Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

IL FIGLIO ADOTTIVO

 

Come sapete, ho un figlio adottivo,  Fernando,   Lo amo come fosse mio figlio biologico, però mi è sempre piaciuto conservare questo titolo di figliolanza   e  di  paternità  adottive   e c'è un motivo.

 

San Paolo, nella lettera agli Efesini (1,3-6, 15-18) scrive :

 

“Benedetto Dio, Padre del Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel figlio amato”.

 

Nei primi tempi di convivenza con mio figlio Fernando, quando veniva letto, durante la santa messa che frequentavamo, questo brano della lettera di San Paolo, sentivo una tale gioia straripare dagli argini del mio contenitore corporeo, al sol pensiero che  Fernando  era figlio adottivo per ben due volte e che quindi avrebbe potuto capire in prima persona e poi spiegare ed interpretare anche a me il significato  ed  il  senso  di quelle parole della lettera paolina.

Durante  la  lettura  della  lettera,  arrivati  a  quel  punto,  io  lo  guardavo,  lui  mi  guardava,  ci  fissavamo  per  un  attimo,

lui   mi sorrideva,  io  gli  sorridevo  e  sulle  sue  guance  già  scendeva  una  lacrimuccia  di  tenerezza  verso  quel  papà,  prima  sconosciuto,  a  cui  adesso  stava  sottobraccio,  stretto  stretto,  fidanzato  del  suo  grande  cuoricino.

Avevo, seduto accanto a me, sottobraccio, un maestro di nove anni, capace di spalancarmi il cuore e la mente su realtà, intorno alle quali sono stati scritti fiumi di parole, mentre io mi beavo della grazia, concessami da Dio, di essere in mio figlio, per mio figlio e con mio figlio,   io   stesso    adottato da Dio  per mezzo del Suo figlio Gesù.

Figliolanze e paternità benedette,  pozzi   di  letizia,  a  cui   abbeverarsi  ed  attingere   la  speranza. 

 

Riccardo Fontana

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post