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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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DOLORE

 

Il Messaggero.it

 

La Rnm misurerà anche il dolore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arriva il dolorimetro che misura
il dolore registrato dal cervello

 

ROMA - Un giorno i medici potrebbero avvalersi di un «dolorimetro», un misuratore

oggettivo del dolore che un paziente prova durante le procedure mediche cui è sottoposto.

Il dolorimetro è basato sull'attività neurale registrata con la risonanza magnetica e potrebbe

quindi rappresentare una prima misura oggettiva fisiologica del dolore. Il prototipo del

dolorimetro è stato messo a punto da Sean Mackey della Stanford University in California e i

risultati dei test sui primi pazienti sono stati resi noti sulla rivista PLoS ONE.

Il dolore provato da un paziente durante un esame o una procedura terapeutica è un parametro

importante per la pratica medica, ma anche difficile da misurare, poichè è oggi basato

essenzialmente sulle sensazioni soggettive provate ed espresse dalla persona stessa.

Ma ciascuno di noi vive il dolore in modo differente caricandolo anche di valenze emotive,

che possono di fatto aumentare la percezione di una sofferenza fisica; e poi alcune categorie

di pazienti, anziani e bimbi piccoli in primis, non riescono facilmente a comunicare al medico il

dolore provato.

L'idea di un dolorimetro è, quindi, attesa dalla comunità medica mondiale. Gli esperti Usa si

sono dunque avviati su questa strada ideando un algoritmo che traduce l'attivazione neurale

del cervello di soggetti sottoposti a stimoli dolorosi. L'attività neurale in risposta al dolore è stata

osservata con la risonanza magnetica su otto soggetti, confrontandola con l'attività neurale di base,

cioè in assenza di stimolo doloroso. Una volta scritto l'algoritmo, il dolorimetro è stato testato su altri

otto soggetti per verificare se lo strumento riuscisse a decifrare dalla loro attività neurale l'assenza o

presenza di dolore. Il dolorimetro è riuscito con successo nell'81% dei casi. Se superasse i test su

un maggior numero di pazienti, potrebbe quindi, in futuro, essere promosso a misuratore ufficiale

di dolore in corsia.

Martedì 13 Settembre 2011 - 18:12    Ultimo aggiornamento: 23:06

 

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