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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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CENTRO DI GRAVITA' PERMANENTE

 

www.lascrivania.com/blogs/play.../104-il-centro?...

Scritto da Davide - Martedì 29 Giugno 2010 20:27

Il Centro

Song Nel Centro   Niccolò Fabi
 
 

 

 
Il Centro
 

Ogni cosa hai il suo Centro. Intorno al quale tutto si muove...

 

 

 

Cerco un centro di gravità permanente...

Così cantava Battiato, alla ricerca di un centro. A lui serviva soprattutto qualcosa che non gli facesse mai cambiare idea sulle cose e sulla gente. Una gravità permanente, un punto di riferimento del proprio pensiero e delle proprie azioni, una sorta di sole intorno a cui girare, intorno a cui far muovere le vite dei propri pianeti. Se Battiato cantava così evidentemente ne cercava uno che fosse al di fuori di sé, cosa decisamente rara ai nostri tempi. Perché, senza ipocrisie, il centro della vita di una persona è sempre più se stesso, unico punto di riferimento per le proprie decisioni e per le proprie azioni: non si è più capaci di ascoltare, di accettare differenti punti di vista né tantomeno di farli propri, sempre più spinti dal proprio interesse, dalla propria illusione di benessere, che ti fa credere che tutto vada bene quando tu stai bene, quando tu hai tutto e nessuno invade il tuo proprio mondo personale, a fatica costruito ergendo muri e barriere, indossando maschere e corazze, fregandosene non solo dell'ambiente, non solo degli animali, ma anche delle persone, anche di quelle più vicine. E l'unica forza capace di aprire una breccia in questo muro, quell'amore osannato e allo stesso tempo reso infecondo dalla società, il mondo lo colora di rosa e poi lo piega di nuovo all'unico centro di gravità permanente riconosciuto ufficialmente da tutti, se stessi, e finisce per collassare in un buco nero che invece di portare frutti e illuminare fa morire tutto dentro un'inutile e buia spinta autoreferenziale. In astrofisica il collasso gravitazionale è la progressiva compressione di un corpo massiccio sotto l'influenza della sua stessa forza di gravità: siamo spiriti destinati all'implosione, abbiamo bisogno di un centro di gravità permanente che sia fuori di noi.

E' la forza che esce da una gravità esterna a tirarci fuori da quello che ci uccide, che è il continuo guardare al proprio stomaco, al proprio ombelico. E' questa forza a farci alzare la testa e aprire gli occhi, perché quando alzi la testa vedi cose che prima non avresti immaginato, colori che nessun televisore può descrivere. E questa forza può venire dall'amore vero. Non parlo di cuoricini e violini, non parlo di diabetiche frasi o di sogni poco realistici in stile "due cuori e una capanna". E' un amore più ampio, più reale, che fa dire e credere che "Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici". E ce ne sono tanti di modi per dare la vita, tutti i giorni, senza scomodare le guerre. Perché la vita la dai quando accetti le difficoltà di un amico, perché la vita la dai quando sai ascoltare e sai metterti onestamente in discussione. Perché la vita la dai quando ti sposi. E sei felice di farlo. Anche quando si discute per le stupidaggini, e le stupidaggini sembrano montagne. Anche quando i punti di vista e i modi di affrontare le situazioni possono essere diversi e difficili da conciliare. La donna e l'uomo sono esseri creati da Dio l'uno l'opposto dell'altro, perché da questa opposizione si creasse una forza più grande di quella dei due esseri da soli. E' quando smonti da te stesso, quando ti metti da parte, quando spendi quello che hai per qualcosa che non è tuo e che non ti torna indietro, quando ti lasci anche sovrastare dall'altra persona che allora nasci di nuovo, porti frutto, diventi a tuo modo creatore, sperimenti una forza che supera tutto, una completezza, una gioia che è piena.

Che questo non si faccia senza sforzi non è un mistero. Perché l'implosione spinge forte. E spesso ci si arrende, o si rischia di farlo. E la forza e la spinta dell'amore che dà la vita regredisce in un desiderio della caramella che finisce, e che dovrà prima o poi essere di nuovo sostituita da un'altra caramella, magari da un sapore ancora più acceso, perché deve cancellare la precedente. E nessuno ne è esentato. C'è un testo di Niccolò Fabi (Attesa e inaspettata) che apprezzo particolarmente e che in qualche modo sento collegato a tutto questo:

A volte manca il fiato
da qui non si torna indietro
hai paura che il tempo
non stia più al tuo guinzaglio
hai paura che il gioco
adesso sia finito
così ti trovi a quel incrocio
tra l'impegno e il disimpegno
e devi toglierti dal centro
devi farti spazio dentro
e poi dividere l'inutile
da ciò che è necessario
non c'e piu un giorno da perdere
nel tuo calendario
e poi serenamente
a ciò che non ti rappresenta
dire no finalmente
perché chi viene alla luce
illumina

Perché chi viene alla luce illumina. E' un'esplosione non un'implosione. E' mettersi in gioco, è dare tutto. Io non sono certo un maestro in questo, io che sono spesso ancora più vicino ad un'implosione che ad un'esplosione, io che sono permaloso e superbo. Ma Dio m'ha donato la mia frangiflutti Flo, la donna che mi fa uscire da me, che mi dà una dimensione diversa, che mi dà la possibilità di aprirmi, di non chiudermi nel mio mondo. E Dio io ringrazio, perché da Lui ho visto questo amore che muore per chi ama ma che morendo, come il seme, fa nascere un albero che è molto più grande del seme che l'ha generato. Ed è con Lui che oggi ancora cammino, il primo ad essere nel mio nuovo centro e a farmi forte anche quando sono debole, perché la canzone che cantai a Floriana il giorno della serenata, poco prima del nostro matrimonio (Nel Centro, Niccolò Fabi ancora), sia reale ogni giorno, e io riesca a togliermi dal centro, a farmi spazio dentro, e poi dividere l'inutile da ciò che è necessario, perché non ci sia più un giorno da perdere nel mio calendario..... e venire alla luce, e illuminare.

Sei nel centro ed ogni cosa  
sembra ti stia intorno 
sei davanti e tutto il resto 
è soltanto sfondo 
sei l'unica cosa che è a colori 
mentre il resto è in bianco e nero 
l'unica cosa che rimane a fuoco 
quando sono senza occhiali

 

 

Nel centro - Niccolò Fabi
4 min - 3 nov 2007
Caricato da giocodiluce

youtube.com

 

 

 
Franco Battiato - Centro di gravità permanente ...
4 min - 24 feb 2006
Caricato da raij

youtube.com

 

 

 

 

 

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