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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LE DUE FEDELTA' SOTTOSOPRA

Yahoo! NotizieCardinal Bagnasco, con     premier incontro di prassi

(ANSA) - GENOVA, 19 FEB - 'Un incontro istituzionale, di prassi, che ha il suo valore simbolico e anche contenutistico sostanziale, quindi nella norma dell'incontro e del rapporto tra le istituzioni'. L'arcivescovo di Genova e presidente della Cei card. Angelo Bagnasco commenta cosi' l'incontro di ieri tra i vertici dello Stato italiano e quelli della Santa Sede per la ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi. L'incontro, e' andato ''come risulta, sostanzialmente bene in maniera tranquilla, andiamo avanti'. La fedelta' e' un valore ''a tutti i livelli'', ha risposto poi Bagnasco ai giornalisti che, a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario ecclesiastico, gli chiedevano se la fedelta' sia un valore anche in politica. ''La fedelta' - ha affermato - e' una categoria fuori moda dal punto di vista culturale, perche' e' sinonimo di noia, di ripetizione noiosa delle stesse cose, quasi di prigione della liberta', della spontaneita' dei sentimenti, delle azioni e delle esperienze''. ''Bisogna recuperare la categoria delle fedelta' - ha proseguito - sia sul piano dell'amore, dell'amicizia, della vita in generale, del proprio lavoro, dei propri doveri, come la categoria che veramente consente nella ripetizione motivata dei propri doveri la costruzione dell'uomo''.

 

 

 

 

Parabole

di Adriana Zarri

in “il manifesto” del 12 dicembre 2008

 

Memoria

Scadono tre anni dalla morte di padre Mongillo, un grande teologo e un grande uomo. Nella mia

piccola cappella ho appeso una bella croce d'argento che mi regalò padre Dalmazio, un giorno che

venne quassù a trovarmi (quassù, nel nord, rispetto a Roma dov'egli abitava, all'Angelicum).

Sarebbe troppo lungo (e forse non del tutto interessante per i nostri lettori) narrare le vicissitudini e i

problemi che travagliarono la sua vita, come la vita di tutti i cattolici (soprattutto se teologi) fedeli

alla chiesa ma non sempre necessariamente fedeli alle sue alte gerarchie, papa compreso. «Non è il

mondo che deve diventare chiesa, ma è la chiesa che deve diventare mondo» diceva Mongillo:

affermazione che posso pensare non gradita «in alto». Ma c'è una teologia che discende dall'alto e

una che sale dal basso; e sarebbe sbagliato scegliere tra le due, entrambe necessarie al mistero

cristiano che è il mistero del dio incarnato che si fa tempo e storia e umana vicenda. A questa doppia

fedeltà - a dio e all'uomo, al cielo e alla terra - fu legata indissolubilmente la vicenda teologica e

umana di padre Mongillo che oggi, nel terzo anniversario della morte, noi tutti ricordiamo con

affetto, con amicizia e con riconoscenza.

 

 

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