Egregio Onorevole, in tutta l'Amministrazione dello Stato sono stati
notoriamente fatti molti tagli, decisi dal governo nell'ambito della
manovra finanziaria ed è stato chiesto a tutti gli italiani di fare dei
sacrifici per il bene del nostro Paese. Ciò nonostante non è mancato
un coro di proteste da parte di tutte le categorie colpite da questi
provvedimenti.
Sono un dipendente civile del Ministero della Difesa con la qualifica
di traduttore interprete e con una anzianità di servizio di trentasette anni.
Le scrivo per mettere in evidenza un punto di detta manovra che mi tocca
particolarmente da vicino. Si tratta dell'articolo 6 comma 12 del DL 78/2010
della legge di conversione n. 122 in data 30 luglio 2010, pubblicata sulla G.U.
del 30/07/2010, riguardante la corresponsione della diaria per le missioni
estere al Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco e la sua totale e
definitiva abolizione per quanto riguarda invece tutti i dipendenti civili dello Stato.
Nella versione iniziale di detto articolo, peraltro approvata dalla Commissione
Difesa del Senato, l'abolizione si applicava a tutti, indistintamente,
fatta eccezione per le sole missioni internazionali di pace.
Successivamente, a seguito della massiccia e minacciosa mobilitazione
dei sindacati del Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco, sono stati inseriti,
anche grazie agli sforzi intrapresi dai Ministri competenti, degli emendamenti
migliorativi per il succitato Comparto e assolutamente peggiorativi solo ed
esclusivamente per tutti i dipendenti civili dello Stato.
La versione finale di detto articolo afferma in pratica che l'abolizione
della diaria non si applica più, oltre che alle missioni internazionali di pace,
nemmeno a quelle comunque (quindi praticamente tutte) effettuate
dalle Forze di polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Qualora non si sia trattato del solito refuso, la mia critica, spero costruttiva,
a titolo di collaborazione, si fonda sul fatto che, nell'intento di ridurre le spese e
di operare i tagli, è stata sì chiusa una porta, azzerando, a partire
dal 31 maggio 2010, la diaria che prima veniva riconosciuta anche ai
dipendenti civili dello Stato, sostituendola con il mero rimborso di vitto e
alloggio, tuttavia, con l'inserimento in detto articolo della parola
“passepartout” comunque, si è, credo, in effetti, spalancato un
portone ad una indiscriminata corresponsione della diaria a tutti i tipi
di missioni estere, effettuate dagli appartenenti alle Forze di polizia,
al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate,
anche a quelle che non hanno uno specifico carattere di operatività o
di sicurezza di esclusiva competenza dei militari, e quindi a una miriade
di missioni ordinarie all‘estero, che si svolgono annualmente, a
cui peraltro partecipano spesso anche dipendenti civili dello Stato,
per fornire ai militari il loro supporto amministrativo ( riunioni
tecnico-contrattuali, comitati esecutivi e direttivi, gruppi e sottogruppi
di lavoro, workshop vari nell'ambito di svariati programmi di
cooperazione internazionale) o il loro supporto prettamente tecnico
(collaudi di materiale all'estero), ovvero ad altrettante missioni estere
aventi quale scopo visite bilaterali, mostre internazionali, conferenze
o presentazioni di mezzi vari a livello mondiale, che pertanto
dovrebbero forse prevedere lo stesso trattamento economico
sia per i militari che per i dipendenti civili che vi partecipino.
Ora, nel mio caso personale, secondo la nuova normativa,
in qualità di traduttore interprete al seguito di una delegazione
italiana, composta anche da militari, in una missione estera,
io dovrei parteciparvi con il solo rimborso di vitto e alloggio,
dovendo anche intaccare i miei risparmi, poiché l'anticipo erogato
non è mai del cento per cento, mentre i militari continuerebbero
a ricevere la diaria oltre al rimborso delle spese di albergo
(in questo caso la diaria viene ridotta di un terzo per il numero
dei pernottamenti, ma è pur sempre una signora diaria).
Considerando inoltre che fra me e i militari l'unica differenza,
oltre alla funzione, al grado di responsabilità ( che comunque
anche io sono conscio di avere per realizzare una precisa traduzione
simultanea) e alle stellette, consiste solo nel fatto che i militari
sono seduti al tavolo della riunione e io direttamente dietro di loro,
dentro una cabina per la traduzione simultanea, impegnato
incessantemente dalle ore 9.00 alle ore 17.00 con solo qualche
interruzione per le pause caffè e per il pranzo, la partecipazione
alle riunioni all'estero a siffatte, a mio avviso, ingiuste condizioni
di inferiorità, mi farebbe cadere in un tale increscioso stato
di frustrazione, rischio questo che non mi sento in grado di accettare,
a meno che anche per i militari non venga applicato per questo tipo
di missioni estere lo stesso trattamento economico, riservato al personale
civile( mal comune mezzo gaudio).
Si tratta di una questione di dignità.
Abolendo in questi, e in simili casi, la evidente e irragionevole
disparità di trattamento, si potrebbero destinare a scopi di utilità
sociale le non indifferenti risorse economiche recuperate,
qualora l'erogazione della diaria prevista per i militari fosse
limitata solo alle missioni estere aventi esclusivo carattere strettamente
militare, che è forse l’unico, vero e giusto principio conduttore che
penso abbia ispirato le veementi proteste manifestate dai sindacati
del Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco.
Nel mettere nuovamente in risalto la, a mio avviso, palese parzialità
sempre che non si sia trattato di un refuso), con la quale nella rielaborazione
del succitato articolo si sia voluto forzare la mano, per favorire
ad ogni costo in maniera indiscriminata solo determinate categorie,
ribadisco il fatto che i sacrifici richiesti dalla situazione
di crisi in cui versa l'Italia, devono essere fatti da tutti, nessuno escluso,
senza distinzione di categorie.
Nutro la speranza che qualche norma correttiva venga introdotta
con urgenza nella legge in parola, al fine di abolire questa disparità
di trattamento, là dove ragionevolmente possibile, anche per impedire
che venga fatto un salasso alle casse dello Stato,
già abbastanza sofferente di anemia.
Nel ringraziarLa dell'attenzione, Le porgo distinti saluti.
Riccardo Sante Maria Fontana
(3 ottobre 2010)