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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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CASA DI RIPOSO PER UOMINI SENZA ETA'

 

 

 

 

http://rebstein.wordpress.com/2013/05/15/canto-della-dimenticanza/

 

 

 

 

La casa dimenticata nel tempo che vale come un tesoro.


 

 

Casa di riposo

 

I vecchi nella stanza sono seduti in cerchio.
Al centro, una donna canta e suona la fisarmonica.
“Lassuuu sulleee montaaagneeeee…. “
Dai finestroni entra luce. L’infermiera
con un carrello distribuisce tè e biscotti.
Una vecchia sulla carrozzina allarga le braccia
che diventano rami, o radici.
Poco più in là un’altra vecchia dondola
il suo canto ad occhi chiusi. Ha i capelli
raccolti a coda; indossa un maglioncino
rosa su una gonna azzurra. Un vecchio
guarda prima la donna con la fisarmonica,
poi la vecchia con la coda; una volta
batte le mani, un’altra annuisce e ride.

La donna con la fisarmonica tocca i vecchi
uno a uno; la musica diventa mano, terra di montagna.
Uno a uno i vecchi si aprono come fiori.

E’ povera la vita, bella quanto basta
a farti morire nel pieno di niente più di un corpo.
È faccenda di nessuno la carne flaccida,
le braccia a piombo sul selciato.
Lo sguardo è lontano come la luna;
niente in suo confronto.
Negli occhi la visione è colta;
nei piedi trascinati, nella mani
che non sanno più portare il cibo in bocca.

La bellezza si fa sottile, si insinua metà sorriso, metà agonia.

Un vecchio, alto, bello, lo sguardo dritto
segue la fisarmonica a passi piccoli;
si arrende la sua forza, diventa fluida luce
di questo unico giorno, unica ora, unico minuto.

 

Iole Toini

   

 

08/mar/2009 - Caricato da maryax86xx

 

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