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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA DIFESA

  • LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA DIFESA da Riccardo Sante Maria Fontana

    Sono un impiegato del Ministero della Difesa con la qualifica di traduttore interprete (per la lingua tedesca). Da quasi trentatre anni svolgo l’attività di traduttore e da ventotto anni quella di interprete al seguito delle delegazioni italiane impegnate nei vari programmi di cooperazione internazionale e trovo il mio lavoro appassionante.Il mio operato viene, modestamente parlando, apprezzato sia nel posto dove presto servizio (DGAT) sia all’estero, poiché, anche se solo sotto il profilo della lingua, seguo con interesse lo sviluppo dei programmi e da qualcuno vengo considerato anche memoria storica riguardo ai programmi più vecchi.

    Anche se le mie trasferte non sono più numerose come prima, partecipo ancora a qualche riunione all’estero.

    Purtroppo, a seguito dell’abolizione della diaria relativa alle missioni estere per il personale civile dello Stato nel quadro della manovra finanziaria, mi vedo costretto a limitare ulteriormente le mie trasferte, in quanto per partecipare alle riunioni di lavoro, dovrei intaccare i miei pochi risparmi, non percependo un lauto stipendio e non avendo altre generose indennità.

    Inizialmente, come Lei sicuramente sa, questa abolizione valeva per tutti, sia per il personale militare che per quello civile a livello di tutti i Ministeri, eccetto per le missioni internazionali di pace e ciò era anche stato approvato dalla Commissione Difesa del Senato.

    So che in seguito Lei, insieme con altri, tra cui il Ministro Maroni , si è adoperata per fare introdurre delle rettifiche nella legge, e come risultato di questi Suoi, e non solo Suoi sforzi, la legge è stata modificata, nel senso che le norme di cui sopra non si applicano più, oltre che alle missioni internazionali di pace, nemmeno “a quelle comunque effettuate dalle Forze di polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, che si erano tutti mobilitati contro questa manovra.. Mi dispiace che Lei, nel corso delle negoziazioni finalizzate alla rettifica e agli emendamenti, non abbia curato anche gli interessi dei dipendenti civili della Difesa, che, pur non facendo parte delle Forze armate, collaborano insieme ai militari e partecipano alle riunioni riguardanti programmi di cooperazione internazionale insieme ai militari stessi. Si è venuta così a creare una antipatica disparità di trattamento economico fra queste due categorie. Inoltre, a mio avviso, in sede di rettifica e di emendamenti, si sarebbe dovuto fare una distinzione fra i tipi di riunione a cui partecipano i militari appartenenti alle Forze armate , alle Forze di Polizia e ai Vigili del fuoco. Vi saranno sicuramente quelle missioni , dove la diaria è dovuta e giustificata, per non compromettere l’efficienza in alcuni settori di vitale importanza. Ma ad esempio per le missioni internazionali, relative alle riunioni dove si trattano programmi di cooperazione internazionale, a cui peraltro partecipano anche dipendenti civili, o per le missioni effettuate per partecipare a collaudi all’estero o a mostre o a presentazioni varie in giro per il mondo, non ravvedo la necessità di concedere una diaria ai militari e penso che anch’essi potrebbero accontentarsi del misero rimborso di vitto e alloggio, come è stato riservato a noi, poveri dipendenti civili, con lo stipendio bloccato per tre anni.

    Sa quanti, quanti, ma quanti soldi si potrebbero così risparmiare, da dare magari a quei poveri precari della scuola, o ai cassaintegratì, che muoiono letteralmente di fame?.

    Nell’introdurre gli emendamenti si sarebbe dovuto tener conto di queste cose, senza estendere la corresponsione della diaria, indistintamente, a tutti i tipi di missione e quindi senza aggiungere all’articolo 6, comma 12 del DL 78/2010 della legge di conversione n. 122 in data 30 luglio 2010, pubblicata sulla G.U. del 30/07/2010 quella parolina “passepartout” comunque : “a quelle (missioni) comunque effettuate dalle Forze di Polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, perché allora anche per andare a consegnare con urgenza un documento all’estero, a un militare viene concessa la diaria e a un civile no. Non vedo inoltre la necessità di rimpinguare inutilmente le tasche dei militari, che già percepiscono lauti stipendi e di penalizzare i dipendenti civili , quasi non fossero di pubblica utilità. O forse Lei è d’accordo con il Ministro Brunetta che ci dà dei fannulloni? Comunque, guardi che anche i militari di DGAT hanno espresso la loro sentita solidarietà( ma non si sono lamentati) nei confronti di noi civili per questo sbaglio madornale sfuggito nella elaborazione della legge succitata. Solo per questa grave mancanza, grave perché pesa come un macigno sul bilancio dello Stato, io, se potessi, non darei la fiducia domani, mercoledì 29 settembre 2010, perché già quanto scritto, nero su bianco nella succitata legge ,per ora almeno in ordine alle diare per le missioni all’estero, e non è poco, grida vendetta al cospetto di Dio, perché favorisce solo alcune caste, e questo, secondo Voi, dovrebbe durare altri tre anni di legislatura, quindi Lei si immagini quali ingenti perdite per lo Stato. Altro che lo S.P.Q.R. del Ministro Bossi o la casa a Montecarlo. Qui ne va della vita futura degli italiani, molti dei quali ridotti alla fame e alla disperazione, e Lei lo sa, e di altri che, quale magra o grassa consolazione, si coltivano ormai il proprio campicello e accettano tutto quello che gli cade addosso. E, La prego, non mi dica che dei nostri interessi se ne dovrebbero curare i nostri sindacati, che ormai dormono il sonno dei giusti. Qui non è questione di sindacati, qui è questione che i sacrifici li devono fare tutti , io per primo, che li ho sempre fatti e che sono andato, con mia moglie, a prendermi un bambino abbandonato in Brasile e l’ho adottato, per dargli una famiglia e gli vorrei dimostrare che è venuto in un Paese dove c’è ancora la giustizia, senza fare figli e figliastri. Tutti, nessuno escluso,deve scalare questi tre monti di sacrifici, senza concedere sconti a nessuno, sia che si tratti di determinate caste o di particolari categorie. O forse Lei, ed altri Onorevoli, volete che l’Italia un giorno passi dalla ridente “dittatura” berlusconiana alla dittatura dei Colonnelli? Io vedo già come andrebbe a finire : per fare solo qualche esempio, l’Onorevole Berlusconi verrebbe subito promosso a Maggiore, ma con la qualifica di Maggiordomo per il suo sorriso smagliante,, il Ministro Gelmini amministrerebbe il nuovo culto, staccandosi dalla Famiglia Cristiana, con il Ministro Brunetta come chierichetto, il Ministro Tremonti andrebbe a lavorare come cassiere allo spaccio di qualche caserma. Lei, all’inizio, avrebbe forse più fortuna.

    Invito tutto il governo a riflettere sulla responsabilità che ha di fronte a Dio, ma credo che oramai solo pochi ci credano ancora. La saluto e la ringrazio dell’attenzione. Era mio dovere, di fronte a Dio e di fronte agli uomini, comunicare il mio pensiero al mio Ministro, per contribuire alla giustizia di questo nostro, spero che lo sia ancora, Bel Paese.

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    Riccardo Sante Maria Fontana

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     DA: IL MANIFESTO DEL 29 SETTEMBRE 2010

     

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