| La solitudine negli adolescenti. L'adolescenza è sempre un periodo problematico sul piano psicologico e spesso l'adolescente si trova solo ad affrontare la vita con la sensazione di essere incompreso e incapace di comunicare. L'adolescenza dovrebbe essere un momento della vita riconosciuto come molto delicato dagli adulti, che dovrebbero accompagnare la persona alla scoperta della propria identità con amore e rispetto. Spesso invece genitori e insegnanti non riescono a capire né ad accettare che il bambino stia cambiando e diventando adulto, che i suoi bisogni cambino e così i suoi diritti ad essere autonomo. Spesso l'adolescenza è il momento in cui antiche ferite vengono a galla, in cui emerge un senso di inadeguatezza, una bassa autostima, sia nei rapporti coi coetanei dello stesso sesso sia spesso ancor di più con quelli con l'altro sesso. In uno scenario del genere è facile immaginare il disagio in cui si può trovare, per esempio, un adolescente che si scopre omosessuale. Il senso di solitudine ed isolamento dell'adolescente omosessuale rimanda alla più generale sofferenza legata al sentirsi "diverso" in un contesto in cui è ancora scarsa la cultura della diversità, una cultura in cui è assente una reale accettazione delle differenze. Tutto questo si ripercuote sulle modalità con le quali la famiglia e la scuola si pongono di fronte alla omosessualità degli adolescenti. L'adolescente omosessuale è solo perché "diverso", "strano", "imprevisto" e mette in atto una solitudine dovuta all'impossibilità di parlarne con gli adulti (genitori, insegnanti, ecc.). E l'amico del cuore? Come fa a dirglielo? E il resto del gruppo? Altro problema che può insorgere nell'adolescente è la tossicodipendenza. L'adolescente, attraverso l'assunzione di sostanze stupefacenti ed attraverso la frequentazione di amicizie diverse, acquisisce un'effimera conquista di identità. L'illusione di indipendenza è sostenuta anche dalla "capacità" di procurarsi la "roba" che è riconosciuta però solo all'interno del gruppo dei tossicodipendenti, emarginato e isolato. L'adolescente tossicodipendente può quindi avere relazioni interpersonali solo all'interno di quel gruppo e fuori di li, dentro la scuola, dentro gruppi di amici, gruppi sportivi ecc., rimane isolato. Se la droga è stata per il giovane una forma di autoterapia rispetto alle rivendicazioni di un'infanzia deprivata e di una crescita non sostenuta a causa di genitori essi stessi disturbati e con problemi relazionali, si creerà un circolo vizioso. I genitori non si accorgeranno all'inizio e per molto tempo della tossicodipendenza del figlio e questo aumenterà la sensazione della sua invisibilità e della sua solitudine anche e soprattutto in famiglia. Altri casi di adolescenti soli sono causati dall'anoressia e dalla bulimia. Molto importante è ed è sempre stato per gli uomini il momento conviviale: i giovani si ritrovano a cena, in pizzeria, nei bar a mangiate un panino. E' in questi momenti che la ragazza anoressica (si tratta per la maggioranza dei casi di ragazze) si ritira, si esclude per paura che gli altri vengano a sapere. Come fa una ragazza anoressica a stare seduta allo stesso tavolo con i coetanei e non mangiare? Come fa una bulimia ad abbuffarsi per poi correre nel bagno a vomitare? L'adolescente si può trovare in uno stato di solitudine conseguente a depressione adolescenziale. In questo periodo della vita, l'umore è prevalentemente irritabile; è presente la sensazione di non essere compreso e approvato dagli altri e una sensibilità al rifiuto, soprattutto quello affettivo. Di conseguenza l'adolescente tende ad interrompere le attività sociali, compresa la scuola, e a rinchiudersi in casa, isolandosi. Scheda realizzata da Enrico Cheli -
| | | | www.youtube.com/watch?v=B5Ouhzax96M4 min - 31 gen 2009 - Caricato da maxpezzali93 language is not a hindrance to love this music and to love laura pausini...it really sounds good though i don't understand what she's ... | Letture consigliate - Cheli, E., Relazioni in armonia. Sviluppare l'intelligenza emotiva e le abilità comunicative per stare meglio con gli altri e con se stessi, Franco Angeli, Milano, 2004.
- Rosci, E. (a cura di), 16 anni più o meno, FrancoAngeli, Milano, 2000.
- Crepet, P., Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull'infanzia e l'adolescenza, Einaudi, Torino, 2001.
- Betti, C. (a cura di), Adolescenti e società complessa, Edizioni del Cerro, Pisa, 2004.
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