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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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L'AMICIZIA SFILACCIATA

 

 

 

 

http://www.ilfilo.net/filoperle0508.htm

 

 

Braccialetti dell'amicizia fai da te

 

 L’astuto ingegnere

 

Pensate a qualcosa di fragile: che so? Una bolla di sapone o anche un’instabile goccia di rugiada che trema sopra ad una foglia…

Ecco, spesso questo è il ritratto dell’amicizia.

E poiché, fin da piccoli, ci è stato insegnato che l’amicizia è qualcosa di molto prezioso, un tesoro, un dono, una sicurezza su cui contare, quando ne constatiamo la fragilità, proviamo la delusione e la malinconia che prova chi si accorge che la realtà, purtroppo, è diversa dall’ideale.

Quando penso a questo, mi torna in mente una novella che mi era stata raccontata da bambina, in cui si parlava di un gruppo di ragazzi.

Questi ragazzi erano (o sembravano) un bel gruppo di amici.

Sempre insieme nelle vacanze: insieme a dormire, a mangiare, a fare lunghe girate, a giocare al calcio, a cantare.

Ma la sera, attorno ad un fuoco, non c’erano solo delle canzoni, bensì anche lunghe chiacchierate su argomenti seri, cose che sembravano loro essenziali come, per esempio, l’amicizia.

Specialmente sulla parola “amicizia” erano bravissimi a costruire elaborati castelli di convinzioni e di teorie, castelli, proprio per questo, destinati a franare. Ma chi avesse cercato di metterli in guardia, sarebbe stato respinto con sdegno. Purtroppo, solo invecchiando, si capisce la vacuità della teoria a confronto con la consistenza della pratica.

Nel caso infatti di questi ragazzi, la pratica si limitava a quel breve periodo di vacanza: tornati a casa venivano riagganciati da occupazioni e relazioni diverse.

Se la storia fosse solo questa sarebbe piuttosto banale: succede sempre che, crescendo, si incontrino nuovi amici : si passa dalla scuola al lavoro, ci si innamora, ci si sposa, allora l’amicizia può sbiadire, annacquarsi, perdere la sua forza ed il suo brio. E’ naturale. Inoltre la vita va avanti e spesso capita che gli ideali si mettano nel cassetto, non per perderli, ma per tenerli al sicuro: ogni tanto si è certi che si darà loro un’occhiata, ma la realtà prende tutto il posto disponibile  perché è fatta di mille piccole incombenze che intasano tutta la giornata.

Ma la novella prende una piega più amara.

I ragazzi in vacanza erano tanto contenti di stare insieme che pensarono di costruire una “Casa dell’Amicizia”. Non sto a descrivere il loro entusiasmo: idee e progetti a ripetizione.

Qualcuno – forse un vecchio saggio – suggerì loro di rivolgersi ad un grande Architetto di cui ora mi sfugge il nome.

Ma all’improvviso, senza che se lo aspettassero, arrivò un certo ingegner Separatore, dicendo di essere stato mandato dall’Architetto che in quel momento aveva altre cose importanti da fare e comunque si potevano fidare perché era un suo stretto collaboratore.

Era un tipo persuasivo, dalla facile parlantina: lodò i ragazzi, la loro decisione, il progetto, la voglia di fare qualcosa per un grande ideale. Poi, chiamati alcuni aiutanti di sua fiducia, iniziò a tracciare una grande linea sul terreno. Rapidamente la linea diventò un muro.

Senza accorgersene alcuni ragazzi si trovarono di qua ed altri di là dal muro che diventava sempre più alto. Provarono a comunicare, ma riuscivano a malapena a capire qualcosa ed iniziarono a fraintendersi. Una frase, buttata lì senza riflettere, fu presa per un’offesa. Quando arrivò la risposta non fu certo una gentilezza. Poi, amareggiati, i due gruppi, ognuno convinto di essere dalla parte giusta, se ne andarono per i fatti loro. Da quel momento, se capitava loro di incontrarsi facevano finta di non conoscersi.

Mi rendo conto che la novella non è divertente e soprattutto non c’è il lieto fine.

Chi me la raccontò si premurò però d’informarmi che il maligno ed astuto ingegner  Separatore

non lavorava insieme al grande Architetto bensì era un ex collaboratore buttato fuori per truffa ed altre mascalzonate del genere.

Mi fu detto inoltre che sarebbe bene che tutti stessero bene attenti perché arriva sempre velocemente senza essere chiamato e dedica tutto il suo tempo a costruire muri in mezzo alla gente.

 

Nicoletta Martiri Lapi

 

► 4:00
www.youtube.com/watch?v=lh9HAClRXys8 Dec 2013 - 4 min - Uploaded by sasymisterdj
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