Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Mi rivolgo a quanti come me hanno avuto il problema della sterilità. Su questo nostro deficit non ci si puo' mettere così semplicemente una pietra sopra. Bisogna che venga elaborato nelle varie fasi della nostra vita, cosa ha significato per noi non poter procreare. Fermo restando che la nascita è uno di quegli eventi, che a pensarci bene, è un vero miracolo che accada, considerando le minacce che si frappongono agli spermatozoi, in corsa perché solo uno raggiunga il traguardo, sempre che lo raggiunga.
Molti che forse sarebbe stato meglio non lo raggiungessero, l'hanno alla fine invece raggiunto e poi ne vediamo il triste epilogo con gli aborti, gli abbandoni dei neonati nei cassonetti dell'immondizia, gli infanticidi.....
Non nascondiamo a noi stessi il dolore provato nell'avere scoperto la nostra sterilità, dobbiamo sempre continuare ad elaborarlo ed allora riusciremo a procreare quel figlio che ci è mancato sotto forma di pensiero, di energia pura, di parole che hanno una destinazione ed una vita di fronte a sè.
Il figlio biologico, che ci è mancato, noi ce lo abbiamo dentro e vuole parlare attraverso di noi, basta che ci poniamo in ascolto. Lui ci vuole confortare ma se non lo ascoltiamo, gli neghiamo la vita per la seconda volta.
Ric
| | Articolo 31 - Nato sbagliato 4 min - 23 nov 2008 Caricato da JAxShpalm |
16 marzo 2010
Un concorso con 250 milioni di concorrenti,ostacoli implacabili, tasso di mortalità scandaloso. Entro 30 minuti dalla eiaculazione, oltre il 99 per cento di loro saranno morti o moribondi. Ma per coloro che rimangono sarà una lotta feroce di 14 ore fino alla fine, con un solo vincitore.
“Sizing Up Sperm” che è andato in onda su National Geographic Channel domenica 14 marzo, usa persone reali per rappresentare 250 milioni di spermatozoi nella loro maratona per
raggiungere un unico ovulo.Un vero e proprio colpo di genio, un concetto alla “A WINNER-TAKE-ALL REALITY TV SHOW”, che è poi ciò che accade abitualmente nel corpo umano, senza alcun clamore, anche se su scala molto più ridotta. In una battaglia epica, milioni di spermatozoi competono mentre eserciti di anticorpi rendono infido il terreno e cercano di ostacolare il loro unico obiettivo mentale.Lo scenario della grande corsa che appare proprio come il parco delle Canadian Rockies (dove si trova DRB ), intorno a Jasper, o Yoho National Park. E l’effetto è spettacolare,con l’armata “buona” di spermatozoi a combattere l’avversario in un enorme conflitto di massa.
UNA GARA PER DURI - All’ inizio della corsa, un team di leucociti del sistema immunitario femminile viene inviato per uccidere gli spermatozoi nell’utero. La storia comincia nel testicolo – raffigurato come un edificio alto 3.000 metri – più del doppio dell’altezza dell’Empire State Building, se gli spermatozoi fossero a misura d’uomo. Poi si passa ad una evacuazione ad alta velocità dal lungo grattacielo fino a scivolare nel canale femminile, dove comincia il continuo fuoco di fila delle minacce esterne. Per lo sperma, lo sbarco in vagina è come prendere d’assalto le spiagge del D-Day, affrontando armi chimiche sotto forma di un attacco mortale sulle centinaia di milioni di invasori. I sopravvissuti vengono pressati in una cervice stile Stephen King. Alta sopra di loro, è costituita da centinaia di minuscoli tunnel ramificati che intrappolano, schiacciano e uccidono lentamente lo sperma.
IL PARADISO - Da qui, gli spermatozoi sopravvissuti possono entrare nell’utero, l’equivalente di un campo lungo due miglia. Ma questa pittoresca campagna è tutt’ altro che
tranquilla. Qui gli spermatozoi vengono aggrediti da killers naturali della femmina, grandi globuli bianchi che smantellano gli sconfinamenti degli invasori. Un ultimo ostacolo rimane – uno stile libero da finale di proporzioni olimpiche, dove il vincitore guadagna l’immortalità e tutti gli altri vengono uccisi. Il passaggio nelle tube di Falloppio, il paradiso degli spermatozoi, li rende ”molto caldi”. I segnali olfattivi rilasciati durante l’ovulazione rendono lo sperma iper-attivo, fornendogli la possibilità di fecondare l’ovulo; nella realtà – un rilascio di livelli di proteine e sostanze nutritive in un processo chiamato capacitazione. The Great Sperm Race racconta la storia del concepimento umano come non era mai stato visto in precedenza. Con l’ausilio di telecamere montate su elicotteri,scienziati di fama mondiale, tecnologia CGI e ricostruzioni drammatiche viene rappresentato il viaggio straordinario dello sperma, dall’ eiaculazione all’ovulo – in scala umana e con il ruolo degli spermatozoi svolto da persone vere. Poi se proprio volete divertirvi potete sempre tentare la fortuna nel primo gioco che riproduce la “Great Sperm Race” on-line. A noi, in verità, ha fatto ricordare un’altra chicca. Lo spermatozoo Woody Allen di “ Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere”.