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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL VIAGGIO PIU' FACILE

 

Corriere della Sera.it

 

Italia / Psicologia da viaggio / 08/09/2011

 

 (Ri)partire o restare?

 

Il bisogno di andare e l'istinto di fermarsi. Ai lettori del canale Viaggi, lo psicologo Vanda Perini spiega che vivere fuori dagli schemi della stanzialità è una scelta coraggiosa. E che, a volte, restare può riservare belle sorprese

 

 

 

Lo psicologo Vanda Perini
Lo psicologo Vanda Perini

È uno psicologo a orientamento psicoanalito, lavora in ambito clinico, giornalistico ed è anche autrice di testi (a Natale sarà in libreria con un breve saggio sul dono propiziatorio nella tradizione beneaugurante, dai re Magi fino ai giorni nostri). Vanda Perini cura in esclusiva per i lettori del canale Viaggi di Corriere.it la rubrica Psicologia da viaggio, dove affronta il tema del viaggio e del tempo libero attraverso la psicologia. Una pillola settimanale per imparare a vedere il viaggio da un'altra prospettiva.


Settembre è il mese in cui comincia la raccolta dell’uva. In campagna la vendemmia è attesa come un momento di gioia. I vinificatori sanno bene che un giorno non vale l’altro: la raccolta comincia nel giorno ritenuto migliore. Quello in cui gli acini sono all'apice della maturazione, prima che la stagione delle piogge li annacqui o li faccia marcire. Il momento della raccolta è determinante per il successo del nettare degli Dei. Nella vita raramente ci diamo un tempo per raccogliere quel che abbiamo coltivato, quel che abbiamo curato. Accade spesso il contrario, e ci rendiamo conto di ciò che di prezioso e bello possediamo solo quando lo abbiamo perduto o consegnato con nostalgia a un tempo passato.

L’uomo moderno, un po’ per natura, un po’ per contingenza, sembra sempre più in difficoltà a vivere il momento nel suo grado massimo d’intensità. Sempre di corsa, proiettato in un futuro incalzante, avanza rapidamente in un tempo vorace che brucia inesorabilmente le tappe del perdurante. Il regista Emanuele Crialese, alla presentazione del suo ultimo lavoro, Terraferma, candidato al Leone d’Oro a Venezia, in una curiosa intervista, parlando di se (ma con un occhio partecipe e rispettoso dell’ondata migratoria che investe i clandestini), ha dichiarato: "Da quattro anni non ho nemmeno una casa di proprietà. Sono un nomade ossessionato dal bisogno di andare".

Il verbo "andare" e il moto migratorio che investe migliaia di uomini che abbandonano le proprie terre in cerca di nuovo, riporta alla mente grandi viaggi e indimenticabili viaggiatori. Ulisse, Gilgamesh, Marco Polo ma anche coloro che nella vita hanno scelto, non sempre con successo, la libertà di vivere fuori dagli schemi abitudinari della stanzialità. Quasi, e come se, nel moto dell’andare ci fosse una potenza dell’essere in fieri che è preclusa ai comuni mortali. Solcare mari, percorrere miglia e miglia, non è da tutti, richiede coraggio, spirito di avventura e una grande capacità di adattamento.

Conciliare il desiderio o il bisogno di andare, di essere continuamente in viaggio, di essere pionieri delle frontiere e del sapere immaginifico che ciò comporta, con il tempo della raccolta, che chiede invece semina, duro lavoro, pazienza, spirito di abnegazione, stanzialità e, fondamentalmente, continuo ritorno alle radici, che ci siamo dati di crescere e fortificare, è un compito di non facile risoluzione. Com’è possibile trovare un giusto equilibrio tra il bisogno o il desiderio di andare, la fretta incalzante invocata dalla modernità e il vivere il momento massimo d’intensità della vita?
Il Dott. Francesco Ronzini, impareggiabile maestro e Psicoanalista della Società di Psicoanalisi Italiana, un giorno mi ha raccontato una cosa curiosa. "Ogni mattina esco a prendere il giornale. Solo in quel breve tratto di strada che mi separa dalla porta di casa al cancello, mi accorgo che qualcosa di nuovo mi coglie sempre di sorpresa. Figurarsi una volta fuori. Al contrario, quando rientro, il sentimento che provo è uguale identico per intensità a quello che ho provato per una vita intera ogni volta che sono tornato a ciò che mi era profondamente caro".

Andare, viaggiare, essere in movimento è, senza dubbio, la più arricchente tra le esperienze umane. Ma tornare sui propri passi e ricongiungersi con la propria storia. Fermarsi nei luoghi cari. Saper ascoltare, con trepidante attesa, le sensazioni che regala l’attimo, nel suo paziente e instancabile dispiegarsi, ha una potenza intima che non ha eguali. La Vita, senza far rumore, senza agitarsi troppo, di suo, ci aspetta dove nemmeno immaginiamo. E non è mai a mani vuote.

www.youtube.com/watch?v=2pVvuPE_8Hs4 min - 3 apr 2011 - Caricato da etnamusical
Matia Bazar - Il viaggio più facile. etnamusical ... Matia bazar "Nel mio verde paradiso".by etnamusical4489 views; Thumbnail 3:42 ...
 

 

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