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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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" MAL DI VOCE " ROMANZO DI NUCCI A. ROTA - 20^ PUNTATA

 

 Mal di voce  

 

  Nucci A. Rota

  Aracne editrice S.r.l.

 

  

 

Cap 7

Le amiche del coro

 

 

 

Oltre a questi aspetti di indubbio fascino, Vittoria sapeva esattamente perché divenne amica di Alina.

Con lei era tutto più facile, non le metteva ansia, lei era lenta, lenta in tutto quel che faceva, era lenta anche nell’ascolto. Riusciva a rispettare i suoi tempi verbali, se arrivava la balbettata. Alina non le finiva mai la frase, cosa che facevano quasi tutti gli altri, non cercava mai di riempire i silenzi, insomma Vittoria sentiva che Alina la rispettava. (Quando gli altri ti anticipano)

Un giorno Alina le domandò: « Ti crea molti problemi questo tuo modo di parlare»?

A Vittoria nessuno si era mai rivolto in modo così diretto circa la sua balbuzie, si stupì molto della domanda ma ancor più si stupì della sua risposta, perché senza esitazione rispose di sì.

Bene disse Alina, « al di là di come parli a me pare che tu dica sempre delle cose intelligenti e non banali, volevo che tu lo sapessi».

Vittoria dall’emozione non sapeva se ridere o piangere, pensava a come fosse per lei difficile tutte le volte imbastire una seppur piccola frase, come nonostante la sua perenne guerra civile con le parole, qualcuno le stava dicendo che diceva cose intelligenti e non banali. (Comunicare non è solo tradurre il pensiero in una pa-rola raffinata, ma far nascere nell’interlocutore immagini, idee, emozioni, sentimenti)

Era un meraviglioso giorno di fine febbraio, ancora freddo ma pieno di quella luce che lascia intravedere una precoce primavera, lo ricorda ancor oggi Vittoria e ricordando quel giorno ha nostalgia di Alina.

 

► 4:26► 4:26
youtube.com28 mar 2011 - 4 min - Caricato da marinaeisuoiangeli

 

 

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