Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
TG COM PANORAMA.IT
Non è la prima volta che Giorgio Napolitano affronta la questione della cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia. E’ la prima volta, però, che il Capo dello Stato arriva a dire che negarla è “un’autentica follia, un’assurdità”. Davanti ai rappresentanti delle chiese evangeliche riunite a Roma in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, l’uomo che in una settimana ha fatto dimettere un governo e ne ha formato un altro, vuole che adesso il Parlamento riesca altrettanto in fretta a sanare quello che evidentemente considera un vero e proprio vulnus nella normativa vigente.
Secondo la legge, infatti, solo al compimento dei 18 anni di età chi è nato nel nostro Paese, ma da genitori di origine straniera, ha diritto alla cittadinanza italiana nonostante, secondo Napolitano, già da molto prima i bambini nutrano questa aspirazione.
Un’aspirazione rivelata anche dall’attaccante del Manchester e della Nazionale italiana Mario Balotelli quando, solo una settimana fa, in occasione dell’incontro con i nuovi italiani, il Presidente della Repubblica aveva invitato a rivedere le norme in merito perché “i figli di immigrati si sentono a tutti gli effetti italiani”. Parole da cui il calciatore nato a Palermo da genitori ghanesi si disse profondamente toccato dal momento che corrispondevano anche alla sua storia personale.
La sua e di un altro milione di bambini e ragazzi che sono nati qui, che a volte parlano persino in dialetto, tifano Atalanta, si strafogano di Nutella e si sentono talmente italiani da essere, a volte, anche più razzisti di noi, come il figlio 15enne di un pittore romeno-romano di Acilia che ce l’ha a morte con i marocchini perché “fanno troppo i coatti con le pischelle”.
“Che si possa e si debba discutere del tema immigrazione è fuori dubbio, ma Napolitano sta esagerando. Che un tizio – così il leghista Matteo Salvini, interpellato da Panorama.it, definisce il Capo dello Stato – si permetta di dare dei folli a chi non la pensa come lui è molto sgradevole. Napolitano farebbe bene ad occuparsi di altro visto che anche mio figlio di 8 anni capisce che in questo momento il tema della cittadinanza agli stranieri non rappresenta la priorità per il nostro Paese”.
Per l’europarlamentare del Carroccio è addirittura preoccupante che in piena emergenza nazionale il Presidente della Repubblica “continui a perdere tempo con Roma Capitale e la cittadinanza ai figli degli immigrati”. Una questione che, a suo avviso, non starebbe a cuore nemmeno ai diretti interessati. “A Milano, dove risiedono 200mila stranieri – spiega Salvini – da consigliere comunale io mi confronto quotidianamente sui temi dell’immigrazione e posso assicurare a Napolitano che questa non è una loro priorità. Quello che chiedono è una casa, un lavoro, una scuola, un ospedale e certo non la cittadinanza per i figli”.
Lega dunque pronta ad alzare barricate in Parlamento pur di impedire a Chiara, 13 anni, residente a Ciriè, nata a Torino da genitori stranieri di essere, almeno per la legge, italiana quanto Asha, 13 anni circa, nata nei pressi di Bangalore, India, e arrivata a Roma 6 anni fa grazie a un italiano e una egiziana che l’hanno adottata. In base alla normativa, infatti, anche se uno dei due genitori adottivi è straniero, il bambino assume, insieme al cognome, ai diritti e ai doveri, anche la cittadinanza italiana. Mentre se nasce e cresce in Italia, parla in dialetto bergamasco, tifa Atalanta ma sua madre e suo padre arrivano da un altro Paese, no.
| www.youtube.com/watch?v=MREEdfKKk4k2 set 2008 - 3 min - annocepecan Album: Altro ed Altrove (2003) | |