Sembra facile
Sembra facile scrivere un vangelo. Prima di tutto, devi metterti comodo: va bene anche una sedia in legno lavorato, a braccioli e senza schienale. Un po’ di traverso, col quadernone sulla coscia sinistra, accavallata sulla destra. Una penna d’oca, anche se logora, è più che sufficiente. Ti concentri, aggrotti la fronte per lo sforzo, cominci a buttare giù come ti viene: Gesù Nazareno nacque a Bethlehem… No, così è contraddittorio. Riproviamo: Gesù, che sarebbe stato chiamato il Nazareno, nacque nella città di Bethlehem… Non si parte in maniera contorta, il lettore si scoraggia facilmente. Forse così: Gesù nacque a Bethlehem, ma la famiglia si recò presto a Nazaret, dopo la morte di Erode, che costrinse i genitori a fuggire in Egitto… Mi pare vada meglio, ma non convince ancora. Sento un formicolio alla mano, come se qualcuno mi toccasse, una presenza, un alito, una specie di voce giovane, infantile, che suggerisce qualcosa. Vediamo, lasciamoci guidare, mi vengono in mente nomi, tanti nomi, troppi per mandarli a memoria; una stirpe, generazioni di generazioni, come? parla più forte, amico mio, lascia le tue dita leggere sulla mia mano rozza di esattore delle tasse, esperto di liste, pure io, ma sono nomi antichi, alcuni mai sentiti; avranno evaso le gabelle, devo incastrarli per sempre in un registro che rimarrà nei secoli? Non sarà eccessivo? Chi può ritenersi mai innocente? Vediamo: Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli… Sei grande, amico, non mi sarebbe mai venuto in mente un esordio così: hai la mano leggera, come un battito d’ali, mi viene da piangere, e non so perché. Qual è il tuo nome? Sì, ti seguo, mi pare che ora possa andare; manca solo una frase, dici? Lascia scorrere le dita sulla mia mano rozza, di pubblicano incallito, condannato e emarginato, destinato a rimanere solo, fra i puri, gli eletti che mi guardano in tralice, destinato a rimanere solo, eppure sento un battito, le tue ali mi accompagnano, avverto il tuo alito, un soffio, sulla carne rugosa; che ho fatto per meritare il tuo soccorso? Manca una frase, dici? Guida la mia mano, con le dita leggere; ora ho compreso, vediamo se va bene: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Ora ho compreso, amico mio, dalle dita leggere, dalla parola alata.
| | youtube.com15 giu 2010 - 4 min - Caricato da MrSamu4ever |