http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=21360
Perego: don Mario abbandona la via della lotta. 'Violento forzare i tempi della Chiesa'
Don Mario
Ha scelto la rete, don Mario Bonfanti per rompere il cerchio di silenzio che aveva creato intorno a sé dopo la notizia del mancato rinnovo, da parte della curia milanese, del contratto con la diocesi sarda dove è stato ordinato sacerdote, che gli permetteva di svolgere il proprio ruolo di vicario parrocchiale a Perego. E proprio da internet, dal noto social network per la precisione, da dove tutta la mobilitazione in sua difesa era partita, il sacerdote ha lanciato il suo invito a sospendere ogni manifestazione pubblica in suo appoggio, riconducendo l’attenzione di tutti i suoi “supporter” sulla vera essenza del Vangelo, tralasciando la lotta contro quei “mulini a vento” rappresentati dalla gerarchia ecclesiastica non ancora pronta a aprire il proprio orizzonte al “cristianesimo universale” da lui predicato. Con un lungo post, pubblicato sulla pagina del gruppo “Io sto con don Mario”, a cui hanno aderito 1.323 utenti, il 41enne religioso originario di Pagnano, ringrazia quanti gli hanno dimostrato affetto in questi mesi, scendendo in strada per la fiaccolata o semplicemente firmando la lettera di solidarietà redatta dal Comitato che ha coordinato i diversi momenti della “protesta”. E proprio circa il destino delle 900 firme raccolte, don Mario informa che sono state recapitare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’Arcivescovado, dopo i vari ‘no’ ricevuti da chi avrebbe voluto portare in Curia “a mano” gli elenchi. Ora però è giunto, secondo il sacerdote, il momento del “ritiro” in attesa di una ri-nascita.
Di seguito il testo integrale:
Carissimi Membri del Gruppo “Io sto con don Mario”
Vorrei rispondere alle vostre domande circa la situazione e le iniziative relative.
Innanzitutto Vi chiedo scusa per il silenzio del Comitato: a causa di alcune vicende e – purtroppo – del degenerare del mio “caso” c’è stato bisogno di un lungo confronto e un’attenta riflessione su come muoversi, per non peggiorare ulteriormente una situazione già delicata; insieme abbiamo anche avuto bisogno di tempo per riacquistare calma ed evitare di re-agire solo per rabbia e risentimento.
Ora, dopo questo tempo di silenzio e riflessione e confronto, ho deciso di intervenire io direttamente e darVi qualche notizia.
Innanzitutto vorrei ringraziarVi di cuore per il vostro appoggio, il vostro sostegno e la condivisione di una causa che non è tanto e solo mia, ma solleva istanze plurime che l’istituzione ecclesiastica fatica ad ascoltare e che, comunque, sono oggigiorno sempre più urgenti. Il vostro aderire in massa a questo Gruppo nato spontaneamente mi ha commosso tantissimo; e le varie iniziative e la vostra partecipazione in massa mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Per cui voglio esprimerVi la mia più sentita e profonda gratitudine. Vorrei ringraziarVi uno a uno e guardarVi negli occhi con amore e riconoscenza…ma siete tantissimi e non mi è possibile. Però…chi lo sa: la vita è così sorprendente e a volte capitano situazioni o incontri che mai ci saremmo aspettati.
Venendo alla situazione: innanzitutto – come sapete – nessuno della Curia di Milano ha voluto incontrare i membri del Comitato che volevano consegnare di persona le firme raccolte in mio favore. Per cui alla fine si è deciso insieme di inviarle in Arcivescovado via raccomandata con ricevuta di ritorno. E la ricevuta è tornata. Per cui abbiamo la certezza che le firme sono giunte a chi di dovere. Ovviamente non sappiamo altro: se sono state archiviate, cestinate, ignorate…non lo sappiamo. Ma non importa: il segno e la simbolicità del gesto hanno sicuramente “urlato” alle loro orecchie.
Circa altre iniziative non si è più pensato nulla perché – come dicevo sopra – si stava valutando come muoversi, visto il deteriorarsi della mia posizione col Vaticano. Il tutto, infatti, non parte dal card. Scola o dalla Diocesi di Milano, ma dalle Congregazioni del Clero e della Dottrina della fede (ex “santa inquisizione”). Quindi la vicenda è più seria e delicata. Quindi, dopo la veglia e la fiaccolata, si è ragionato a lungo e indugiato sul da farsi per evitare di inasprire le posizioni.
Ora voglio dichiarare che il sottoscritto desidera con tutto se stesso seguire la strada battuta da Gesù, il quale, di fronte al muro di incomprensione e chiusura delle gerarchie religiose del suo tempo, ad un certo punto ha rinunciato a rivendicare le proprie ragioni, anche solo con la forza della parola, e si è lasciato far fuori. È il messaggio della croce e il senso della passione e morte ingiusta di Gesù. Un messaggio – certo – scandaloso, come dice san Paolo: “la parola della croce è stoltezza per coloro che vanno verso la perdizione, ma per coloro che si salvano è potenza di Dio” (1 Cor. 1,18); ma un messaggio profondamente cristiano e pacifico: una parola che ci invita a rinunciare a qualunque logica di violenza, imposizione e potere (fosse anche quella della parola) per vivere nell’amore addirittura del nemico, secondo quello sconvolgente comando di Gesù: “A voi che ascoltate io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla e il vostro proemio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo che è benevolo verso gli ingrati e i malvagi” (Lc. 6,35). Ed è in questo spirito e secondo questo “comando” che io voglio vivere e muovermi, sicuro - come insegna Gesù - che “se il chicco di grano caduto in terra non muore non porta frutto; se invece muore dà molto frutto” (Gv. 12,24). Meditando e riflettendo sulla Pasqua e sulla Parola del Signore e confrontandomi con essa ho, allora, deciso di abbandonare la via delle lotte o battaglie o guerre contro chissà chi… per seguire la strada “non violenta” del Vangelo, riconoscendo - certo con amarezza - che oggi nella chiesa cattolica non si vuole ancora riflettere su questi temi e quindi non ha senso forzare la mano. Personalmente ritengo “violento” forzare i tempi e i momenti e le risposte della gerarchia… per cui scelgo di “ritirarmi” in buon ordine, pur continuando a confrontarmi con la Parola di Gesù e lasciando che il seme del Vangelo germogli nel terreno della nostra vita e società e da questa “passione” ri-sorga vita nuova. Come? Al momento non so. Ma sicuramente lo Spirito che dà vita soffierà e aleggerà su questo caos per in-formare una nuova creazione.
Per cui io desidererei che non ci fossero più iniziative pubbliche o manifestazioni di piazza o eventi eclatanti con risonanza mediatica.
Ma per chi vuole continuare con serietà e ponderatezza e diligenza una riflessione e un cammino alla luce del Vangelo mi piacerebbe proseguire (o iniziare) il cammino.
Questa la mia scelta e la mia proposta. A voi la parola. Resto in attesa di vostri feedback e risonanze.
Vi abbraccio ora uno ad uno virtualmente…nella speranza di poterlo fare presto dal vivo
Grazie di tutto
Don Mario
Pace e bene don Mario, ecco il mio feedback e le mie risonanze magnetiche :
tu vuoi mollare con 900 firme raccolte e 1323 adesioni ?
Gesù ti direbbe : " sei pazzo ?, non mollare !!!, noi siamo la Chiesa, non solo i cardinali, i vescovi ed il papa "
Cosa dovrei fare allora io, secondo te, con solo 31 firme raccolte ?
Vado avanti, fino a quando Dio darà la forza a me e a quanti mi sostengono, ai quali dobbiamo essere sempre grati,
perché rischiano sulla loro pelle.
Coraggio, don Mario !!!
Io sono con te!
Ti dedico tutto !!!
Padre Gino Burresi
| |
| | www.youtube.com/watch?v=PuzuWMKaXV413 mar 2012 - 3 min - Caricato da JekkaSalba |