei pernottamenti, ma è pur sempre una signora diaria).

Considerando inoltre che fra me e i militari l'unica differenza,

oltre alla funzione, al grado di responsabilità ( che comunque

 anche io sono conscio di avere per realizzare una precisa traduzione

simultanea) e alle stellette, consiste solo nel fatto che i militari

sono seduti al tavolo della riunione e io direttamente dietro di loro,

dentro una cabina per la traduzione simultanea, impegnato

incessantemente dalle ore 9.00 alle ore 17.00 con solo qualche

interruzione per le pause caffè e per il pranzo, la partecipazione

alle riunioni all'estero a siffatte, a mio avviso, ingiuste condizioni

di inferiorità, mi farebbe cadere in un tale increscioso stato

di frustrazione, rischio questo che non mi sento in grado di accettare,

a meno che anche per i militari non venga applicato per questo tipo

di missioni estere lo stesso trattamento economico, riservato al personale

civile( mal comune mezzo gaudio).
Si tratta di una questione di dignità.

Abolendo in questi, e in simili casi, la evidente e irragionevole

disparità di trattamento, si potrebbero destinare a scopi di utilità

sociale le non indifferenti risorse economiche recuperate,

qualora l'erogazione della diaria prevista per i militari fosse

limitata solo alle missioni estere aventi esclusivo carattere strettamente

militare, che è forse l’unico, vero e giusto principio conduttore che

penso abbia ispirato le veementi proteste manifestate dai sindacati

del Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco.

Nel mettere nuovamente in risalto la, a mio avviso, palese parzialità

sempre che non si sia trattato di un refuso), con la quale nella rielaborazione

del succitato articolo si sia voluto forzare la mano, per favorire

ad ogni costo in maniera indiscriminata solo determinate categorie,

ribadisco il fatto che i sacrifici richiesti dalla situazione

di crisi in cui versa l'Italia, devono essere fatti da tutti, nessuno escluso,

senza distinzione di categorie. 

Nutro la speranza che qualche norma correttiva venga introdotta

con urgenza nella legge in parola, al fine di abolire questa disparità

di trattamento, là dove ragionevolmente possibile, anche per impedire

che venga fatto un salasso alle casse dello Stato,

già abbastanza sofferente di anemia.

Nel ringraziarLa dell'attenzione, Le porgo distinti saluti. 

Riccardo Sante Maria Fontana

(3 ottobre 2010)

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