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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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I FRATELLI VALDESI, ADRIANA ZARRI E LA SOFFERENZA

 

Oggi  mi  ha  scritto  Simona.  Ha  postato  un  commento  all'articolo

 

Saturday 30 april 2011 6 30 /04 /Apr /2011 13:43

da  me  pubblicato  Saturday 30 april 2011 6 30   e  nel  suo  commento  si  rivolge  anche  a  voi,  miei  cari  lettori.

                                                    Ecco  il  commento  di  Simona :

  • Grazie Riccardo, immagino che per protestanti tu intenda noi valdesi e metodisti italiani, che da anni ci battiamo per la laicità dello stato (e infatti destiniamo i ns. fondi OttoxMille solo ad attività culturali, sociali e assistenziali: nemmeno un euro va al nostro culto e agli stipendi di pastori e pastore, che ci paghiamo rigorosamente da soli.. il resoconto annuale e trasparente degli impieghi lo trovi a www.ottopermillevaldese.org) inoltre volevo segnalare a te e ai lettori del tuo blog che abbiamo aperto a Palermo in qss gg il nono sportello (a livello nazionale) per il testamento biologico - gratuito e aperto a tutti i cittadini. Da credenti, non riteniamo la sofferenza abbia valore salvifico, e che la "vita" sia quella biologica.. ma solo quella biografica, di relazione, che è già finita quando si è attaccati a tubi di almientazione e idratazione forzata - che non hanno niente di naturale (altrimenti, non ci vorrebbe un medico a somministrarcele, no?) Grazie per la fiducia, e spero di aver dato informazioni utili a te e ai tuoi lettori... Simona (cittadina laica, cristiana, valdese)

 

Rispondo  a  Simona  con  le  parole  di  Adriana  Zarri,  che  è  la  mia  guida  spirituale,  tratte  da  un'intervista,  da  lei rilasciata  a  Paolo  Tognina.

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Si può dire che noi viviamo in un tempo che non vuole più ascoltare Dio?


Adriana :È una domanda difficile, perché c’è di tutto: c’è della gente che è stanca, anche a ragione, non per colpa di Dio, ma per colpa degli uomini che presumono di parlare di Dio e ne parlano malissimo, anche con le buone intenzioni. E c’è della gente che lo ascolta anche troppo e in maniera fanatica, fondamentalista. Ci sono questi movimenti di nuovo fondamentalismo come i neocatecumenali, come CL, per non parlare poi dell’Opus Dei, quelli l’ascoltano anche troppo e l’ascoltano male. Sarebbe meglio che non lo ascoltassero, piuttosto che ascoltarlo in quel modo. 

Gesù è stato veramente capito dal cristianesimo?


Adriana :Certamente è stato capito poco perché se ne è fatto una persona molto più allineata e molto meno trasgressiva di quanto non fosse. L’abbiamo molto addomesticato. Perché ci faceva comodo addomesticarlo, perché la sua capacità di ribellione ci disturbava, ci dava fastidio. 

Le capita di mettere in discussione Dio, di rivolgergli delle domande?


Adriana :Sì, delle domande sì. Delle contestazioni, no. Ma delle domande sì. Vorrei sapere tante cose che lui non ci ha detto. Vorrei saper un po’ meglio che cosa succede nell’aldilà. Perché la fede ci dice qualcosa, ma non è poi che ci dica tanto. E allora, come sarà la vita futura, come sarà? Io penso e spero che sia somigliante a questa. E qualche volta gli dico: non farmi brutti scherzi perché io voglio trovare le mie rose, i miei gatti e tutto quello che ho amato sulla terra. 

La morte non è nostra amica, come ha detto qualcuno?


Adriana  :  No, quel qualcuno credo che non aveva neanche letto il Vangelo, perché Cristo ha avuto paura della morte, come tutti. La morte è veramente un passaggio terribile, poi sì ci aprirà le porte dell’aldilà, ma questo passaggio resta una cosa molto traumatica. 

E rispetto alla sofferenza, che cosa pensa?


Adriana  : Penso che anche qui noi abbiamo travisato un po’ il Vangelo. Il Vangelo è molto più normale, molto più umano. C’è una santa – non mi ricordo più chi, anzi temo che sia santa Teresa d’Avila – che diceva: non voglio morire, voglio seguitare a soffrire. E c’è tutta una esaltazione doloristica che non fa parte del Vangelo. Nostro Signore le malattie le curava, le guariva, non è che era così affezionato alla sofferenza. 

C’è chi sostiene che il dolore e la sofferenza abbiano una virtù didattica. Il dolore può insegnare qualcosa?
 

Adriana  : Dipende da come è vissuto, dipende dalle situazioni, dipende dalle persone. A qualcuno insegnerà qualcosa e a molti insegna solo l’insofferenza e la ribellione. Quindi non è così automatico che la sofferenza abbia queste capacità di insegnare qualcosa. 


Che importanza hanno per lei i rapporti ecumenici?

 

Adriana  :Sono molto importanti, anche perché è difficile dire dove finisce la chiesa e dove finisce il cattolicesimo, dove finisce la fede e dove comincia. 

Eppure c’è una tradizione che ha indicato quali sono i confini, c’è un dentro e c’è un fuori… 

 

Adriana : Sì, si dice questo, ma credo che il dentro e il fuori lo sappia solo Dio e non noi. 

Quindi il detto che fuori della chiesa non c’è salvezza non vale?


Adriana :Beh, fuori della chiesa vera non c’è salvezza, ma quale è la chiesa vera? La chiesa vera è la nostra fede, ma che cos’è la fede? Anche lì, dove comincia la fede e dove comincia la non credenza? 

Come definirebbe la fede?


Adriana :Credo che noi abbiamo un concetto molto intellettualistico della fede. La fede non è necessariamente credere nell’esistenza di Dio, nella divinità di Cristo, nella risurrezione, nei cosiddetti contenuti di fede. La fede è soprattutto un atteggiamento di ascolto, di disponibilità. Perché se è vero che ci si salva per la fede, e se è vero che gli uomini onesti si salvano, allora si vede che questi uomini onesti anche se non hanno la fede, anche se non credono come crediamo noi, la fede ce l’hanno, i cosiddetti non credenti. I non credenti onesti oggi sappiamo tutti che si salvano, a parte il fatto che si salvano tutti perché io nell’inferno non ci credo, quindi si salvano tutti. Si tratta di vedere l’ampiezza dell’anticamera che dovranno fare. E certo anche tanti cosiddetti credenti dovranno fare una lunga anticamera. E magari tanti cosiddetti non credenti la faranno più breve. 

Si parla di chiese che si svuotano, di fede che viene meno. È un vero problema della nostra epoca?

Adriana :Bisogna vedere se le chiese che erano piene una volta, di chi erano piene, di credenti o di non credenti? È il discorso che facevamo prima, della fede. Quelli che vanno in chiesa, sì, sono credenti dal punto di vista intellettuale, credono nell’esistenza di Dio e tutto il resto, ma tante volte non hanno questa disponibilità, questo ascolto. Per cui in realtà non sono credenti. E le nostre chiese sono piene di non credenti e per fortuna le nostre strade sono piene di credenti inconsci, anonimi. Che dicono di non credere e magari credono, sia pure in una maniera diversa da noi. 

(intervista a cura di Paolo Tognina)

 

Adriana Zarri, sul Manifesto del 2 dicembre, chiarisce il concetto di laicità sotteso alla legge: «di certo c’è che l’eutanasia permessa non obbliga nessuno a scegliere la morte, mentre l’eutanasia vietata obbliga tutti a subire la vita. Una legislazione proibizionista obbliga, una legislazione permissiva lascia liberi: permette, appunto, non costringe»

 

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Il  commento   di  Simona  mi  offre  inoltre  l'occasione  per  rendere  omaggio  ad  un  teologo  valdese Jan  Alberto  Soggin,  scomparso  l'anno  scorso   ad  ottobre. Riporto  qui  sotto  la   notizia  della  sua  morte.

Premetto  che  i  protestanti  hanno  contribuito  molto  allo  studio   critico - storiografico  delle  Sacre  Scritture,  allontanandoci  da  una   lettura  fondamentalista  della  bibbia.. 

Ho  solo  un  ricordo  telefonico  del  Professor  Soggin.

Stavo  studiando  il  suo  libro  " Storia d'Israele "  per  sostenere  un  esame  all'Università  Gregoriana  di  Roma  e  ne  rimasi  sconvolto,  perché  per  me  quell'approccio  di  studio  era nuovo  e  mi  sembrava  potesse  scalfirmi  la  fede.

Mi  rispose  la  moglie  che  me  lo  passò  subito  al  telefono.

Forse  l'avevo  svegliato  dalla  pennichella  pomeridiana.

Gli  dissi  che  avevo  bisogno  di  un  suo  supporto  morale, perché  mi sembrava  che  il  suo  libro  stesse  uccidendo  la  mia  fede  nel  Mosè  storico,  che  per  Soggin  poteva  anche  non  essersi  chiamato  Mosè,  nell'esistenza  del  Mar  Rosso,  che  in  verità  era  il  Mare  dei  Giunchi  eccetera.

Inizialmente  Soggin  mi  sgridò  ben  bene  per  aver  ardito  chiamarlo  a  casa.

Gli  risposi  che  non  ero  un  suo  allievo  e  che  ero   un  cattolico,  desideroso  di  approfondire  la  mia  fede.

Allora  si  calmò  e  mi  disse  che  gli  studi  sulle  Sacre  Scritture  non  dovevo  vederli  come  un  pericolo,  ma  come  un  contributo  per   far  maturare  la  mia  fede.

Da  allora,  qualsiasi  cosa  io  legga  su  Dio   non  mi  fa  più  paura.

Ed  anche  quello  che  afferma  Adriana  Zarri  sulla  fede  non  lo  giudico  un'eresia, ma  un  gesto  coraggioso,  attraverso  il  quale  lei   dichiara  che  se  uno  crede  in  Gesù  Cristo  e  nella  sua  Resurrezione  ma  poi  non  fa  niente  per  far  risorgere  dal  baratro  un  fratello  lontano  ed  abbandonato  dalla  Chiesa,  è  come  se  non  credesse  nè  a  Gesù  Cristo  nè  alla  Sua  Resurrezione.

Grazie  Simona,  Grazie  Professor  Soggin,  Grazie  Adriana,  Grazie  Pietro,  Grazie  Padre  Gino,  Grazie  a  "La  Mano  di  Maria" .

 

Riccardo

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Mercoledì 3 Novembre 2010, 08:58 in Current Affairs

Scomparso l'ebraista Alberto Soggin

Jan Alberto Soggin

Lo storico, biblista e teologo Jan Alberto Soggin, professore emerito di lingua e letteratura ebraica all'Università "La Sapienza" di Roma, è morto dopo una lunga malattia all'età di 84 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal sito internet Archaeogate. Era pastore della Chiesa Valdese ed è stato uno dei rinnovatori della Facoltà Valdese di Teologia di Roma, dove ha insegnato a lungo Antico Testamento. È stato anche professore del Pontificio Istituto Biblico di Roma dal .1970 al 1999.

Studioso di fama internazionale della storia dell'epoca biblica, autore di importanti introduzioni all'Antico Testamento* e di vari commentari a libri biblici, nonché di centinaia di articoli in italiano, francese, inglese e tedesco, il professor Soggin è stato socio fondatore dell'Associazione italiana per lo studio del Giudaismo, dell'associazione Biblia ed era membro del comitato di redazione delle riviste "Vetus Testamentum" e di "Henoch".

Tra i suoi libri spiccano "Introduzione all'Antico Testamento" in due volumi (Paideia, 1968), "Storia d'Israele dalle origini alla rivolta di Bar Kochba" (Paideia, 1989), "Israele in epoca biblica" (Claudiana editrice, 2000) e "I manoscritti del Mar Morto" (Newton Compton, 1978).


(Ticino Online)

Qui si può trovare un breve approfondimento (in inglese)

* L'ecumenismo insegna che i cristiani non dovrebbero più usare la definizione "Antico Testamento" che può avere una connotazione negativa, di passato o, peggio, sorpassato in confronto al Nuovo, bensì "Bibbia ebraica" che è sicuramente più precisa...

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