Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://digilander.libero.it/interactivearchive/racconto_ascensore_bloccato.htm
L'ASCENSORE BLOCCATO
Di Germana
Era già una mezz'ora abbondante che erano chiuse in quell'ascensore, mentre i soccorsi stavano provvedendo a riparare il guasto.
Erano cinque donne. L'ascensore si era bloccato mentre dall'ottavo piano scendevano al piano terra.
All'inizio si erano guardate, quasi squadrate, infastidite e un po' impaurite da quella situazione insolita, poi all'improvviso, come se si conoscessero da sempre, avevano cominciato a parlare a ruota libera di se stesse e dei loro problemi.
La prima a parlare fu Bianca, una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri, il viso dolce e un po' triste. Disse che faceva la modella per una famosa stilista e che era riuscita a realizzare questo sogno dopo anni di fatica e di gavetta ed ora che era all'apice del successo si accorgeva che quel mondo, no, proprio non le piaceva e invece sentiva nostalgia per la sua famiglia, che aveva lasciato al paese. Aveva dovuto lottare con i suoi genitori ed era quasi scappata di casa per inseguire quel suo sogno ed ora non aveva il coraggio di fare marcia indietro e tornare all'ovile.
La seconda a parlare fu una suora, si chiamava Suor Maria, indossava una lunga tonaca bianca, la testa coperta dal velo, eppure si intravedeva dal viso che era giovane e carina. Disse che le era stato proposto di partire per una missione in Africa per costruire un ospedale per i malati e che, mentre all'inizio aveva accettato entusiasta, ora era presa da mille dubbi e non sapeva più se partire o meno.
La terza ragazza disse di chiamarsi Samanta. Era una ragazza eccentrica, il viso truccatissimo, i capelli di un rosso acceso, quasi arancione e una pettinatura bizzarra. Aveva 20 anni e faceva la spogliarellista in un locale notturno. Adorava il suo lavoro. Da due mesi circa aveva incontrato un uomo, uno per bene, che si era innamorato di lei e le aveva chiesto di sposarlo, ma lei non aveva accettato perché lui pretendeva che lasciasse il suo lavoro. Nonostante anche lei provasse dei sentimenti per quell'uomo, non voleva lasciare la vita e il lavoro che faceva. Le piacevano gli uomini e non era un tipo casalingo.
Lucia era una ragazzina di 12 anni, capelli e occhi castani, la voce un po' timida. Era orfana di madre e suo padre si era fidanzato con una donna e aveva annunciato che voleva sposarla, ma lei, che non poteva accettare la presenza di quella estranea, da quando aveva saputo la notizia, stava facendo il diavolo a quattro per mettere il bastone tra le ruote al padre. Si inventava di stare male, non faceva i compiti, combinava un sacco di guai.
L'ultima donna, Addolorata, era una vecchia di 75 anni, i capelli ancora neri ma il viso ingrigito dal tempo e pieno di rughe. Aveva perso il marito da qualche mese e viveva sola in una casa troppo grande. Era caduta in depressione e non voleva più vedere nessuno, nemmeno le sue amiche e la figlia che ogni tanto andava a trovarla.
Nel frattempo i soccorsi continuavano a lavorare e qualcuno parlava tra le pareti, dicendo loro di stare tranquille, che tra poco le avrebbero tirate fuori.
Ma intanto il tempo passava e le cinque donne, ormai fattesi le prime confidenze, sentivano di conoscersi un po' e allora cominciarono a chiacchierare e a discutere i loro problemi. Suor Maria diede dei consigli materni a tutte, Addolorata parlò con la saggezza profonda della sua età, Lucia con la spontaneità dei bambini, Bianca e Samanta scoprirono di essere diverse eppure uguali sotto molti aspetti.
Quando, alla fine, dopo due ore, finalmente le porte dell'ascensore si spalancarono, lasciando entrare luce e aria, le donne uscirono dalla cabina che le aveva tenute prigioniere e, cosa che non avrebbero mai pensato, si abbracciarono strette.
Bianca, con un sorriso un po' malinconico, disse che rinunciava al suo sogno. Aveva trovato il coraggio nel suo cuore per tornare al paese dalla sua famiglia, che amava più di ogni altra cosa e che aveva deluso per inseguire un mondo che non era fatto per lei.
Suor Maria disse che in quelle due ore ogni dubbio era andato via: lei voleva partire per l'Africa e aiutare quella povera gente.
Samanta disse che non rinunciava alla sua vita per seguire un uomo di cui era sicura prima o poi si sarebbe stancata, anzi, suscitando delle risatine scandalizzate, invitò le amiche di sventura ad andare a trovarla al locale notturno dove si esibiva.
Lucia, la bambina, disse di essersi resa conto di quanto le mancava la mamma e che la donna del papà non era poi male, non le avrebbe più fatto la guerra e l'avrebbe accettata.
Addolorata era riuscita a vincere un pochino della sua depressione e decise di non restarsene più in casa da sola a piangere, in fondo aveva sempre una figlia e delle amiche che le volevano bene.
Probabilmente le cinque donne non si sarebbero più incontrate, ma una cosa era certa: di quel pomeriggio nessuna di loro si sarebbe mai dimenticata, perché in quelle due ore si erano incrociati i loro destini e avevano preso delle decisioni importanti per la loro vita, decisioni che forse non avrebbero avuto il coraggio di prendere se, uno strano pomeriggio, non fossero rimaste chiuse in un maledetto ascensore.
| www.youtube.com/watch?v=_8GKZjQeGiI7 set 2011 - 3 min - Caricato da sarah91183 | |