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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LA LUNA AL TRAGUARDO DEL BOSCO

 

Discorso alla Luna

Giovanni XXIII
il papa dell'Amore, dell'Unità e della Pace

Papa Giovanni XXIII
 
Giovannixxiii.jpg

261º papa della Chiesa cattolica
John 23 coa.svg

 

 

 

 

 

  Miniatura della versione delle 15:38, 5 gen 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci

del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino

 la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo…

Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e

pace agli uomini di buona volontà’.

Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi

da che parte venite?

I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero:

ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene,

figlioli di Roma,

voi sentite veramente di rappresentare la ‘Roma caput mundi’,

la capitale  del mondo, così come per disegno della Provvidenza è

stata chiamata ad essere attraverso i secoli.

La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello

 divenuto

padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene,

a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci

unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in

difficoltà…

Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite:

“Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare.

Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa

è con i suoi figli specie nelle ore della

mestizia e dell’amarezza… E poi tutti insieme ci animiamo: cantando,

sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e

che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli.

 Alla benedizione

aggiungo l’augurio della buona notte”.

 puoi ascoltare queste parole dalla sua viva voce,http://www.cronologia.it/storia/a1962d.htm

(Sera dell’11 ottobre 1962, al termine della giornata di apertura del Concilio

 Vaticano II).

 

  Il Vescovo Alberto  Silvani 

 

  Miniatura della versione delle 15:38, 5 gen 2011

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