Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

L'INCONTRO CON GESU' FUORI DALLA CHIESA CORROTTA

 

 

http://www.studibiblici.it/appunti/Un%20Gesu%20chiacchierato.pdf

 

 

P. Alberto Maggi OSM

APPUNTI - 1997

UN GESU’ CHIACCHIERATO

Ci sono nei vangeli due domande poste da Gesù ai suoi discepoli. Domande che continuano a interpellare i credenti di ogni tempo. Sono due domande l'una legata e condizionata dall'altra

"Che cercate?" (Gv 1,38); "Voi chi dite che io sia?"

(Mt 16,13) e che sono alla base del tema della pienezza della libertà alla quale ogni credente è chiamato.

Quello che noi cerchiamo in Gesù dipende molto da ciò che riteniamo egli sia. Quanti ritengono Gesù la manifestazione di un Dio potente cercheranno in lui - e gli chiederanno ogni volta sempre più -

segni e prodigi

straordinari che manifestino l'onnipotenza di Dio. Coloro che lo ritengono manifestazione visibile del Dio-Amore sapranno scorgere e prolungare i segni della sua presenza in ogni manifestazione di questo amore

Con l'aiuto delle indicazioni evangeliche cerchiamo di poter rispondere almeno a una di queste due domande, indubbiamente la più importante:

Chi è Gesù,

e questo aiuterà a entrare e comprendere il tema di questi incontri centrati sulla libertà.

***

Dai vangeli risulta che i familiari di Gesù non hanno nessuna considerazione del loro parente (

"neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui" Gv 7,5). Per essi è solo un matto da togliere dalla circolazione: "I suoi, uscirono per andare a catturarlo poiché dicevano è fuori di testa" (Mc 3,21).

 

Giudizio confermato dalle autorità (i

Giudei) che alla pazzia aggiungono anche una connotazione religiosa, l'indemoniamento: "Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo state ad ascoltare?" (Gv 10,20); "Ora sappiamo che hai un demonio"

(Gv 8,52; Mc 9,30).

Giudizi che vanno a sommarsi a quelli degli



scribi, per i quali Gesù è un "bestemmiatore"

(Mt 9,3),

folla

per la quale Gesù è uno che "inganna la gente" (Gv 7,13); per i sommi sacerdoti e i farisei per i quali "è un impostore"

(Mt 27,63).

Un Gesù

"chiacchierato", conosciuto dalla gente come "un ghiottone e un gran bevitore" e che non frequenta le persone che si addicono al ruolo del figlio di Dio, ma è conosciuto per essere l'amico della feccia della società: pubblicani e peccatori

(Mt 11,19).

Un Messia che manda in crisi Giovanni Battista che - rinchiuso in carcere - gli invia un ultimatum che suona come una sconfessione:

"Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?"

(Mt 11,3). Il comportamento di Gesù non corrisponde a quello che il Battista aveva annunciato.

"Ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco"

aveva detto Giovanni (Lc 3,9).

No, dice Gesù. Se un albero non porta frutto, lui non lo taglia. Gesù non è venuto con un progetto distruttivo di morte, ma positivo di vita:

"lascialo ancora quest'anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire..."

(Lc 13,8).

Perché tanto astio attorno la figura di Gesù? Cosa ha detto e fatto di tanto grave da attirarsi contemporaneamente addosso diffidenza, ostilità, rabbia omicida e lo condurranno a finire, nella più completa solitudine abbandonato dalla famiglia, dai suoi discepoli e deriso dalle autorità religiose, inchiodato al patibolo riservato ai

maledetti da Dio

(Dt 21,23)?

Gesù nell'insegnamento e nella pratica ha distrutto il concetto stesso di

religione proponendo - e dimostrando di

 

essere -

il Dio con noi (Mt 1,23), un Dio a servizio degli uomini, un

Dio liberatore..

L'immagine di Dio con Gesù cambia radicalmente: non più l'uomo al servizio di Dio ma Dio al servizio degli uomini, come insegna Paolo nel discorso di Atene:

"[Dio]non si lascia servire dall'uomo come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa"

(At 17,24-25).

L'immagine di un Dio che si mette a servizio degli uomini per liberarli era completamente sconosciuta nel panorama religioso contemporaneo a Gesù. In ogni religione veniva insegnato che l'uomo - creato o no dal suo dio - aveva compito di servire il suo Dio. Un Dio presentato sempre come Sovrano. Un uomo sempre nella condizione di servo.

Un Dio che continuamente

chiede

agli uomini, sottraendo loro cose, tempo, energie.

La nuova immagine proposta da Gesù di un Dio a servizio degli uomini, è alla base della libertà dell'individuo. Questo nuovo rapporto con il Padre non incide soltanto nel rapporto

dell'uomo verso

Dio, ma pure quello nei rapporti tra gli uomini, inaugurando una nuova relazione nella quale viene esclusa qualunque forma di dominio o di potere nell'ambito dei rapporti umani: se Dio stesso non domina ma serve nessuno può più dominare gli altri - tantomeno in nome di Dio. Ciò causa l'allarme nei tre ambiti dove dominio e potere venivano esercitati e il concetto di libertà era completamente sconosciuto:

La

famiglia

dove il marito era il padrone della moglie e dei figli,

la

nazione

dove chi deteneva il comando spadroneggiava sui sudditi,

e la

religione, dove il dominio

veniva esercitato in nome di Dio e giungeva dove gli altri ambiti di potere si fermavano: l'intimo della persona, la coscienza.

Questi tre poteri si scateneranno contro Gesù e i suoi discepoli:

 

- il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire, e sarete odiati da tutti a causa del mio nome...

- vi consegneranno ai sinedri e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe,

- e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia..."

(Mt 10, 17-22).

La pericolosità di Gesù e del suo insegnamento è bene illustrata al momento della sua cattura, quando si scatenerà un'incredibile operazione di polizia. Secondo il vangelo di Giovanni per arrestare Gesù vengono impiegati

la coorte con il comandante e le guardie dei Giudei... (Gv 18,12). Il termine coorte

indica un distaccamento tra 600 e 1000 soldati. Più le guardie dei Giudei, cioè quelle in servizio al tempio che erano circa duecento.

***

Questo nuovo rivoluzionario concetto di un Dio liberatore che si pone a servizio degli uomini viene

formulato

da Gesù nell'episodio della richiesta della madre dei figli di Zebedèo e

Nei vangeli di Matteo e di Marco si legge

Mt 20,28 il Figlio dell'uomo, non è venuto per essere servito, ma per servire, dando la sua vita in riscatto per molti»

(Mc 10,45) .

L'immagine che Gesù, manifestazione visibile di Dio, dà di se stesso e quindi della divinità è completamente nuova nel panorama religioso dell'epoca. Dio era tale in quanto veniva servito dagli uomini. Veniva insegnato che aveva creato gli uomini per questo motivo, per essere servito:

"Voi servirete Yahvé, vostro Dio

(Es 23,25).

Nel Libro del profeta Daniele, Dio al figlio di uomo:

"gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano..." (Dn 7,14). Gesù si richiama a questa profezia sul figlio di uomo e la ribalta: non tutti i popoli a servizio suo e di Israele, ma lui e i suoi discepoli (il nuovo Israele) a servizio di tutte le nazioni.

 

Questa immagine di Gesù, l'uomo-Dio a servizio degli uomini è talmente importante che Luca - pur omettendo l'episodio della richiesta dei due discepoli - conserva l'insegnamento di Gesù sul servizio e lo colloca nell' ambito privilegiato dell'

ultima cena, dopo che Gesù ha fatto dono di se stesso per i suoi:

"Io sto in mezzo a voi come colui che serve"

(Lc 22,27).

L'attività di Gesù, il

servizio, è quel che rende riconoscibile la sua identità:

colui che serve.

Sempre nel vangelo di Luca, ribaltando logica e consuetudine Gesù parlerà del Padre come di un padrone che rientrato a notte fonda da un viaggio, e trovati i servi ancora svegli, anziché sedersi a mensa e farsi servire

"in verità io vi dico si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli"

(Lc 12,37).

Il servizio prestato da Gesù è finalizzato al

"riscatto". L'espressione si rifà all'istituto giuridico del riscatto (ebr. go'el, tradotto con redenzione/redentore), cioè la somma di denaro con la quale il fratello o il parente più stretto aveva l'obbligo di liberare dalla schiavitù un congiunto: "lo potrà riscattare uno dei suoi fratelli, o suo zio o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare uno dei parenti dello stesso suo sangue..."

(Lv 25,47-49; Rt 2,20ss).

Questo ruolo di liberatore veniva attribuito anche a Dio: tra Dio e il suo popolo esiste un legame di parentela che impegna Dio al riscatto, tanto che Dio è riconoscibile per questa attività di liberatore del popolo:

"Il nostro redentore, Yahvé Sabaot è il suo nome, il Santo d'Israele"

(Is 47,4).

Mentre la legislazione del

riscatto terminava con la solenne rivendicazione di Dio "Poiché gli Israeliti sono miei servi" (Lv 25,55), Gesù libera i suoi ma non per renderli poi suoi servi, ma mettendo la sua vita al loro servizio li rende pienamente

liberi.

La schiavitù dalla quale Gesù è venuto a liberare tutti gli uomini è quella di un rapporto con Dio basato sull'obbedienza della sua Legge:

 

"Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge"

(Gal 3,13)

Il riscatto è diretto e riguarda a

tutti (molti): "Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti" (1 Tm 2,5; Ap 5,9). Naturalmente è compito poi dell'uomo una volta liberato non cadere di nuovo nella schiavitù come ammonisce Paolo nella Lettera ai Galati: "Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù"

(Gal 5,1).

Gli effetti del

riscatto/liberazione

dalla Legge sono quelli di una nuova relazione con Dio non più basata sul concetto di obbedienza alla Legge ma di somiglianza nell'amore:

 

 

 

Gli effetti del

riscatto/liberazione dalla Legge sono quelli di una nuova relazione con Dio non più basata sul concetto di obbedienza alla Legge ma di somiglianza nell'amore:

"Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio,

nato da donna, nato sotto la Legge,

per riscattare quelli che erano sotto la Legge,

affinché ricevessimo l'adozione"

(Gal 4,5).

www.youtube.com/watch?v=ZEMqTwQaozQ
05/apr/2009 - Caricato da tuttozero78
Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post