Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Mal di voce
Nucci A. Rota
Aracne editrice S.r.l.
|
|
|
Erano passati ormai parecchi mesi dall’uscita dal coro, ma anche dall’episodio depressivo successivo con relativa terapia, c’erano state le vacanze in Val D’Aosta con tutta la famiglia e a Vittoria sembrava di stare decisamente bene, sempre che si possa usare questa parola per una adolescente che in più soffre di balbuzie!
Il papà una sera di fine settembre era appena rientrato in casa chiamò Vittoria: le disse:
«vieni nel mio studio che ti devo parlare».
A Vittoria il tono di voce del papà sulle prime la spaventò, erano in genere gli adulti di casa, meglio le adulte, ad essere convocate nel suo studio e le sembrò strano che il papà non le parlasse direttamente in cucina, dove si trovavano in quel momento.
Seduto davanti allo schermo del computer il papà, mentre già stava smanettando sulla tastiera le disse:
«sai che non amo in modo particolare la metropolitana, non mi è mai piaciuto spostarmi sotto terra, preferisco per la città girare ancora con il mio vecchio scooter, ma oggi la moto mi ha lasciato a piedi ed ho dovuto tornare in metro».
Vittoria non capiva dove volesse arrivare il papà ma soprattutto cosa potesse c'entrare la metropolitana. Lui continuò:
«una volta salito nella carrozza, proprio perché sono sempre a disagio, cerco di leggere tutto il possibile, se non ho nulla io cerco di leggere il quotidiano del vicino o tutte le pubblicità che ci sono esposte, bene mi è capitato di leggere che c’è un istituto dove un professore, cura la balbuzie. Pare che lui stesso sia stato balbuziente in gioventù. Sono qui davanti al computer perché mi ricordo a memoria il sito, pensi ti possa interessare»?