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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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" MAL DI VOCE " ROMANZO DI NUCCI A. ROTA - 15^ PUNTATA

                         Mal di voce  

  Nucci A. Rota

   Aracne editrice S.r.l.

 

 

Cap 6

 

 

 

Gli anni del coro di voci bianche della Scala di Milano

 

 

 

 

Vittoria rimase nel coro di voci bianche per quasi quattro anni, dai 9 ai 13 anni. Per lei furono anni faticosi ma anche un tempo di grandi emozioni. Due pomeriggi alla settimana, il lunedì e il giovedì si recava in Conservatorio dalle 5 alle 7, per le prove ma poi c’erano le opere ed i concerti a cui partecipare.

Il lunedì e il giovedì erano giornate molto piene per Vittoria, ricorda ancora i balzi dalla sedia quando suonava la campanella a fine giornata scolastica ed era la prima ad uscire, cercava subito la nonna ed insieme, senza perdere tempo si avviavano alla metropolitana. A volte in quel tratto di strada mangiava la merenda, anche perché poi finiva per cenare più tardi alla sera. Quando c’erano concerti od opere a cui partecipare si provava anche in altri giorni e quelli furono i momenti più faticosi.

Per le serate era tutta la famiglia a mobilitarsi, mentre per le prove normali in conservatorio, era quasi sempre la nonna che l’accompagnava, eccezionalmente la sorella maggiore, se proprio la nonna non poteva. La nonna aveva trovato il modo di utilizzare quelle due ore di attesa socializzando con le mamme degli altri bambini, bevendo un caffè al bar, o quando si stancava delle chiacchiere, come diceva lei, si sedeva nella biblioteca del conservatorio e leggeva il quotidiano o un romanzo.  

Vittoria più di una volta le chiese se si annoiasse in quelle due ore d’attesa, ma la nonna rispondeva sempre allo stesso modo:

«sono le uniche due ore della giornata tutte per me, e poi mi sarebbe piaciuto così tanto alla tua età avere una persona che mi desse l’opportunità di vivere un’esperienza musicale»!

«Non ti preoccupare per me pensa alla tua musica, pensa a cantare».

Molte furono le opere, i concerti a cui partecipò Vittoria nei 4 anni del coro. Ovviamente il ricordo di questo periodo nel tempo sfumò, ma non dimenticò mai il suo esordio al Teatro alla Scala con La donna senz’ombra  di Richard Strauss, diretta da Giuseppe Sinopoli, un grande direttore che morì pochi anni dopo.

Le prove per qualsiasi esibizione, sia concerto sia opera, generalmente si svolgevano nell’aula del Conservatorio, salvo le ultime che ovviamente avvenivano in teatro, in questo caso il teatro era appunto la Scala.

 

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www.dailymotion.com/.../xu2r99_pooh-cantero-p...Nuovo5 giorni fa - 4 min

 

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