Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
CORRIERE DELLA SERA.IT
Strasburgo: decisione su un caso austriaco che potrebbe influire anche in italia
La Corte europea dei diritti dell'uomo:
legittimo il no alla fecondazione eterologa
In Italia nei prossimi giorni la Corte Costituzionale dovrà rispondere alle coppie che hanno presentato ricorso
Strasburgo: decisione su un caso austriaco che potrebbe influire anche in italia
La Corte europea dei diritti dell'uomo:
legittimo il no alla fecondazione eterologa
In Italia nei prossimi giorni la Corte Costituzionale dovrà rispondere alle coppie che hanno presentato ricorso
ROMA – Era una sentenza molto attesa, e temuta, dalle associazioni che in Italia si battono a favore dell’eterologa, come viene impropriamente definita la fecondazione ottenuta col ricorso a gameti (ovociti e spermatozoi) appartenenti a terze persone, dunque non alla coppia. La Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo ha di fatto dato ragione al governo austriaco che ha vietato questa tecnica. «Non c’è violazione dell’articolo 8 – diritto al rispetto della vita privata – della Convenzione dei diritti dell’uomo», hanno stabilito i giudici della Grande Camera ribadendo però il rispetto dell’autonomia dei singoli Stati e la necessità che le leggi si adeguino ai cambiamenti tecnologici e culturali.
RICORSO - La decisione costituisce un punto di riferimento non solo per l’Austria. Riguarda indirettamente tutti e 47 gli Stati comunitari. In Italia il dibattito sull’eterologa è caldissimo. La nostra legge sulla procreazione medicalmente assistita la proibisce. Ma diverse coppie hanno presentato ricorso di incostituzionalità. La Corte Costituzionale dovrà esprimersi nelle prossime settimane e sul giudizio non potrà non pesare la sentenza di Strasburgo. L’associazione Hera, una delle due che hanno partecipato al procedimento europeo, non abbassa però la guardia: «Se oggetto della Corte fosse stata la nostra legge 40 probabilmente l’esito sarebbe stato diverso perché vieta in assoluto la donazione di gameti a differenza dell’Austria che consente la donazione di spermatozoi», osserva il ginecologo Nino Guglielmino.
LA LEGGE ITALIANA - Per il sottosegretario al ministero della Salute Eugenia Roccella la sentenza è al contrario «l’ennesima conferma di saggezza e lungimiranza della legge italiana. Il governo italiano si è voluto affiancare all’Austria nel ricorso per ribadire l’autonomia dei singoli Stati . La fecondazione eterologa dove viene praticata ha aperto gravi questioni». L’intervento della Grande Camera era stato chiesto da due coppie austriache alle quali è stato negato l’impiego di ovociti donati. Dopo essersi rivolti ai giudici del loro Paese con un ricorso di incostituzionalità, attraverso i loro legali hanno bussato alla porta della Grande Camera che si è riunita in udienza il 23 febbraio scorso. All’iniziativa si sono unite l’associazione Hera di Catania e Sos infertilità di Milano, col collegio di difesa composto dall’avvocato Maria Paola Costantini del Foro di Firenze e da Marilisa D’Amico, Milano.
IDENTITA' GENITORIALE - Già il 1 aprile la Corte aveva dichiarato la violazione degli articoli 8 e 14 della Convenzione europea da parte della legge austriaca (rispetto della vita familiare e privata e principio di non discriminazione). Ma la sentenza è rimasta inapplicata in seguito al ricorso in appello al quale hanno partecipato anche il governo italiano e quello tedesco. Ieri il cambiamento di rotta. Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni è molto critica: «Una decisione lesiva della libertà di ogni individuo di costituirsi un nucleo familiare. Dov’è il rispetto del dovere genitoriale?» L’Associazione Scienza & Vita sottolinea la «prevalenza di un principio fondamentale del diritto, la certezza dell’identità genitoriale». Le coppie italiane che non possono utilizzare gameti propri cercano l’eterologa nei centri stranieri acquistando ovociti e spermatozoi di cosiddetti donatori. In realtà in questa pratica non c’è nulla di volontaristico, non ci sono buoni samaritani.
Margherita De Bac
03 novembre 2011 21:08
| | Roberto Vecchioni - Figlio, Figlio, Figlio - youtube.com 5 min - Il Lanciatore Di Coltelli (2002) |