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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LETTERA APERTA AL MINISTRO TREMONTI

Lettera aperta al ministro Tremonti

 

Da  Il Messaggero del  4 ottobre 2010

 

Egregio Onorevole, in tutta l'Amministrazione dello Stato sono stati notoriamente fatti molti tagli, decisi dal governo nell'ambito della manovra finanziaria ed è stato chiesto a tutti gli italiani di fare dei sacrifici per il bene del nostro Paese. Ciò nonostante non è mancato un coro di proteste da parte di tutte le categorie colpite da questi provvedimenti.

Sono un dipendente civile del Ministero della Difesa con la qualifica di traduttore interprete e con una anzianità di servizio di trentasette anni. Le scrivo per mettere in evidenza un punto di detta manovra che mi tocca particolarmente da vicino. Si tratta dell'articolo 6 comma 12 del DL 78/2010 della legge di conversione n. 122 in data 30 luglio 2010, pubblicata sulla G.U. del 30/07/2010, riguardante la corresponsione della diaria per le missioni estere al Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco e la sua totale e definitiva abolizione per quanto riguarda invece tutti i dipendenti civili dello Stato.

Nella versione iniziale di detto articolo, peraltro approvata dalla Commissione Difesa del Senato, l'abolizione si applicava a tutti, indistintamente, fatta eccezione per le sole missioni internazionali di pace. Successivamente, a seguito della massiccia e minacciosa mobilitazione dei sindacati del Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco, sono stati inseriti, anche grazie agli sforzi intrapresi dai Ministri competenti, degli emendamenti migliorativi per il succitato Comparto e assolutamente peggiorativi solo ed esclusivamente per tutti i dipendenti civili dello Stato.

La versione finale di detto articolo afferma in pratica che l'abolizione della diaria non si applica più, oltre che alle missioni internazionali di pace, nemmeno a quelle comunque (quindi praticamente tutte) effettuate dalle Forze di polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Qualora non si sia trattato del solito refuso, la mia critica, spero costruttiva, a titolo di collaborazione, si fonda sul fatto che, nell'intento di ridurre le spese e di operare i tagli, è stata sì chiusa una porta, azzerando, a partire dal 31 maggio 2010, la diaria che prima veniva riconosciuta anche ai dipendenti civili dello Stato, sostituendola con il mero rimborso di vitto e alloggio, tuttavia, con l'inserimento in detto articolo della parola “passepartout” comunque, si è, credo, in effetti, spalancato un portone ad una indiscriminata corresponsione della diaria a tutti i tipi di missioni estere, effettuate dagli appartenenti alle Forze di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate, anche a quelle che non hanno uno specifico carattere di operatività o di sicurezza di esclusiva competenza dei militari, e quindi a una miriade di missioni ordinarie all‘estero, che si svolgono annualmente, a cui peraltro partecipano spesso anche dipendenti civili dello Stato, per fornire ai militari il loro supporto amministrativo ( riunioni tecnico-contrattuali, comitati esecutivi e direttivi, gruppi e sottogruppi di lavoro, workshop vari nell'ambito di svariati programmi di cooperazione internazionale) o il loro supporto prettamente tecnico (collaudi di materiale all'estero), ovvero ad altrettante missioni estere aventi quale scopo visite bilaterali, mostre internazionali, conferenze o presentazioni di mezzi vari a livello mondiale, che pertanto dovrebbero forse prevedere lo stesso trattamento economico sia per i militari che per i dipendenti civili che vi partecipino.

Ora, nel mio caso personale, secondo la nuova normativa, in qualità di traduttore interprete al seguito di una delegazione italiana, composta anche da militari, in una missione estera, io dovrei parteciparvi con il solo rimborso di vitto e alloggio, dovendo anche intaccare i miei risparmi, poiché l'anticipo erogato non è mai del cento per cento, mentre i militari continuerebbero a ricevere la diaria oltre al rimborso delle spese di albergo (in questo caso la diaria viene ridotta di un terzo per il numero dei pernottamenti, ma è pur sempre una signora diaria).

Considerando inoltre che fra me e i militari l'unica differenza, oltre alla funzione, al grado di responsabilità ( che comunque anche io sono conscio di avere per realizzare una precisa traduzione simultanea) e alle stellette, consiste solo nel fatto che i militari sono seduti al tavolo della riunione e io direttamente dietro di loro, dentro una cabina per la traduzione simultanea, impegnato incessantemente dalle ore 9.00 alle ore 17.00 con solo qualche interruzione per le pause caffè e per il pranzo, la partecipazione alle riunioni all'estero a siffatte, a mio avviso, ingiuste condizioni di inferiorità, mi farebbe cadere in un tale increscioso stato di frustrazione, rischio questo che non mi sento in grado di accettare, a meno che anche per i militari non venga applicato per questo tipo di missioni estere lo stesso trattamento economico, riservato al personale civile( mal comune mezzo gaudio).
Si tratta di una questione di dignità.

Abolendo in questi, e in simili casi, la evidente e irragionevole disparità di trattamento, si potrebbero destinare a scopi di utilità sociale le non indifferenti risorse economiche recuperate, qualora l'erogazione della diaria prevista per i militari fosse limitata solo alle missioni estere aventi esclusivo carattere strettamente militare, che è forse l’unico, vero e giusto principio conduttore che penso abbia ispirato le veementi proteste manifestate dai sindacati del Comparto Sicurezza Difesa e vigili del fuoco.

Nel mettere nuovamente in risalto la, a mio avviso, palese parzialità (sempre che non si sia trattato di un refuso), con la quale nella rielaborazione del succitato articolo si sia voluto forzare la mano, per favorire ad ogni costo in maniera indiscriminata solo determinate categorie, ribadisco il fatto che i sacrifici richiesti dalla situazione di crisi in cui versa l'Italia, devono essere fatti da tutti, nessuno escluso, senza distinzione di categorie.

Nutro la speranza che qualche norma correttiva venga introdotta con urgenza nella legge in parola, al fine di abolire questa disparità di trattamento, là dove ragionevolmente possibile, anche per impedire che venga fatto un salasso alle casse dello Stato, già abbastanza sofferente di anemia.

Nel ringraziarLa dell'attenzione, Le porgo distinti saluti.

Riccardo Sante Maria Fontana

(3 ottobre 2010)

© RIPRODUZIONE RISERVATA  

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