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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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GLI INVASATI INTERCOMUNICANTI

 

La  Stampa.it

 

Costume
06/08/2011 - IL CASO
"Curiamo i malati di Internet"
 

 

Il ministro Fazio lancia l’allarme
sulla dipendenza social network:
come la droga o il gioco l’azzardo
CARLO DI FOGGIA

ROMA
Il piano per il nuovo anno sanitario 2011/2013 potrebbe contenere un intervento

straordinario per la lotta ad un nuovo tipo di dipendenza, quella da sovraesposizione

da internet. Una forma che in casi di abuso porta a ”sentimenti compulsivi, isolamento

sociale, dipendenza patologica e perdita di contatti reali”. Con queste parole il Ministro

della Salute Ferruccio Fazio ha risposto alla Camera all’interrogazione parlamentare

presentata dal deputato Pdl Giorgio Jannone che chiedeva “provvedimenti per

aiutare le persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social

network e le loro famiglie”.

Dito puntato contro i social network quindi ma non solo. La dipendenza da internet

o “internet addiction” è in realtà un termine piuttosto generico che copre una vasta

gamma di comportamenti patologici - dalla dipendenza sessuale al cosiddetto

“sovraccarico cognitivo”, una forma di sovraesposizione alle migliaia di informazioni

presenti nella rete - tutti accomunati però dall’incapacità di staccarsi dal computer.

“la dipendenza da internet - ha continuato il Ministro - si esprime con sintomatologie

 simili a quelle che si osservano in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive”.

Una droga senza sostanza dunque ma con le stesse complicazioni che possono

essere provocate dagli stupefacenti. Come uscire da questa malattia dunque?

“La cura è sostanzialmente la stessa che si adotta per altri tipi di dipendenza:

si ricorre alle strutture socio-riabilitative che trattano i disturbi mentali”.

La realtà però sembra essere più complessa e contraddittoria: esiste infatti

un dibattito scientifico al riguardo e che nel nostro paese ha preso piede a partire

dalla fine degli anni novanta ed è tuttora oggetto di discussione. Sul ricorso

al “trattamento farmacologico” ad esempio - definito nel testo dell’interrogazione

per sottolineare la possibilità di contrarre vere e proprie forme depressive - il parere

del mondo scientifico non è unanime. Molti studiosi infatti non ritengono che la

dipendenza da internet possa essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico

ma un sintomo psicologico.

Le dimensioni di questo fenomeno sono state definite “allarmanti” dal titolare

della Sanità che ha quindi annunciato “azioni concrete e mirate, per ridurre il rischio

di dipendenza da web soprattutto nella popolazione giovanile” che potrebbero

essere inserite già nel piano del nuovo anno sanitario in fase di adozione. L’iniziativa

in realtà non sarebbe una novità visto che alcune strutture ospedaliere locali si sono

già dotate da qualche anno di osservatori specializzati nello studio delle nuove

dipendenze. Da novembre 2009 all'Ospedale Policlinico Gemelli di Roma è stato

aperto il primo ambulatorio ospedaliero specializzato nella dipendenza da Internet e

la regione Lazio ha finanziato con quasi un milione di euro un’apposita campagna

di prevenzione inserita nel bando per la lotta alla droga 2010/2012.

E chissà, forse e stato proprio per tutelarne la salute e dare il buon esempio che

la stessa regione un anno fa ha vietato di utilizzare di facebook a tutti i tremila

dipendenti con precisa circolare della presidentessa Polverini. Lei però sulla sua

pagina ha oltre 12mila amici

www.youtube.com/watch?v=b9d-vUtSeC84 min - 14 gen 2008 - Caricato da kalderimi2

 

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