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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL GRAFFIO DI ZARRI

 

La benedizione.

Nell'ambito degli stati vi fu un'occasione in cui venne salutata - sia pure molto a

posteriori - come una benedizione una perdita di sovranità. Questa posizione singolare fu teorizzata

da Paolo VI. Nel 1970, nel centenario di Porta Pia, Papa Montini affermò che la Breccia è stata «un

fausto evento per la storia della chiesa». Quattro anni prima, nel corso di una visita in Campidoglio,

Paolo VI, del resto, aveva già detto: «noi non abbiamo più alcuna sovranità temporale da

affermare ... non abbiamo per essa alcun rimpianto, né alcuna nostalgia né tanto meno alcuna

segreta velleità rivendicatrice». ... Negli anni '60 del '900 il 20 settembre 1870, giudicato a lungo

una catastrofe, fu ritenuto data provvidenziale. Il sensus Ecclesiae di allora si trovò concorde su

questa valutazione. Ci chiediamo: giungerà mai il tempo in cui, a parti rovesciate, si giudicherà, se

non proprio una sciagura, quantomeno una grave zavorra storica l'11 febbraio 1929?.

Abbiamo messo quanto sopra perché non è farina del mio sacco bensì del sacco de Il Foglio, la

pubblicazione torinese sempre ricca di spunti e riflessioni, per far riflettere (e ci scusiamo ancora

qua per il bisticcio) anche i meno riflessivi tra cui speriamo non vi siano i nostri lettori.

 

 (TRATTO  DA  PARABOLE   DI  ADRIANA  ZARRI  NE IL MANIFESTO DEL 16 OTTOBRE 2010 )

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