Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://www.0web.it/poesia/niccolo-ugo-foscolo/a-dante.php
A Dante
1976 - Niccolò Ugo Foscolo
Alto rombano i secoli Su rapidissim'ali, E dall'aere giù vibrano Dritti infiammati strali Che additano agl'ingegni D'eterna gloria i segni: Ma qual nebbia! qual livido Umor spargon dai vanni Che in fetida caligine Attomban nomi ed anni, E rodono quel serto Che ombreggia un tenue merto! O mio Poeta, o altissimo Signor del sommo canto, Che con sublime cetera Per la casa del pianto Girasti, e fra la gente, Che o gioisce, o si pente, Tu vivi eterno. - Gloria Di suo fulgor ti cinse, Tuonò sua voce; un fulmine Fu per chi ti dipinse Testor stentato, oscuro Di carmi e stile impuro. Pèra! La lingua sucida Costui nutra nel sangue, E per delfici lauri Gli accerchi invece un angue, Sanie stillante infesta, L'abbominevol testa. Dicesti: ed ecco stridono In suon ringhiante e forte Gli aspri tartarei cardini: Della cappa di morte Infino a' più vestute Ecco l'Ombre perdute. Io già le ascolto: echeggiano Per l'aer senza stelle Batter di man, bestemmie, Orribili favelle, Voci alte e fioche, accenti D'ire in dolor furenti. O Padre! o Vate! un giovane Cui l'estro ai cieli innalza, Che pel genio che l'agita Fervidamente sbalza A inerudita cetra Canti spargendo all'etra, A te si prostra: un'anima Che in sè ognor si ravvolge, Che in ermi boschi tacita Fugge dall'atre bolge Di cittadino tetto, Gl'irraggia l'intelletto. Di sapienza nettare Fra mie voglie delibo, E, meditante, ai spiriti Porgo l'augusto cibo Che questa etade impura, Famelica, non cura. Muta di luce eterea Alle peccata in grembo Fra cupo orror s'avvoltola L'Umanità: il suo lembo Spruzzi di sangue stilla, Ed ella va in favilla. Ma ira di giustizia Lui che può ciò che vuole Ruggisce in cielo, e scaglia Di spavento parole; Vennero i giorni alfine Di piaghe e di ruine. Vennero si; ma sorgere, Giganteggiando, i nostri Carmi vedransi, e liberi Calpestare que’ mostri Che tumidi d'orgoglio Siedono ingiusti in soglio.
Niccolò Ugo Foscolo
| youtube.com11 gen 2011 - 4 min - Caricato da NICON1965 |