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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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François Hollande IN ARIA DI RIGORE

Wednesday 9 november 2011 3 09 /11 /Nov /2011 05:55

GLI ANNI VERDI DELLA TOUR EIFFEL

Commenti

Un piccolo contributo della Torre in notturna

http://lifestylelovers02.blogspot.it/2012/05/paris-en-revant-la-tour-eiffel.html
Commento n°1 inviato da lifestyle lovers 2 giorni fa alle 19h11

GRAZIE.
LA NOTTE  TI PORTI  CONSIGLIO.
RICCARDO

Risposta di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana 2 giorni fa alle 20h17

 

http://calciofrancese.gazzetta.it/

 

HOLLANDE ALL’ELISEO: UN’ALTRA IDEA di CALCIO

 

Lascia l’Eliseo un grande tifoso di calcio e del Psg in particolare. Ma, il 15 maggio, Nicolas Sarkozy passerà lo scettro a un non meno appassionato del pallone che ancora oggi quando si reca in qualche città chiede sempre di passare nei dintorni degli stadi per vedere che aria tira. François Hollande, eletto ieri sera con il 51,62% dei suffragi (ovvero 18 milioni di voti, contro il 48,38%-18,8 milioni di voti raccolti da Sarkò), a calcio c’ha pure giocato. Certo da piccolo, forse pure con qualche velleità dettata dall’infanzia quando scoprì il calcio grazie al nonno materno, tifoso del Reims della grande epoca (quella delle due finali di Champions contese al Real Madrid) che trasmise il virus al nipotino: “Ho giocato al Fc Rouen (oggi 6/o in C, con un passato in L1 negli anni ’60 e una comparsata in quelli ’80) – raccontava con un pizzico di orgoglio qualche mese fa a France Football -, abitavo a Rouen e tifavo per il Rouen di Rustichelli, Betta”. Passione poco glamour in confronto al presidente uscente che ha sempre amato il Psg, tutto paillettes e ambizione. Hollande invece una volta trasferitosi nella capitale cominciò a tifare – guarda caso – l’anti Psg per definizione, cioè il Red Star (oggi 15/o in C), anche se per un periodo il suo club preferito fu “il Monaco di Trezeguet e Henry, con Wenger, ma anche Thuram, Ettori, Klinsmann, Hoddle”. Per Hollande, il calcio è drammaturgia, con rovesciamenti di scenario a volte imprevedibili. Un po’ forse come in politica, come alle elezioni appena concluse che l’hanno portato alla presidenza, nel ruolo di candidato di riserva, dopo l’addio forzato di Dominique Strauss Khan. In ogni caso, se Sarkozy ha permesso la trasformazione del Psg favorendo l’ingresso del Qatar, Hollande ha una visione diversa delle questioni calcistiche: “Del calcio di oggi non mi piace il ruolo straripante preso dai soldi sia a livello di mercato che delle varie proprietà. Le società di calcio ormai sono imprese e non sempre lucrative. E oltre alla violenza, detesto anche il distacco tra giocatori e pubblico”. Giudizio forse scontato per un presidente che si rivendica “normale”, un cittadino all’Eliseo, un francese tra i francesi. Per Hollande oggi il calcio è il riflesso della società e forse anche per questo è stato eletto da un paese stanco di un quinquennio di Sarkozismo affondato dalla crisi: “Amo il calcio dilettantistico, quello di cui si parla meno, con partite tutti i giorni, educatori formidabili, con emozioni anche quando non ci sono spettatori, quel calcio che alla fine si può giocare ovunque, dai quartieri più poveri a quelli più ricchi”. Un calcio che non si dimentica quindi delle proprie origini “come fa Koscielny che ha una carriera eccezionale ad Arsenal ma ha mantenuto contatti con la sua città”. Un calcio che “non è un ambiente in cui la sinistra sia predominante”, ma che dotrebbe partecipare attivamente alla lotta alla crisi, magari accettando più serenamente l’idea di una tassazione al 75% di chi guadagna oltre il milione di euro (“normale che chi guadagni di più si mostri esemplare”, spiegava all’Equipe). Insomma, Hollande tifa per un calcio più umano, forse un po’ fuori dal tempo, “come lo è Christian Gourcuff, un ex del Rouen”, attuale allenatore del Lorient che ospita per l’ultima giornata, forse cruciale per decidere lo scudetto, il Psg di Carlo Ancelotti, e soprattutto di Nicolas Sarkozy.

(foto da France Football del 3 gennaio 2012)

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vimeo.com11 giu 2011 - 3 min
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