Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana
Ciao Gino, mi sono arrivati oggi pomeriggio una testimonianza ed un messaggio per te da parte di Piero, il tuo amico, che ti veniva a trovare a San Vittorino, che tu affettuosamente chiamavi Ciccio.
Ecco il commento/messaggio, postati all'articolo sotto riportato.
Ciao
Riccardo
Wednesday 18 may 2011 3 18 /05 /May /2011 07:37
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Poteva essere l’anno 1988-1990 ma, non ricordo bene anche perché certi ricordi mi affiorano alla mente solo da pochi anni e di conseguenza risultano un poco scoloriti dal tempo. Sentivo forte la necessità di comunicare con padre Gino, ma non essendo possibile, almeno volevo recarmi a San Vittorino dove ero solito andare quasi annualmente per ricalcare quei luoghi che avevo visitato tante volte e sempre con la speranza di poter discutere di qualche mio problema o avere notizie di padre Gino. Spesso mi succedeva che tutti gli interrogativi che mi ponevo e su cui volevo discutere con qualche sacerdote, una volta giunto nei pressi del piccolo paese, svanivano dalla mia mente e mi limitavo a visitare il santuario, a confessarmi, a pranzare nel piccolo bar e trattoria che si trovava nella prima piazzetta che si incontrava all’esterno del castello e prendere in fine il pullman che mi riportava a Roma.
Quel giorno ero arrivato a Roma nelle prime ore del mattino e, come facevo spesso in attesa di prendere i mezzi di trasporto per San Vittorino, mi recai nella basilica di Santa Maria degli Angeli che era poco distante dalla stazione Termini. Ascoltai regolarmente la messa e dopo mi incamminai lentamente verso l’uscita. Ero quasi l’ultima persona e mi trovavo a non più di tre metri dalla porta quando una donna sui 60 anni, robustina e bassina mi si avvicina e mi chiede gentilmente: , con altrettanta gentilezza risposi affermativamente e mi avviai verso l’uscita, ma mentre ero quasi sulla soglia mi venne in mente di ritornare a chiedere a quella donna che mi aveva parlato pochi secondi prima, come si chiamasse quel suo figlio per poterlo nominare nella mia preghiera. Tornai subito indietro ma, di quella donna non c’era più traccia.
Pensai subito che si fosse trattato di una coincidenza voluta dal buon Dio per comunicarmi che padre Gino era in gravi difficoltà, ma ancora sul suo conto c’era soltanto silenzio e quindi questo mio pensiero non si radicò molto nella mia mente, solo dopo molti anni incominciai a riflettere su quell’avvenimento.
Di queste coincidenze ne ho avute molte, ma quasi sempre mi è mancata la necessaria capacità per un giusto discernimento.
Se capitasse che padre Gino leggesse questi miei pochi righi, colga l’occasione di ricordarsi che Piero (lui mi chiamava affettuosamente Ciccio) ha spesso pregato il buon Dio perché la verità trionfasse sul suo conto, e se ne ha la possibilità e libertà pregasse per le necessità della mia figlia maggiore ormai trentenne perché potesse trovare un lavoro stabile e potesse arrivare al matrimonio col suo ragazzo con cui è fidanzata da quasi sei anni.
Sia tutto per la gloria di Dio. Pace e bene a tutti Piero detto Ciccio.