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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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NON PLUS ULTRA

www.youtube.com/watch?v=Wb8MZpL4-rQ20 mag 2010 - 5 min - Caricato da dragonforce81

 

 

IL SECOLO  XIX.IT

 

Libia, la fine di Gheddafi:
Berlusconi scatena i latinisti

21 ottobre 2011

 

Silvio Berlusconi

 

Roma - Silvio Berlusconi è certamente sollevato per il fatto che, con la cattura e la morte di Gheddafi, la fine del conflitto in Libia sia più vicina, anche se avrebbe auspicato un epilogo diverso per il Colonnello, certamente meno cruento.

Il presidente del Consiglio, davanti ai deputati del Pdl, se l’è cavata con un latinismo: «Sic transit gloria mundi», ha detto, azzardando che ora la guerra è «finita». Più tardi, lasciando Montecitorio, davanti ai giornalisti, è stato più cauto sulla fine delle operazioni militari, così come sulla reale morte di Gheddafi. Ma chi ha avuto modo di parlargli, anche se il premier non ha affrontato volentieri l’argomento, ha avuto la netta impressione che il Cavaliere abbia accolto la notizia della morte di Gheddafi con un duplice sentimento: di sollievo, appunto, perché la sua fine accelera la riappacificazione nel paese (e anche perché, ha riferito un ministro, Berlusconi sarebbe stato davvero preoccupato di una vendetta del Raìs nei suoi confronti); ma anche di rammarico per un epilogo violento che Berlusconi avrebbe preferito evitare.

A qualcuno ha ricordato di avere «sperato sino all’ultimo» in un esilio del Colonnello che evitasse «inutili spargimenti di sangue»: così non è stato, e ora l’unica strada scelta da Berlusconi per commentare la morte del Raìs è quella cauta di un vecchio adagio latino.

Del resto, al Cavaliere il latino piace molto, tanto da usarlo spesso nei suoi discorsi, oltre che nelle sue numerose battute, ritenendo tanto buono il suo «eloquio latino» che, come disse qualche anno fa, sarebbe in grado di sostenere anche un «pranzo con Giulio Cesare». Un “amore” nato ai tempi della scuola quando, ha raccontato sempre il premier, dai Salesiani era il «latinista», usato per parlare latino con gli ospiti illustri, soprattutto coi cardinali.

E però, ieri, quel «sic transit gloria mundi» riferito a Gheddafi non ha mancato di sollevare qualche polemica. Su tutte, quella del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, che ha colto al balzo la frase in latino per sottolineare che «da uno che ha baciato l’anello al dittatore di Tripoli in vita non potevamo aspettarci che un glorificazione in morte: forse, dopo quel baciamano, era naturale associare gloria a Gheddafi un “promissio boni viri est obligatio” (“le promesse delle persone per bene sono un impegno che va mantenuto”). Anche con una fulminea dichiarazione “post mortem”», come ha scritto Alberto Bobbio, cui Famiglia Cristiana ha affidato il commento alla vicenda sulla sua edizione online.

Non è tutto: perché dall’Idv è arrivato anche, rigorosamente in latino, un “consiglio” per Berlusconi: «Sapiens ut loquatur multo prius consideret», ha detto ieri il presidente del gruppo alla Camera, Massimo Donadi, ricordando che questa frase «significa che un uomo saggio, prima di parlare, deve prima pensare molto. Evidentemente la saggezza ha fatto difetto al presidente del Consiglio, che per commentare l’uccisione di Gheddafi ha detto “sic transit gloria mundi”».

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