Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
La sindrome di Peter Pan o SPP è una situazione psicologica che si attribuisce a una persona immatura, che si rifiuta (o è incapace) di crescere, di diventare adulta e assumersi delle responsabilità. Questa sindrome è una condizione psicologica patologica dove la persona rifiuta di operare nel mondo “degli adulti”, ritenendolo ostile. Il soggetto si rifugia in comportamenti ed in regole comportamentali che corrispondono alla fanciullezza. Nella concezione generale possiamo dire che un Peter Pan è colui che non vuole crescere, che è rimasto fermo alla propria infanzia ed adolescenza dove tutto è bello, tutto è possibile, con un sostanziale rifiuto di calarsi nel mondo adulto, e subire le limitazioni che questo mondo comporta. Il soggetto di questo tipo vive in un suo mondo ideale; è di solito una persona vivace, curiosa, e brillante; ha un’ enorme desiderio di novità e di esperienze; è egocentrico, impaziente, “al di là del bene e del male”; non è in grado di fare i conti con la realtà; è ottimista, impulsivo, e incostante. Vive in un mondo che non esiste, la famosa “Isola che non c’è”, e non ha alcuna intenzione di abbandonarla, anzi, per lui rappresenta un rifugio e l’unica realtà possibile.
Questo trauma ha solitamente origine durante l’infanzia, il periodo in cui ogni individuo costruisce il proprio equilibrio emotivo. Di solito è l’amore trasmesso dai genitori che consente di sviluppare questa armonia. Una carenza affettiva può quindi essere all’origine della sindrome Peter Pan. Le persone che, durante l’infanzia, sono state amate poco, crescendo sviluppano un malessere. Una volta nel mondo dei grandi, si sentono indifese ed angosciate di fronte agli sconosciuti.
Sembra che questa sindrome colpisca più gli uomini che le donne. Molto spesso si tratta dei figli maggiori di famiglie in cui il padre è assente, poco presente o irresponsabile. In questi casi, se la madre è troppo occupata o depressa, non avrà né il tempo né la forza per dare, ai suoi bambini, tutto l’amore di cui essi hanno bisogno per crescere normalmente. Peggio ancora se la madre non ha fiducia in se stessa, e se ricerca questa fiducia nei suoi bambini.
Una volta diventato adulto, questo individuo che ha vissuto questo trauma nel periodo dell’infanzia, avrà difficoltà nel gestire i propri sentimenti. Un uomo, ad esempio, cercherà nella propria compagna l’amore materno. Paradossalmente però, questo nuovo sentimento, che questo uomo non ha mai conosciuto prima, può spaventarlo e angosciarlo.
Parliamo di una paura cronica che le persone vivono in modo quotidiano, essendo estranee alle emozioni degli adulti. Questo genera, spesso, tensioni con gli altri, tanto più che queste persone non si credono malate. La minima osservazione diventa un ostacolo enorme da superare, e diminuisce l’autostima di chi soffre di questa sindrome. L’unico momento in cui queste persone si sentono sicure e amate, è quello del sesso. È un momento riassicurante, in cui l’uomo-bambino (o la donna-bambina) si lascia andare. Ma c’è un rischio: una vita sessuale sproporzionata o, addirittura, incontrollabile. Alcune persone possono anche diventare infedeli, non perché sono insoddisfatte della loro relazione, ma con l’unico scopo di sentirsi amate e stimate.
Se il suo mondo fantastico viene in qualche modo messo in discussione, ecco arrivare l’ombra, ecco che il Peter Pan assume un atteggiamento cinico, disilluso e meschino, rinnegando come stupidi sogni giovanili la propria parte fanciullesca. Non si tratta di un’evoluzione,ma di un vero e proprio rifiuto. Il tentativo di protezione verso la vita, e tutte le pene che essa comporta, riguarda anche l’ amore. Il potere del sentimento è negato, e così anche il femminile. Se si soffre di questa sindrome, ci vuole tempo per guarire. Innanzitutto bisogna volerlo. Non bisogna dimenticare che il cuore è stato, “anestetizzato” a partire dal momento del blocco. Per guarire, quindi, bisogna intraprendere una vera e propria riabilitazione.
( TRATTO DA :
Risposta Facile
in poche parole, la risposta giusta )