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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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RAVVIVIAMO LA NOSTRA FEDE ATTORNO ALL'ALTARE DI PADRE GINO BURRESI

 

 

http://palaluca.multiply.com/journal/item/323/323?&item_id=323&view:replies=threaded&show_interstitial=1&u=%2Fjournal%2Fitem

 

di Dio è l'altare

 

 
la mano della tristezza
rabbrividisce l'anima
in una rara carezza,
nella penombra
tra le navate
della vecchia basilica.
sfiorato dal pulviscolo
mal filtrato nei colori del vetro,
nell'alto rosone -
leggero muove sulle teste
dei pochi astanti,
dei due troppo avanti
genuflessi all'altare -
la fede persa,
veicolata dai quattro fili
di fredda luce
fruga dentro,
nel silenzio raggelando,
per cercare nel vuoto
un focolaio ormai spento
per soffiarvi sopra
un refolo di Dio,
il buon vento.
scostante, in un angolo,
il sentore immediato,
il teatro di una sfida
che è persa, una rivincita
vestita ad angelo vinto
dalla vita, nel miracolo
di una vita mancata.
nella severità del presbiterio,
davanti ad un altare coronato
da pochi fiori,
sontuosi candelieri
innalzati agli occhi di chi è
povero di quell'amore
che tutti coglie,
in una casa adornata da
smisurate ghirlande e
foglie d'acanto,
avvolto dalla penombra,
isolato e smarrito,
raccolto in mesta ovazione
ogni sorta di cuore
e le poche speranze
in una muta comune preghiera.
fermo e ancora vivo,
ancora in piedi
ad aspettare che svanisca
il fremito alle gambe:
lo sguardo alla Santa,
al suo ingenuo
sorriso, perso,
alto nel niente,
mentre ne rido
del mio.

luca
 
 
► 5:37► 5:37
www.youtube.com/watch?v=qHRDlLHsMRk13 apr 2009 - 6 min - Caricato da sognoadocchiaperti
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