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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PIU' VICINO IL PREMIO NOBEL DANTE ALIGHIERI PER GIOVANGUALBERTO CERI

Tuesday 21 june 2011 2 21 /06 /Giu /2011 09:56
Giovangualberto Ceri  09/04/11, 16:18
 
Per fare politica dobbiamo approfondire Dante. Si mitigherebbe il potere del Vaticano che appoggia Berlusconi, e si dimostrerebbe che le Università sono spesso imbottite di raccomandati dal Sistema, o per partiti politici, o per famiglie, e mi domando anche se per il bunga-bunga anche della sinistra. Ecco un assaggio.

La Loggia Massonica deviata P2 scoprì che un regime dittatoriale può essere anche scomposto in tre o quattro pezzettini in maniera che possa essere percepito dai cittadini come ordinamento democratico. Orbene il BIPARTITISMO, con PREMIO DI MAGGIORANZA al 51 % e, infine, con NOMINA DIRETTA DEI PARLAMENTARI da parte dei partiti politici, è di tutta evidenza un regime dittatoriale percepito per ora, dai più, come democratico. Chi sono i dittatori? In teoria le due segreterie dei partiti politici del bipartitismo e, in pratica, quel partito che ha ottenuto per legge il 51% dei deputati anche per l’intervento del “quarto pezzettino” del sistema: l’appoggio del VATICANO, in questo caso a Silvio Berlusconi. Ma perché discutiamo dei processi a Berlusconi e di quello del 6 Aprile 2011? Bisognerebbe discutere non del male ma delle sue cause? E chi risulterebbe innocente?
Ma non si è ancora capito? Per impedire in Italia le disposizioni coercitive sul FINE VITA che stanno per essere approvate dal Parlamento basterebbe riproporre, per esempio, DANTE la cui Divina Commedia è già stata paragonata da papa Benedetto XV nel 1921 nella sua enciclica “IN PRAECLARA SUMMORUM”, simile ad un nostro QUINTO VANGELO. Ed è qui che dobbiamo puntare il dito. Dante addirittura MALEDICE (Convivio, IV, V, 9) quei CRISTIANI che non vedono nel PAGANESIMO CLASSICO il presupposto per un autentico cristianesimo. Per sfondare contro l’attuale totalitarismo presente in Italia e indirettamente guidato dal VATICANO bisogna ritornare al classicismo, come diceva F. Nietzche. Non solo perché Dante prende come sua guida l’Autorità e la Sapienza del pagano VIRGILIO, ma anche per quella del pagano CATONE L'UTICENSE, posto da Dante a guardia della risalita di tutte le anime del Purgatorio. Egli risulta infatti a favore della libertà in generale e, specificatamente, di quella che consente il DIVORZIO E IL SUICIDIO, E QUINDI L'EUTANASIA E L'ABORTO (Pur., I, 70 - 87).
Per controllare la validità del mio Metodo di studio sul Medioevo e su Dante Cfr. anche YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
Viva i 150 anni dell’Unità dell'Italia, se con DANTE come volevano i nostri Patrioti Mazzini, Garibaldi, ecc. !!!
Mi auguro che per le mie scoperte su Dante qualcuno mi proponga per il premio NOBEL in literature. Per l’ITALIA sarebbe un gran bene.
Ringraziando per la gentile attenzione, invio i miei più Distinti Saluti.
F.to Giovangualberto Ceri
www.youtube.com/watch?v=pPl4uOx7Yy45 min - 7 apr 2011 - Caricato da LaCompagniadelLibro
Walcott: poesia, teatro e Dante nell'intervista al Nobel per Moon-Child ... di Tv2000 il premio Nobel per la letteratura Derek ...
 


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Al Signor PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA On.le Sergio Mattarella la seguente dimostrazione sulla “Primavera del Botticelli” e sull’ “Opera Dantesca” al fine che Egli mi proponga per un PREMIO ADEGUATO, che poi sarebbe un premio anche all’ITALIA.<br /> <br /> Caro Signor PRESIDENTE,<br /> <br /> se IO, in queste dimostrazioni su SANDRO BOTTICELLI e su DANTE ALIGHIERI, che lei potrebbe ritenere subito troppo complicate, avessi però RAGIONE, ebbene QUANTI NON FACESSERO NULLA per ACCERTARE la VERITÀ’, cioè nell’accertare che queste stesse dimostrazioni sono VERE e io HO RAGIONE, allora questi stessi signori, di fronte alle SORTI FUTURE dell’UMANITÀ, per me si comporterebbero peggio di chi prende attualmente le TANGENTI e approfitta della CORRUZIONE dilagante.<br /> <br /> A questo punto mi sentirei anche di includere, di coinvolgere, nella mia critica, nel mio biasimo, anche il M5S e BEPPE GRILLO se non capissi che il momento politico è per loro CONTINGENTEMENTE molto DELICATO ed IMPORTANTE da non potersi tatticamente DISTRARRE per me, quindi per cose, sì CULTURALMENTE SUPERIORI e RIVOLUZIONARIE!, ma che io indico e chiarisco nel bel mezzo di una loro e nostra battaglia politica decisiva, di un uragano.<br /> <br /> Io tratterò qui in maniera assolutamente nuova ed originale di UMANESIMO-RINASCIMENTO affrontando Sandro Botticelli, e di MEDIOEVO affrontando Dante Alighieri con l’intervista concessami da Umberto Cecchi su TV CANALE 10. Ebbene, se io avessi RAGIONE, conseguentemente imputando alla nostra CULTURA prevalente e alla comune INTELLETTUALITA' odierna, di non aver sufficientemente messo a fuoco il vero senso dell'Umanesimo-Rinascimento e del Medioevo di Dante per avergli attribuito passioni, fascinazioni e abitudini mentali ben diverse da quelle che loro avevano, ebbene la nostra stessa Cultura ed Intellettualità continuerebbe a mantenersi disastrosamente su una strada sbagliata con conseguenze fatali sul FUTURO DEL MONDO. Questo perché un BUON FUTURO non potrà sorgere che in seguito alla COSCIENZA-CONOSCENZA del nostro AUTENTICO PASSATO, mentre io qui è proprio alla ricerca di tale autenticità che mi sono dedicato a lungo, per decenni, e ritengo di avere RAGIONE.<br /> <br /> E veniamo a noi.<br /> <br /> La PRIMAVERA del BOTTICELLI, questa qui di sopra e datata 1482, al contrario dell’opinione corrente è una CARTA ASTROLOGICA SIMBOLICA e al tempo stesso REALE: dunque anche se nessuno l'ha mai detto! Ovviamente se il quadro si apre, come io sostengo!, con MARTE, (e non affatto con MERCURIO come spesso si vede scritto) che sta indicando il SOLE sul PRIMO GRADO del segno dell'ARIETE.<br /> Di chi la ragione...???<br /> <br /> OSSERVAZIONE LOGICO- DIALETTICA.<br /> <br /> Ma come è potuto accadere quanto segue…??? Cioè come si è potuto studiare il BOTTICELLI senza prima essersi imparati l'ASTROLOGIA TOLEMAICA che stava alla base del NEOPLATONISMO, anche di Marsilio Ficino...??? Come potrebbe essere infatti, nella Primavera del Botticelli, il primo simbolo incontrato nel quadro una cosa diversa da Marte che indica il Sole sul primo grado dell'Ariete:<br /> A) se tutti ricordano il quadro stesso come "La Primavera del Botticelli";<br /> B) e se la stessa Primavera è scientificamente, matematicamente, astronomicamente ed astrologicamente indicata dal Sole proprio sul primo grado dell'Ariete, o Equinozio di Primavera...??? E qui, ad indicare il fenomeno, non potrà essere culturalmente, astrologicamente, che Marte poiché i primi dieci gradi, o giorni, della la Primavera sono sotto il potere di MARTE, iuxta sententiam di Pietro D’Abano (1250 – 1316) col suo “DE IMAGINIBUS” e di Johannes Angelus (1488).<br /> Il quadro del Botticelli potrebbe indicare anche un anno ben preciso di quel primo giorno, famoso!, di Primavera: cioè di quel giorno certo in cui il pianeta, o astro vagante, il SOLE!, faceva l'INGRESSO nel segno dell'ARIETE alla fine del XV secolo dando inizio alla PRIMAVERA iuxta sententiam Ptholemaei (TETRABIBLOS, I, X, 2; I, XXII, 2). Tale giorno era sicuramente un 13 - 14 di MARZO della fine del XV secolo e perciò ancor prima della Riforma Calendariale Gregoriana. In aggiunta c'è da credere anche che il fenomeno del giorno dell’Equinozio di Primavera, cioè di un 13 – 14 Marzo qualsiasi, possa essere riferito anche ad un anno ben preciso: <br /> <br /> 1°) se assumiamo che il quadro rappresenti, appunto (ma bisogna intendersi un po' di ASTROLOGIA TOLEMAICA: una materia screditata, o osteggiate, dagli Studi Universitari e dai Professori), le tre "facies", o decani, del segno dell'ARIETE con in più la prima "facies", o decano, del segno del TORO;<br /> <br /> 2°) se assumiamo che nella terza "facies", o decano del Toro, il Botticelli abbia ubicato il pianeta Venere nella figura di FLORA.<br /> <br /> Cerchiamo dunque di continuare a ragionare scientificamente e di rendersi conto che, se questa che cercherò di fare emergere fosse la VERITÀ, allora la nostra cultura, nei confronti di quella autentica dell’Umanesimo-Rinascimaneto e del Medioevo, avrebbe perso dei colpi qualificantissimi coinvolgendo anche il nostro sentire, il nostro comportamento, prevalente e quotidiano, facendolo diventare diverso, più POVERO, BIGOTTO e STERILE: per quanto più congeniale alla CATTOLICESIMO della CHIESA CATTOLICA.<br /> <br /> Per andare avanti nell'analisi da me proposta bisogna immaginare che il Botticelli abbia ritratto il fenomeno come se lo dipingesse rovesciato rispetto ad una corretta CARTA ASTROLOGICA, cioè rovesciato rispetto alla direzione di marcia dei segni, dei relativi decani e dei pianeti su una Mappa astrale. I segni, i decani e i pianeti su una carta natale, o astrologica, marciano da occidente ad oriente mentre sul dipinto il Botticelli andrebbe da oriente ad occidente: e ci sarà una spiegazione.<br /> Intanto i primi tre decani del'ARIETE sono nel seguente ordine stretto: MARTE, SOLE, VENERE mentre il successivo primo decano del TORO è sotto MERCURIO. Per ottenere il senso di marcia astrologico giusto nella Primavera Botticelli bisognerà però CAPOVOLGERE il quadro e mettere, ciò che appare alla nostra vista, cioè di fronte a noi alla nostra sinistra, o inizio della lettura del quadro, o oriente, alla nostra destra, cioè a occidente, e ciò che appare invece alla nostra destra, o occidente, o fine delle immagini del quadro, invece a sinistra, o oriente, e dunque all'inizio del quadro. Questa è la soluzione del rebus secolare.<br /> La successione dei decani da me indicata, Marte, Sole, Venere, Mercurio è rigorosamente tolemaica ed è ben nota in astrologia ed è in base anche all' "OPUS ASTROLABII PLANI in tabulis, Johane Angeli artium liberalium magistro a novo elabotarum: explicit feliciter. ERHARDI RATDOLT Augustesis viri... Vigesimoseptimo kalen das Novembris MCCCCLXXXVIII" Con questo incunabolo della stamperia Erhardi Ratdiolt di Augusta del 1488 siamo perciò in piena epoca BOTTICELLIANA in cui la prima e bella XILOGRAFIA dello stesso incunabulo, raffigurante il primo decano dell'Ariete a carte 45 recto, che è di Marte, è sorprendentemente molto simile al primo simbolo del quadro del Botticelli rappresentante Marte (e dunque non affatto Mercurio, come spesso si legge, per ovvie e comprovate ragioni scientifiche). Guardando le pagine recto e verso dell'Astrolabio come stese su un tavolo si procede infatti da oriente ad occidente proprio come nel dipinto del Botticelli, pur essendo, pur avvenendo, invece la rappresentazione su una Carta astrologia di 360°, da occidente ad oriente. E questa è la soluzione del primo rebus.<br /> <br /> Orbene, MARTE, simbolo del primo decano dell'Ariete, che indica, al suo primo grado, il primo giorno di PRIMAVERA, rappresenta il sangue versato per la Verità (Marte, Morte, Martirio, o sacramento della CONFERMAZIONE, anche in DANTE - Par., XIV, 101 - 108; e poi, analogamente, "O sanguis meus, o superinfusa gratia Dei", Par, XV, 28 - 29) e viene simboleggiato astrologicamente dalla SPADA, come appunto anche qui la figura al primo posto, in apertura, del quadro del Botticelli. Infatti sempre al primo posto e con la SPADA anche nell'Opus Astrolabii Plani di Johane Angeli di Augusta vindilicorum.<br /> <br /> Invece Il SOLE, del secondo decano dell’Ariete, nella simbologia astrologica viene rappresentato da un CERCHIO in cui ogni 120 gradi (apertura angolare benefica) si disegna un protuberanza in omaggio all'avvenuta Comunione. Due mani che si incontrano è una COMUNIONE. Provate e disegnare su un foglio un cerchio, magari con un punto al centro e con tre raggi a distanza di 120°, questo è il Sole in Astrologia. Così qui nel Botticelli. Il Sole rappresenta l'apertura di coscienza necessaria al sacramento della Comunione: e qui le TRE GRAZIE, le tre fanciulle danzanti, creano appunto un cerchio tenendosi per mano: il cerchio del Sole. Il famoso punto al centro del cerchio, come esige la grafica tradizionale, è dato dal punto in cui si dirigerà la freccia di CUPIDO posto sul terzo e successivo decano di Venere: come a ricordare che l’AMARE e l’AMORE viene incoraggiato, si realizza, partendo da VENERE ma in base al livello di Coscienza già raggiunto (decano del Sole: Sole-Cuore) da ogni singola persona.<br /> <br /> - Passiamo dunque al terzo decano di VENERE.<br /> VENERE si distingue per generare AMORE il cui simbolo è CUPIDO che scaglia le frecce e che, nel quadro, si trova proprio sul simbolo del terzo decano dell'Ariete che è, guarda caso...!!!, proprio di VENERE. Questa donna al centro è infatti indicata da tutti come Venere, ma è sbagliato. Essa non rappresenta affato il pianeta Venere, o la sua rappresentazione simbolica, come molti critici indiano, bensì indica semplicemente, o ricorda, che il terzo decano dell’Ariete è di VENERE, come il secondo era stato del Sole e il primo di Marte. E tutto ciò anche a stare all’incunabolo, coevo del quadro del Batticelli, prodotto ad Johane Angeli e da Erhardi Ratdolt di Augusburg, o Augusta vindilicorum nell’ A.D. 1488.<br /> - Il primo decano del segno del TORO è, come sappiamo...!!!, di MERCURIO il cui simbolo è il CAMMINARE, il VIAGGIARE e il VENTO. Ma l'ultimo personaggio del primo decano del Toro nel quadro del Botticelli sembra proprio SOFFIARE con la bocca e il gruppo del decano sta camminando, viaggiando. Ed è appunto, di riflesso e necessariamente, nelle mani di Mercurio che si trova FLORA indicata da molti come la Dea della FIORITURA e della GIOVINEZZA: ma l'indicazione della critica prevalente, “fioritura e gioventù”, non è distante dalla mia in cui emerge che FLORA simboleggia la posizione in cielo del pianeta VENERE. Flora non è Flora ma il pianeta Venere, cioè VENERE Se Flora è Venere, ebbene essa simboleggerebbe la posizione di Venere in cielo in quel primo giorno di PRIMAVERA indicato da Marte. Ma se così è possibile che i quadro indichi proprio in giorno preciso di un anno inconfondibile. <br /> <br /> Il pianeta VENERE, trovandosi qui sul primo decano del Toro, ha già oltrepassato da tempo il primo grado dell'Ariete (dove attualmente si trova il SOLE), e perciò ha oltrepassato anche tutto il segno dei PESCI. Orbene per CLAUDIO TOLOMEO questa è una VERA, PIENA ed AUTENTICA, primavera. Che bello...!!! Ma perché...???<br /> Sentenzia TOLOMEO che la PRIMAVERA è per sua natura UMIDA, dunque FECONDA e ATTIVA e, per DANTE, analogamente, MONTANTE e NOBILITANTE a causa della sua UMIDITA' (Convivio, IV, XXIII, 9 - 15), ma per essere PIENA PRIMAVERA, non solo il SOLE dovrà trovarsi sul 1° grado dell'ARIETE come già tutti noi sappiamo e comprendiamo, ma Venere dovrà essere anche già passata dal segno dei PESCI contraendo la loro VIRTUS: proprio come qui in Botticelli poiché essa si trova nel primo decano del Toro.<br /> <br /> MERAVIGLIAAAAA...??? EUUUUREKKKA...!!!<br /> <br /> <br /> Sentenzia infatti TOLOMEO: "Venere è pianeta di natura UMIDA (dunque feconda, attiva e nobilitante) ed intensifica la propria AZIONE soprattutto nei Pesci dando INIZIO ALL'UMIDO PRIMAVERILE" (Tetrabiblos, I, XX, 6). Senza che Venere sia passata dai PESCI, e capita regolarmente quando essa è mattutina, è cioè occidentale al Sole, la Primavera già scandita dal Sole sul primo grado dell’Ariete non sarebbe adeguatamente UMIDA e dunque: una volta entrati in Primavera col Sole si dovrà aspettare alcune settimane per dire di essere astrologicamente in piena Primavera. Ma questo non è, appunto!, il caso del quadro della Primavera del Botticelli: tutt’altro. Ovviamente se il Botticelli risentiva del Neoplatonismo dell'epoca, e come pensare il contraio!, e il Neoplatonismo di Marsilio Ficino a sua volta risentiva dell'Astrologia Tolemaica che, però…!!!, sembrerebbe essere fondata anche su una spiegazione naturale empiricamente basata sull’esperienza di millenni. Tutto dimenticato…!!! Maaahhh…??? <br /> Se FLORA, nel quadro in questione, è sul primo decano del Toro (quel segno del Toro che è anche domicilio di Venere), e FLORA è il pianeta VENERE, allora essa simboleggia la posizione in cielo di VENERE in quel dato anno. In tal caso VENERE segue sull'orizzonte orientale il SOLE, dunque il suo sorgere ed è perciò chiamata ESPERO, o ISIDE, iuxta sententiam Ptholomaei (TETRABIBLOS, lib. II, cap. III, par. 23). Ma il nome ISIDE è forte, molto impegnativo e fascinante, riconducibile anche dell’influenza degli Antichi Savi dell’Egitto sulla cultura Neoplatonica e dunque, qui..!!!, FIORENTINA. Del resto DANTE già dichiarava nel Convivio di sapere qualcosa suggli antichi savi dell’Egitto (Convivio, II, XIV, 2).<br /> <br /> Orbene, analogamente al BOTTICELLI, che qui parte nel suo dipinto col Sole sul PRIMO grado dell'ARIETE simboleggiato da Marte, aveva fatto due secoli prima anche lo stesso DANTE quando sale al nono Cielo cristallino, acqueo e di Maria e ci fa sapere che il Sole si trova sul PRIMO grado del segno del CAPRICORNO che sappiamo essere simboleggito da GIOVE (ivi, carte 81 recto). Dante nel Paradiso sta salendo a quel nono cielo in cui è ubicata la "MORALE FILOSOFIA" pitagorico-cristiana simboleggiata dalla "gentile donna giovane e bella molto" (Vita Nuova, XXXV, 2 - Convivio, II, II, 1). Recita Dante: "Si come di vapor gelati fiocca / in giuso l'aere nostro, quando 'l corno / de la capra del ciel (segno del Capricorno) col sol si tocca" (Par., XXVII, 67 - 69): un TOCCO che indica un solo giorno, quello del Solstizio d'Inverno: ovviamente all'insaputa di tutta la Critica Dantesca che mi ha preceduto.<br /> Nel caso di DANTE il SOLE sta facendo ingresso nel segno del CAPRICORNO attraverso il primo decano di GIOVE. Dunque il Sole stesso si trova in Dante sul PRIMO grado del segno del Capricorno che, ai tempi di Giulio Cesare e di Gesù Cristo, indicava il Natalis Solis Invicti e, analogamente la Natività di Gesù. Nel BOTTICELLI il SOLE sta facendo invece ingresso nel segno dell'Ariete attraveso il primo decano che è di MARTE: e poi abbiamo qui Venere orientale al Sole e perciò già passata dal segno dei Pesci. Siccome la distanza ORIENTALE di VENERE dal SOLE è qui necessariamente di circa 40 gradi angolari, tanti gradi passano dal 1° dell'Ariete al 10° del Toro, siamo di fronte, nel caso del Botticelli, sempre alla dantesca "LUCENTISSIMA STELLA DI VENERE", anche se, nel caso del Botticelli, essa è serotina, cioè si vede la sera dopo il tramonto del Sole: "lucentissima" in quanto questa ESPERO, o ISIDE, brilla tanto più fortemente e lungamente in cielo quanto più ampia e la sua ELONGAZIONE, o distanza dal SOLE. Su otto anni del ciclo di durata di Venere, solo in tre casi, in tre anni, assistiamo al fenomeno Botticelliano, per cui: come è possibile indicare, seguendo LUI, un giorno dell'anno verso la fine del XV secolo, e dunque un 13 o 14 di MARZO e inizio della Primavera, non dovrebbe essere impossibile nemmeno la datazione anche di un certo anno preciso per l'ORIENTALITA' di Venere rispetto al Sole. <br /> <br /> Su internet vedi: "SU DANTE e DINTORNI" in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica. Intervista TV di Umberto Cecchi a Giovangualberto Ceri su Canale 10, ESPOSTA IN TRE PARTI che andranno ricercate (YOUTUBE su Google. Sono TRE PARTI staccate. <br /> Copia e incolla LINKEM su Internet): <br /> http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
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Al Signor PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA On.le Sergio Mattarella la seguente dimostrazione sulla “Primavera del Botticelli” e sull’ “Opera Dantesca” al fine che Egli mi proponga per un PREMIO ADEGUATO, che poi sarebbe un premio anche all’ITALIA.<br /> Caro Signor PRESIDENTE,<br /> se IO, in queste dimostrazioni su SANDRO BOTTICELLI e su DANTE ALIGHIERI, che lei potrebbe ritenere subito troppo complicate, avessi però RAGIONE, ebbene QUANTI NON FACESSERO NULLA per ACCERTARE la VERITÀ’, cioè nell’accertare che queste stesse dimostrazioni sono VERE e io HO RAGIONE, allora questi stessi signori, di fronte alle SORTI FUTURE dell’UMANITÀ, per me si comporterebbero peggio di chi prende attualmente le TANGENTI e approfitta della CORRUZIONE dilagante.<br /> A questo punto mi sentirei anche di includere, di coinvolgere, nella mia critica, nel mio biasimo, anche il M5S e BEPPE GRILLO se non capissi che il momento politico è per loro CONTINGENTEMENTE molto DELICATO ed IMPORTANTE da non potersi tatticamente DISTRARRE per me, quindi per cose, sì CULTURALMENTE SUPERIORI e RIVOLUZIONARIE!, ma che io indico e chiarisco nel bel mezzo di una loro e nostra battaglia politica decisiva, di un uragano.<br /> Io tratterò qui in maniera assolutamente nuova ed originale di UMANESIMO-RINASCIMENTO affrontando Sandro Botticelli, e di MEDIOEVO affrontando Dante Alighieri con l’intervista concessami da Umberto Cecchi su TV CANALE 10. Ebbene, se io avessi RAGIONE, conseguentemente imputando alla nostra CULTURA prevalente e alla comune INTELLETTUALITA' odierna, di non aver sufficientemente messo a fuoco il vero senso dell'Umanesimo-Rinascimento e del Medioevo di Dante per avergli attribuito passioni, fascinazioni e abitudini mentali ben diverse da quelle che loro avevano, ebbene la nostra stessa Cultura ed Intellettualità continuerebbe a mantenersi disastrosamente su una strada sbagliata con conseguenze fatali sul FUTURO DEL MONDO. Questo perché un BUON FUTURO non potrà sorgere che in seguito alla COSCIENZA-CONOSCENZA del nostro AUTENTICO PASSATO, mentre io qui è proprio alla ricerca di tale autenticità che mi sono dedicato a lungo, per decenni, e ritengo di avere RAGIONE.<br /> E veniamo a noi.<br /> La PRIMAVERA del BOTTICELLI, questa qui di sopra e datata 1482, al contrario dell’opinione corrente è una CARTA ASTROLOGICA SIMBOLICA e al tempo stesso REALE: dunque anche se nessuno l'ha mai detto! Ovviamente se il quadro si apre, come io sostengo!, con MARTE, (e non affatto con MERCURIO come spesso si vede scritto) che sta indicando il SOLE sul PRIMO GRADO del segno dell'ARIETE.<br /> Di chi la ragione...???<br /> OSSERVAZIONE LOGICO- DIALETTICA.<br /> Ma come è potuto accadere quanto segue…??? Cioè come si è potuto studiare il BOTTICELLI senza prima essersi imparati l'ASTROLOGIA TOLEMAICA che stava alla base del NEOPLATONISMO, anche di Marsilio Ficino...??? Come potrebbe essere infatti, nella Primavera del Botticelli, il primo simbolo incontrato nel quadro una cosa diversa da Marte che indica il Sole sul primo grado dell'Ariete: <br /> A) se tutti ricordano il quadro stesso come "La Primavera del Botticelli"; <br /> B) e se la stessa Primavera è scientificamente, matematicamente, astronomicamente ed astrologicamente indicata dal Sole proprio sul primo grado dell'Ariete, o Equinozio di Primavera...??? E qui, ad indicare il fenomeno, non potrà essere culturalmente, astrologicamente, che Marte poiché i primi dieci gradi, o giorni, della la Primavera sono sotto il potere di MARTE, iuxta sententiam di Pietro D’Abano (1250 – 1316) col suo “DE IMAGINIBUS” e di Johannes Angelus (1488).<br /> Il quadro del Botticelli potrebbe indicare anche un anno ben preciso di quel primo giorno, famoso!, di Primavera: cioè di quel giorno certo in cui il pianeta, o astro vagante, il SOLE!, faceva l'INGRESSO nel segno dell'ARIETE alla fine del XV secolo dando inizio alla PRIMAVERA iuxta sententiam Ptholemaei (TETRABIBLOS, I, X, 2; I, XXII, 2). Tale giorno era sicuramente un 13 - 14 di MARZO della fine del XV secolo e perciò ancor prima della Riforma Calendariale Gregoriana. In aggiunta c'è da credere anche che il fenomeno del giorno dell’Equinozio di Primavera, cioè di un 13 – 14 Marzo qualsiasi, possa essere riferito anche ad un anno ben preciso: <br /> 1°) se assumiamo che il quadro rappresenti, appunto (ma bisogna intendersi un po' di ASTROLOGIA TOLEMAICA: una materia screditata, o osteggiate, dagli Studi Universitari e dai Professori), le tre "facies", o decani, del segno dell'ARIETE con in più la prima "facies", o decano, del segno del TORO;<br /> 2°) se assumiamo che nella terza "facies", o decano del Toro, il Botticelli abbia ubicato il pianeta Venere nella figura di FLORA.<br /> Cerchiamo dunque di continuare a ragionare scientificamente e di rendersi conto che, se questa che cercherò di fare emergere fosse la VERITÀ, allora la nostra cultura, nei confronti di quella autentica dell’Umanesimo-Rinascimaneto e del Medioevo, avrebbe perso dei colpi qualificantissimi coinvolgendo anche il nostro sentire, il nostro comportamento, prevalente e quotidiano, facendolo diventare diverso, più POVERO, BIGOTTO e STERILE: per quanto più congeniale alla CATTOLICESIMO della CHIESA CATTOLICA.<br /> Per andare avanti nell'analisi da me proposta bisogna immaginare che il Botticelli abbia ritratto il fenomeno come se lo dipingesse rovesciato rispetto ad una corretta CARTA ASTROLOGICA, cioè rovesciato rispetto alla direzione di marcia dei segni, dei relativi decani e dei pianeti su una Mappa astrale. I segni, i decani e i pianeti su una carta natale, o astrologica, marciano da occidente ad oriente mentre sul dipinto il Botticelli andrebbe da oriente ad occidente: e ci sarà una spiegazione.<br /> Intanto i primi tre decani del'ARIETE sono nel seguente ordine stretto: MARTE, SOLE, VENERE mentre il successivo primo decano del TORO è sotto MERCURIO. Per ottenere il senso di marcia astrologico giusto nella Primavera Botticelli bisognerà però CAPOVOLGERE il quadro e mettere, ciò che appare alla nostra vista, cioè di fronte a noi alla nostra sinistra, o inizio della lettura del quadro, o oriente, alla nostra destra, cioè a occidente, e ciò che appare invece alla nostra destra, o occidente, o fine delle immagini del quadro, invece a sinistra, o oriente, e dunque all'inizio del quadro. Questa è la soluzione del rebus secolare.<br /> La successione dei decani da me indicata, Marte, Sole, Venere, Mercurio è rigorosamente tolemaica ed è ben nota in astrologia ed è in base anche all' "OPUS ASTROLABII PLANI in tabulis, Johane Angeli artium liberalium magistro a novo elabotarum: explicit feliciter. ERHARDI RATDOLT Augustesis viri... Vigesimoseptimo kalen das Novembris MCCCCLXXXVIII" Con questo incunabolo della stamperia Erhardi Ratdiolt di Augusta del 1488 siamo perciò in piena epoca BOTTICELLIANA in cui la prima e bella XILOGRAFIA dello stesso incunabulo, raffigurante il primo decano dell'Ariete a carte 45 recto, che è di Marte, è sorprendentemente molto simile al primo simbolo del quadro del Botticelli rappresentante Marte (e dunque non affatto Mercurio, come spesso si legge, per ovvie e comprovate ragioni scientifiche). Guardando le pagine recto e verso dell'Astrolabio come stese su un tavolo si procede infatti da oriente ad occidente proprio come nel dipinto del Botticelli, pur essendo, pur avvenendo, invece la rappresentazione su una Carta astrologia di 360°, da occidente ad oriente. E questa è la soluzione del primo rebus.<br /> Orbene, MARTE, simbolo del primo decano dell'Ariete, che indica, al suo primo grado, il primo giorno di PRIMAVERA, rappresenta il sangue versato per la Verità (Marte, Morte, Martirio, o sacramento della CONFERMAZIONE, anche in DANTE - Par., XIV, 101 - 108; e poi, analogamente, "O sanguis meus, o superinfusa gratia Dei", Par, XV, 28 - 29) e viene simboleggiato astrologicamente dalla SPADA, come appunto anche qui la figura al primo posto, in apertura, del quadro del Botticelli. Infatti sempre al primo posto e con la SPADA anche nell'Opus Astrolabii Plani di Johane Angeli di Augusta vindilicorum.<br /> Invece Il SOLE, del secondo decano dell’Ariete, nella simbologia astrologica viene rappresentato da un CERCHIO in cui ogni 120 gradi (apertura angolare benefica) si disegna un protuberanza in omaggio all'avvenuta Comunione. Due mani che si incontrano è una COMUNIONE. Provate e disegnare su un foglio un cerchio, magari con un punto al centro e con tre raggi a distanza di 120°, questo è il Sole in Astrologia. Così qui nel Botticelli. Il Sole rappresenta l'apertura di coscienza necessaria al sacramento della Comunione: e qui le TRE GRAZIE, le tre fanciulle danzanti, creano appunto un cerchio tenendosi per mano: il cerchio del Sole. Il famoso punto al centro del cerchio, come esige la grafica tradizionale, è dato dal punto in cui si dirigerà la freccia di CUPIDO posto sul terzo e successivo decano di Venere: come a ricordare che l’AMARE e l’AMORE viene incoraggiato, si realizza, partendo da VENERE ma in base al livello di Coscienza già raggiunto (decano del Sole: Sole-Cuore) da ogni singola persona.<br /> - Passiamo dunque al terzo decano di VENERE.<br /> VENERE si distingue per generare AMORE il cui simbolo è CUPIDO che scaglia le frecce e che, nel quadro, si trova proprio sul simbolo del terzo decano dell'Ariete che è, guarda caso...!!!, proprio di VENERE. Questa donna al centro è infatti indicata da tutti come Venere, ma è sbagliato. Essa non rappresenta affato il pianeta Venere, o la sua rappresentazione simbolica, come molti critici indiano, bensì indica semplicemente, o ricorda, che il terzo decano dell’Ariete è di VENERE, come il secondo era stato del Sole e il primo di Marte. E tutto ciò anche a stare all’incunabolo, coevo del quadro del Batticelli, prodotto ad Johane Angeli e da Erhardi Ratdolt di Augusburg, o Augusta vindilicorum nell’ A.D. 1488.<br /> - Il primo decano del segno del TORO è, come sappiamo...!!!, di MERCURIO il cui simbolo è il VENTO. Ma l'ultimo personaggio del primo decano del Toro nel quadro del Botticelli sembra proprio SOFFIARE con la bocca. Ed è appunto, di riflesso e necessariamente, nelle mani di Mercurio che si trova FLORA indicata da molti come la Dea della FIORITURA e della GIOVINEZZA: ma l'indicazione della critica prevalente, “fioritura e gioventù”, non è distante dalla mia in cui emerge che FLORA simboleggia la posizione in cielo del pianeta VENERE. Flora non è Flora ma il pianeta Venere, cioè VENERE Se Flora è Venere, ebbene essa simboleggerebbe la posizione di Venere in cielo in quel primo giorno di PRIMAVERA indicato da Marte. Ma se così è possibile che i quadro indichi proprio in giorno preciso di un anno inconfondibile. <br /> Il pianeta VENERE, trovandosi qui sul primo decano del Toro, ha già oltrepassato da tempo il primo grado dell'Ariete (dove attualmente si trova il SOLE), e perciò ha oltrepassato anche tutto il segno dei PESCI. Orbene per CLAUDIO TOLOMEO questa è una VERA, PIENA ed AUTENTICA, primavera. Che bello...!!! Ma perché...???<br /> Sentenzia TOLOMEO che la PRIMAVERA è per sua natura UMIDA, dunque FECONDA e ATTIVA e, per DANTE, analogamente, MONTANTE e NOBILITANTE a causa della sua UMIDITA' (Convivio, IV, XXIII, 9 - 15), ma per essere PIENA PRIMAVERA, non solo il SOLE dovrà trovarsi sul 1° grado dell'ARIETE come già tutti noi sappiamo e comprendiamo, ma Venere dovrà essere anche già passata dal segno dei PESCI contraendo la loro VIRTUS: proprio come qui in Botticelli poiché essa si trova nel primo decano del Toro.<br /> MERAVIGLIAAAAA...??? EUUUUREKKKA...!!!<br /> Sentenzia infatti TOLOMEO: "Venere è pianeta di natura UMIDA (dunque feconda, attiva e nobilitante) ed intensifica la propria AZIONE soprattutto nei Pesci dando INIZIO ALL'UMIDO PRIMAVERILE" (Tetrabiblos, I, XX, 6). Senza che Venere sia passata dai PESCI, e capita regolarmente quando essa è mattutina, è cioè occidentale al Sole, la Primavera già scandita dal Sole sul primo grado dell’Ariete non sarebbe adeguatamente UMIDA e dunque: una volta entrati in Primavera col Sole si dovrà aspettare alcune settimane per dire di essere astrologicamente in piena Primavera. Ma questo non è, appunto!, il caso del quadro della Primavera del Botticelli: tutt’altro. Ovviamente se il Botticelli risentiva del Neoplatonismo dell'epoca, e come pensare il contraio!, e il Neoplatonismo di Marsilio Ficino a sua volta risentiva dell'Astrologia Tolemaica che, però…!!!, sembrerebbe essere fondata anche su una spiegazione naturale empiricamente basata sull’esperienza di millenni. Tutto dimenticato…!!! Maaahhh…??? <br /> Se FLORA, nel quadro in questione, è sul primo decano del Toro (quel segno del Toro che è anche domicilio di Venere), e FLORA è il pianeta VENERE, allora essa simboleggia la posizione in cielo di VENERE in quel dato anno. In tal caso VENERE segue sull'orizzonte orientale il SOLE, dunque il suo sorgere ed è perciò chiamata ESPERO, o ISIDE, iuxta sententiam Ptholomaei (TETRABIBLOS, lib. II, cap. III, par. 23). Ma il nome ISIDE è forte, molto impegnativo e fascinante, riconducibile anche dell’influenza degli Antichi Savi dell’Egitto sulla cultura Neoplatonica e dunque, qui..!!!, FIORENTINA. Del resto DANTE già dichiarava nel Convivio di sapere qualcosa suggli antichi savi dell’Egitto (Convivio, II, XIV, 2).<br /> Orbene, analogamente al BOTTICELLI, che qui parte nel suo dipinto col Sole sul PRIMO grado dell'ARIETE simboleggiato da Marte, aveva fatto due secoli prima anche lo stesso DANTE quando sale al nono Cielo cristallino, acqueo e di Maria e ci fa sapere che il Sole si trova sul PRIMO grado del segno del CAPRICORNO che sappiamo essere simboleggito da GIOVE (ivi, carte 81 recto). Dante nel Paradiso sta salendo a quel nono cielo in cui è ubicata la "MORALE FILOSOFIA" pitagorico-cristiana simboleggiata dalla "gentile donna giovane e bella molto" (Vita Nuova, XXXV, 2 - Convivio, II, II, 1). Recita Dante: "Si come di vapor gelati fiocca / in giuso l'aere nostro, quando 'l corno / de la capra del ciel (segno del Capricorno) col sol si tocca" (Par., XXVII, 67 - 69): un TOCCO che indica un solo giorno, quello del Solstizio d'Inverno: ovviamente all'insaputa di tutta la Critica Dantesca che mi ha preceduto.<br /> Nel caso di DANTE il SOLE sta facendo ingresso nel segno del CAPRICORNO attraverso il primo decano di GIOVE. Dunque il Sole stesso si trova in Dante sul PRIMO grado del segno del Capricorno che, ai tempi di Giulio Cesare e di Gesù Cristo, indicava il Natalis Solis Invicti e, analogamente la Natività di Gesù. Nel BOTTICELLI il SOLE sta facendo invece ingresso nel segno dell'Ariete attraveso il primo decano che è di MARTE: e poi abbiamo qui Venere orientale al Sole e perciò già passata dal segno dei Pesci. Siccome la distanza ORIENTALE di VENERE dal SOLE è qui necessariamente di circa 40 gradi angolari, tanti gradi passano dal 1° dell'Ariete al 10° del Toro, siamo di fronte, nel caso del Botticelli, sempre alla dantesca "LUCENTISSIMA STELLA DI VENERE", anche se, nel caso del Botticelli, essa è serotina, cioè si vede la sera dopo il tramonto del Sole: "lucentissima" in quanto questa ESPERO, o ISIDE, brilla tanto più fortemente e lungamente in cielo quanto più ampia e la sua ELONGAZIONE, o distanza dal SOLE. Su otto anni del ciclo di durata di Venere, solo in tre casi, in tre anni, assistiamo al fenomeno Botticelliano, per cui: come è possibile indicare, seguendo LUI, un giorno dell'anno verso la fine del XV secolo, e dunque un 13 o 14 di MARZO e inizio della Primavera, non dovrebbe essere impossibile nemmeno la datazione anche di un certo anno preciso per l'ORIENTALITA' di Venere rispetto al Sole.<br /> Su internet vedi: "SU DANTE e DINTORNI" in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica. Intervista TV di Umberto Cecchi a Giovangualberto Ceri su Canale 10, ESPOSTA IN TRE PARTI che andranno ricercate (YOUTUBE su Google. Sono TRE PARTI staccate. <br /> Copia e incolla LINKEM su Internet): <br /> http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
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G
Raccomandata A.R.<br /> <br /> GIOVANGUALBERTO CERI<br /> <br /> 'LA CIVILTA' PUO' ATTENDERE' <br /> <br /> LETTERA APERTA<br /> <br /> Firenze, lunedì 2 febbraio 2015, festa della Presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna quaranta giorni esatti dopo il momento della Sua nascita e, ugualmente, festa delle candele accese ad illuminare il nostro cuore, o della Candelora. Ricorrenza anche del giorno dell’apparizione, per la prima volta, di Beatrice a Dante il Venerdì 2 Febbraio 1274 all’età di cento mesi esatti dalla Sua nascita: a) risultando Beatrice stessa nata nel giorno della festa, allora “ad libitum”, dei santi Angeli Custodi del Venerdì 2 Ottobre 1265 (Vita Nuova, II, 1-2); b) mentre Dante risultando nato, deducendolo dal Sole in allineamento stretto con alcune stelle (Par.,XXII, 110 - 117), il Martedì 2 giugno 1265 festa dei santi martiri Marcellino, Pietro ed Erasmo. È infatti da queste due date che, scientificamente, matematicamente e liturgicamente (Teologia liturgica), si ricava il ricordato Venerdì 2 Febbraio 1274, giorno della Candelora, cioè di oggi, e della prima apparizione di Beatrice personaggio a Dante personaggio (Vita Nuova, II, 1-2) in cui la liturgia recita, e non per caso solo in questo giorno: "Ecce Ego mitto Angelum meum (Beatrice…?), et praeparabit viam ante faciem meam". Anche i canti della “Divina Commedia” sono cento analogamente all'età di cento mesi che aveva Beatrice quando apparve a Dante per la prima volta: e non sarà stato nemmeno questo per caso. Meraviglioso…? Eppure dovrebbe esserlo…ma non è stato fino ad oggi così. A tutti dunque buona lettura e buona festa della Candelora.<br /> - Alla gentile attenzione del sommo Pontefice papa FRANCESCO in attesa della Sua visita a Firenze del 2015.<br /> - Alla gentile attenzione del Presidente della Repubblica Italiana On.le Sergio Mattarella.<br /> - Alla gentile attenzione dell’UNESCO per quanto riguarda<br /> la città di FIRENZE.<br /> - Alla gentile attenzione, dell'On.le "The Nobel Foundation" - Literature - (Box 5232, SE - 102 45 Stockholm - SVEZIA - ), e di tutti i cittadini interessati alla cultura classica e medievale e della nostra città, qui includendo anche l'On.le …<br /> Gentili lettori: Attenzione…! Quello che sto per dirvi avrà una notevole rilevanza culturale, nonché un’influenza apprezzabile anche sulla vita politica. Vi troverete di fronte ad una combinazione fra scienza antica e medievale, letteratura e storia in grado di dare uno scossone, di portata intellettivo - intelligibile, non solo all’attuale metodologia dell’Accademia, ma anche al senso che comunemente viene attribuito al passato in relazione al "vasto periodo che va dalla classicità al primo Umanesimo escluso”. In base ai miei studi risulta che questo periodo non fu messo dagli esegeti bene a fuoco sotto il profilo delle scienze di allora gerarchicamente più elevate. Insomma non sarebbe stato studiato per come avrebbe dovuto e, da qui, il grave errore, l’imperdonabile caduta intima del senso della vita nell’Umanità. Dico troppo…? Dunque potrà essere che il medioevo contenesse qualcosa di esistenzialmente e mentalmente decisivo per l'Umanità e che questo si nascondesse nel padroneggiamento delle sue scienze superiori…? Un reperto, o sospetto, nel merito…? Che cosa ne sappiamo noi, compresi i più esigenti e raffinati esegeti, di queste scienze…? Nulla, o quasi, e, da qui, il lamentato “gap”. Del resto anche il filosofo e storico della filosofia Eugenio Garin già caratterizzava il passaggio fra il medioevo di Dante e il primo Umanesimo di Francesco Petrarca, con una caduta dell'interesse per le scienze, ovviamente intendendo allora quelle medievali dall'Astrologia in sù. Egli scrive: "Proprio la vigorosa aspirazione antinaturalista e antiscientifica del primo Umanesimo suscitò un'accesa polemica anti-astrologica che si rifaceva alle argomentazioni dei Padri della Chiesa" cioè all' "Apologetica cristiana" avverso le credenze del paganesimo classico (Eugenio Garin, "Lo zodiaco della vita", Laterza, Roma-Bari, 1982, p. 28).<br /> L’essere andati storicamente avanti con sulle spalle tale deficienza–insufficienza cosa potrebbe aver comportato…? Effettivamente nulla di importante, di emozionante, di decisivo, se le scienze di allora, specialmente in relazione alle più elevate, non avessero contenuto nulla di sostanziale rispetto a quello che promettevano. Però a noi mancano le prove empirico-osservative di questo loro infruttuoso impegno e contenuto, cioè di quello che sperò e sperimentò l’uomo medievale dopo avele seguite, mentre sull’argomento non potremmo noi adesso essere scettici a priori, anche perché il metodo moderno di indagine non ce lo consentirebbe. In base a questa considerazione tutto il periodo che va dalla classicità a Dante compreso dovrebbe perciò essere oggi ripensato a fondo, in punta di piedi per non offendere nessuno, ed anche lentamente al fine di non lasciarsi sfuggire nulla di quello che c'è dentro gli scritti. Anche la più piccola notazione, o nozione, quella che l’esegesi moderna ha scartato forse per frettolosità e, soprattutto, in riferimento a Dante, potrebbe contenere in sé una rivoluzione esistenziale incoraggiante l’ontogenesi e la filogenesi. Potrà tutto questo risultare mai vero…? Perché non provarci...?<br /> L’annunciato ed intellettuale sommovimento brusco della nostra futura cultura, che qui si immagina verrà prodotto dal prevedibile sopraggiungere, ad un certo momento, di una crisi di coscienza ancorata al momento in cui si capirà di dovere necessariamente integrare quella parte del medioevo che fu scartata, ebbene io penso che possa iniziare a manifestarsi proprio a partire dall’accoglimento delle seguenti mie tre scoperte: la ragione essenziale della presente lettera aperta.<br /> A - Dalla scoperta del giorno di nascita di Dante personaggio fatta indicare, da Dante persona, dalla longitudine del Sole in allineamento stretto con alcune stelle, per l’esattezza tre. Aveva recitato infatti Dante: <br /> “…in quant’io vidi ‘l segno / che segue il Tauro (che è il segno dei Gemelli) e fui dentro da esso (Cioè il giorno di nascita di Dante sarebbe legato all’accertamento del singolo grado occupato dal Sole, nel segno dei Gemelli, sui trenta gradi entro i quali si estende tutto lo stesso segno). / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù (Le stelle appartenenti alle “virtuosiores”, e dunque di “gran virtù”, erano ai tempi di Dante solo 15 in tutta la sfera celeste, emisfero nord ed emisfero sud, come testimonia anche Pietro D’Abano, suo contemporaneo), dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (il Sole), / quand’io sentì’ di prima l’aere tosco (cioè quando io nacqui);“ (Par., XXII, 110 – 117; cfr. anche Inf., XV, 49 – 60).<br /> Orbene, quando il Sole si trovò a 18°.01' circa di longitudine zodiacale nel segno dei Gemelli, <br /> la gloriosa stella Polare, alfa Ursae Minoris, per il fenomeno della precessione degli equinozi, si trovava oggettivamente a 18°.20’ di longitudine zodiacale nel segno dei Gemelli; <br /> la virtuosior Betelgeuse, alfa Orionis, si trovava a 18°.30’ di longitudine zodiacale nel segno dei Gemelli;<br /> la Menkalinam, beta Aurigae, si trovava a 19°.40’ nel segno dei Gemelli: stella ricordata per la sua importanza anche da Tolomeo nel Tetrabiblos (I, IX, 17).<br /> Il Sole a 18°.01' circa nel segno dei Gemelli si trovava perciò scientificamente in allineamento stretto, montante e nobile, e anche esclusivamente entro l'arco di un giorno soltanto, con tutte e tre le ricordate stelle: Polare, Betelgeuse e Menkalinam. Il Sole raggiungeva la ricordata longitudine di 18°.01' in Gemelli il Martedì 2 giugno 1265. Dunque Dante ci fa scientificamente sapere di essere nato in questo stesso Martedì 2 Giugno 1265, festa dei santi martiri Marcellino, Pietro ed Erasmo in cui la liturgia cristiana sintetizza anche tutta la personalità e la vita di Dante: l'avere "os et sapientiam", l'essere "tradito" dai fiorentini e condannato all' esilio da Firenze (Convivio, I, III, 4 -6) e, infine, il venire "condannato a morte": "igne comburatur sic quod moriatur" (Michele Barbi, "Vita di Dante", Sansoni, Firenze, 1963, p.19).<br /> A questo punto si attende, per amore della nostra Civiltà, che l’Accademia (e perché no l' "Accademia Nazionale dei Lincei" informata più volte di queste mie scoperte, giudicate più che attendibili, da un suo membro, il Professor Cesare Vasoli), invalidi subito questa mia dimostrazione: ovviamente, se mai Le risultasse sbagliata. Se invece fosse vera, allora avremo che il poeta della Patria, Dante!, sarebbe nato nello steso giorno in cui è nata la nostra patria, la Repubblica Italiana (Domenica 2 giugno 1946). A questo punto cosa potrà pensarne il nostro gentile ed amato nuovo Presidente, On.le Sergio Mattarella (cfr. sull'argomento, lettera inviatami dal Presidente Signor Carlo Azeglio Ciampi in data 12 Giugno 2002 - Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica - Divisione relazione con i cittadini - Prot. AC12L777 - AMM/lt., in risposta all'invio del mio volume inedito dal titolo "Aspetti della critica dantesca durante il Fascismo" di pagine n. 154)...? Vedi anche: Giovangualberto Ceri, "L'astrologia in Dante e la datazione del 'viaggio' dantesco" nella rivista 'L'ALIGHIERI' di Ravenna diretta da Aldo Vallone (n.15, gennaio-giugno 2000, Angelo Longo Editore, Ravenna, 2000, pp. 27 - 57; Giovangualberto Ceri, "Memoria a difesa del 'viaggio' dantesco nel 1301", nella rivista "SOTTO IL VELAME" di Torino dell'Associazione Studi Danteschi e Tradizionali, diretta da Renzo Guerci (n. IV, Giugno 2003, Il leone verde Edizioni, Torino, giugno 2003, pp. 9 - 77); Giovangualberto Ceri, "Dante e l'Astrologia" con presentazione di Francesco Adorno, (ed. Loggia de' Lanzi, Firenze, 1995). Su internet vedi: SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica. Intervista TV di Umberto Cecchi a Giovangualberto Ceri su Canale 10, (YOUTUBE su Google. Copia e incolla LINKEM su Internet): http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.<br /> B - Dalla scoperta dell’esistenza, nella Firenze antico-medievale, di un computo calendariale “ab incarnazione Domini” diverso (cfr. p.e., di Dante Alighieri [?], “Quaestio de aqua et de terra”,in chiusura) da quello fino ad oggi conosciuto, messo comunemente a base dei calcoli, e chiamato semplicemente “stile fiorentino” (cfr. p.e. Adriano Cappelli, “Cronologia, cronografia e calendario perpetuo”, ed. Hoepli, Milano, 1998, p. 7). Tale antico computo, da me fatto rivivere e che ho chiamato “stile antico fiorentino” per distinguerlo dall’altro, sarà in grado di far apprezzare la presenza, nella Divina Commedia, nella Vita Nuova e nel Convivio, di tutta una nuova impalcatura, prima cronologica e poi culturale e teologico-liturgica, come anche di ricalcolare gli anni di morte di importanti personaggi fiorentini presenti nel registro “Obituario”, del XIII secolo, della Cattedrale fiorentina di santa Reparata (segn.1.3.6; cfr. c.41/4 e cfr. anche Francesco Velardi, “I ‘due Guidi’ Cavalcanti e la data di morte del necrologio di Santa Reparata” – in Studi Danteschi fondati da Michele Barbi e pubblicati dalla Società Dantesca Italiana – Volume settantaduesimo, 2014, pp. 239 - 263).<br /> La riscoperta di questo calendario “stile antico fiorentino” farà finalmente anche risaltare quella che fu l’autentica cultura cristiano-liturgica ed astrologico-simbolica del medioevo fiorentino fino a papa Bonifacio VIII. Sì…!, proprio fino a Lui, poiché fu in conseguenza delle sue note decisioni che assistemmo al crollo di quello che, di più vero e fascinante, fu il medioevo. Dunque, idealmente e per comodità, la svolta culturale e mentale, p.e. il passaggio dalla poesia del "Dolce stil Nuovo" a quella "petrarchesca", si ebbe a partire dalla “bolla di chiusura” del primo giubileo papale di fine XIII secolo che vietava espressamente ai Fiorentini di celebrare un loro giubileo, sempre "a Nativitate", ma seguendo il loro calendario "ab Incarnatione", dunque “stile antico fiorentino”: quello, appunto, da me scoperto (cfr. fotocopia allegata: Odorico Raynaldo, “Annales Ecclesiastici”, Jesu Christi annus 1300, Bonifacius VIII PP. Annus 6, - Tomus XIIII, I.W. Friessem, 1692, p. 540). Siccome Dante, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, gravitavano tutti dentro quella cultura fiorentina che poi influenzerà profondamente tutta l'Italia, un cambiamento, una forzatura, dovuto a quella espressamente imposta da Bonifacuio VIII, si potrà capire quanto potrà avere influito sull'insieme. <br /> Sono diversi i punti di volta storico-culturale che potrebbero essere messi a giustificazione del cambiamento di mentalità, degli usi e costumi del periodo di Dante, e cioè del passaggio dal Medioevo di Dante stesso al primo umanesimo di Francesco Petrarca, però il pubblico “divieto” espresso da Bonifacio VIII di celebrare un giubileo, sempre “a nativitate Domini”, in un arco di tempo diverso da quello da lui stesso solennemente stabilito (25 dicembre 1299 – 25 dicembre 1300), è sicuramente da ritenere uno dei fenomeni simbolici determinanti il capovolgimento delle aspettative spirituali ed intime di molti cittadini. Il periodo giubilare diverso e vietato dal sommo Pontefice sarebbe stato posteriore di un anno preciso rispetto a quello da lui solennemente indicato e sarebbe dovuto andare dal 25 dicembre 1300 al 24 dicembre 1301 del nostro computo storico: e Dante avvalora, appunto, proprio questo. La Natività di Cristo da cui iniziare a computare il perdono giubilare sarebbe perciò nei due casi avvenuta sotto un diverso cielo stellato e in differenti giorni della settimana: due problemi che già investono l’Astrologia, scienza del settimo cielo di Saturno, e la Teologia liturgica, scienza del decimo ed ultimo cielo, l’Empireo. Fra Bonifacio VIII che indica Cristo nato di Sabato e Dante che lo indica invece nato di Domenica poiché adotta il calendario “stile antico fiorentino”, di chi la ragione e, quali, appunto, le conseguenze…? Argomento nuovo, scomodo, rigorosamente scientifico ed oggettivo, e per cui averlo disatteso ha giocato non poco e negativamente sul mantenimento, non solo fra gli studenti, ma anche nella nostra società, della nobilissima tensione-intenzione verso la ricerca della verità in ogni campo e, specialmente, in quello Intellettuale. <br /> La Natività avvalorata dal sommo Pontefice corrispondeva infatti al Sabato 25 Dicembre del 1° anno avanti Cristo del nostro computo storico, mentre quella da lui respinta ma accettata da Dante e dal suo medioevo corrispondeva alla Domenica 25 Dicembre del 1° anno dopo Cristo: due date diverse da cui iniziare a computare l'èra volgare, o cristiana. Qui si assume che il divieto del papa, essendo stato perpetuato dai suoi successori, abbia notevolmente contribuito a piegare verso un’altra sponda, un’altra direzione, le antiche intenzioni medievali di vita liturgica e spirituale dei fiorentini, e non solo. Dante però non ci sta, non intenderà piegarsi, anche se sull’argomento nessuno si è mai impegnato a fondo. Dopo averlo qui analizzato, accertato, ed accettato, perché non dovremmo divulgarlo…? Per esempio: la differenza, "a nativitate Domini", fra il computo di Bonifacio VIII e quello di Dante è di un anno esatto, mentre le diverse incongruenze cronologiche presenti nella Divina Commedia sono ugualmente di un anno esatto. Analogamente se adottiamo il Calendario giuliano detto anche "stile comune", cioè a datare dal 1° gennaio. Domanda: che i commentatori abbiano sbagliato l'inizio del computo seguito da Dante...? Non sembra una domanda da dover respingere a priori, come invece molti di loro hanno purtroppo fatto (cfr. allegati). Sarebbe un problema da poco…? Altra domanda: potranno gli uomini politici esigere spiegazioni logiche, convincenti, da parte degli esegeti sui singoli problemi qui sollevati…? Parrebbe che la politica si senta intimidita. Ma allora a cosa serve culturalmente: solo a tagliare nastri…?<br /> C - Dalla scoperta della prossima ricorrenza, nell’anno 2016…!, di un evento liturgico-cristiano-astrologico-calendariale in grado lasciar festeggiare a Firenze, ed in piena ed oggettiva legittimità, il proprio autentico, antico e già ricordato inizio del computo dell’ Èra cristiana: quello invalso, appunto, fino ai tempi di Dante, da lui stesso silenziosamente ed energicamente difeso, e legato al ricordato computo calendariale “stile antico fiorentino”. L’evento del 2016, se accolto, è ipotizzabile che possa anche rilanciare l’approfondimento di alcune latenti e fascinanti realtà e idee dantesche, o gioachimite, o profezie, tutte legate all’esercizio delle scienze ritenute allora superiori ("Astrologia" del VII cielo; "Metafisica e Fisica" dell'VIII cielo; "Morale Filosofia" legata alla "Filosofia di Pittagora" del IX Cielo cristallino acqueo e di Maria; "Teologia liturgica" del X cielo Empireo: cfr. Convivio, II, XV, 12; II, II, 1). Sentenzia inoltre Dante: "Dico che per cielo io intendo la scienza e per cieli le scienze" (Convivio, II, XIII, 2; cfr. anche Vita Nuova, XXXV, 2). Dunque quale anno più adatto da poter festeggiare a Firenze, il 2016...!, di quello che, appunto, ricalcando l’antico inizio dell’Èra cristiana nella nostra città, con Cristo incarnatosi di Venerdì e nato di Domenica, potrà riportare a riconsiderare anche tutte le scienze medievali più alte…? Con quali conseguenze culturali...? Il nostro 2016 storico prossimo venturo avrà infatti, come l'anno 1° dopo Cristo, non solo la festa dell’Annunciazione ed Incarnazione di Cristo cadente di Venerdì, il Venerdì 25 marzo 2016, ma anche il Venerdì Santo cadente in questo stesso giorno Venerdì 25 marzo 2016, mentre la festa della Natività del 25 dicembre cadrà di Domenica, nel giorno del Sole e del Signore Gesù Cristo, la Domenica 25 dicembre 2016. Riporta intelligentemente Corrado Gizzi citando San Cirillo Alessandrino: "Eodem die conceptus est in utero Christus et mortuus in cruce" (Corrado Gizzi, "L'astronomia nel Poema Sacro", ed. Loffredo, Napoli, 1974, vol. II, p.58).<br /> Orbene e per notizia, per i Fiorentini e Dante quest’anno 2016 sarebbe stato il loro anno 2015, cioè in base allo “stile antico fiorentino”, analogamente a come indicare il viaggio della Divina Commedia avvenuto nell'anno 1301 come ho fatto io assai meglio di Filippo Angelitti, corrisponde a indicarlo avvenuto nell'anno 1300 “stile antico fiorentino”, cioè nell'anno di chiusura, a Firenze, del XIII secolo. L’anno 2016 costituisce perciò un’occasione eccezionale poiché liturgicamente rispecchia il 1° anno dopo Cristo di inizio dell’èra cristiana a Firenze se calcolato sul nostro calendario odierno, o storico. Un evento che si ripeterà solo dopo 141 anni, cioè nell’anno 2157: un’occasione che ricorderà ed esalterà perciò anche la mentalità e la liturgia dei canonici siriaci dell’antica cattedrale fiorentina di Santa Reparata, cioè di coloro che, per primi, portarono il cristianesimo nella Firenze pagana. <br /> Orbene, vorrà il Santo Padre papa Francesco, nella sua visita a Firenze del 2015, fare menzione di tale eccezionale e magnificente prossima ricorrenza astrologico-liturgico-storico-fiorentina…?<br /> Vorrà inoltre il nostro nuovo Presidente della Repubblica Italiana, On.le Sergio Mattarella, prendere in considerazione di incominciare a festeggiare insieme tutti gli anni il 2 Giugno, sia la nascita della Repubblica Italiana che quella del poeta della patria, Dante...? Se si troverà un accordo, verrà spezzata una lancia anche a favore di quel Dante e di quel Medioevo che è rimasto fino ad oggi nell’ombra proprio a causa delle decisioni coercitive prese da papa Bonifacio VIII, emblematicamente nell’indire il giubileo di fine XIII secolo. L’opposizione al sommo Pontefice era infatti considerata allora un reato: quello in cui, appunto, a mio avviso incorse Dante per essersi ostinato a voler difendere la spiritualità, la nobiltà d'animo e la Teologia liturgica. Scrive Michele Barbi: “La comune accusa era di baratteria, illeciti guadagni, opposizione al sommo Pontefice e a Carlo di Valois e turbamento della pace in Firenze” (cfr. Michele Barbi, “Vita di Dante”, Sansoni, Firenze, 1963, pp. 18-19) e, da qui, il suo esilio e la condanna a morte: anche per trasmettere ai posteri, a noi, verità qualificantissime che fino ad oggi sono state però ignorate.<br /> Dopo aver elencato queste mie tre scoperte mi viene adesso d’impeto ripensare al mio fruttuoso metodo d’indagine: quasi come in sogno, autobiograficamente, e dunque…? Ma sospendo tutto…!<br /> Gentili lettori,<br /> invierò in seguito, anche per non annoiarvi troppo, la mia esaustiva dimostrazione assommante a più di cento pagine. Meglio se mi verrà richiesta poiché la Vostra curiosità non potrà esseremi che di piacevole conforto.<br /> Distintamente salutando,<br /> Giovangualberto Ceri<br /> Via F. Turati, 30 <br /> 50136 - FIRENZE<br /> tel. 055 - 650.55.37<br /> cell. 333.396.1191<br /> SEGUONO ALLEGATI GRAFICI DIMOSTRATIVI E REFERENZE.<br /> Giovangualberto Ceri - intervista a Canale 10 (prima parte)<br /> L'interpretazione autentica della Divina Commedia sulla base dei numerosi riferimenti astrologici presenti nell'opera.<br /> YOUTUBE.COM<br /> <br /> Giovangualberto Ceri - intervista a Canale 10 (prima parte)<br /> L'interpretazione autentica della Divina Commedia sulla base dei numerosi riferimenti astrologici presenti nell'opera.
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GIORGIO NAPOLITANO va oggi a CASA senza avere onorato DANTE. Male...!!! Perché...??? Eccolo. Il scrissi così il giovedì 22 gennaio 2009 e dunque tanto, tanto, tempo fa.<br /> <br /> L'astrologia in Dante.<br /> <br /> Occupandomi di Astrologia tolemaico-dantesca ho accertato che Dante persona fornisce nella Commedia le coordinate scientifiche celesti per scoprire la data di nascita di Dante personaggio, insomma<br /> del protagonista dell'opera. Da questa data di nascita, se applicata all'incipit della Vita Nuova come dobbiamo, si scoprono poi necessariamente, sia il giorno di nascita di Beatrice personaggio<br /> corrispondente al Venerdì 2 ottobre 1265 festa allora ad libitum dei santi Angeli Custodi, sia il giorno in cui la gentilissima apparve a Dante per la prima volta, Venerdì 2 febbraio 1274 festa<br /> della Presentazione di Gesù bambino al tempio, o della Candelora, in cui la liturgia assegna al fedele il suo Angelo. Il 2 ottobre si legge infatti "Ecce ego mittam angelum meum", mentre il 2<br /> febbraio si legge "Ecce ego mitto angelum meum". Queste tre date sono essenziali per capire il senso dei due personaggi, Dante e Beatrice, poiché esso verrà indicato dalla LITURGIA CRISTIANA<br /> recitata sugli altari nei rispettivi giorni. Questo procedimento astrologico-liturgico non è in Dante un eccezione ma, per le cose da lui ritenute gloriose, costituisce la regola. Lo userà anche<br /> per indicare il giorno certo di inizio e quello della fine del viaggio descritto nella Commedia, eccetera. Egli infatti segue la Bibbia e più precisamente in questo caso il Libro dei proverbi in<br /> cui si ricorda che "Tutto ciò che è glorioso sarà coperto da un velo; ma non c'è nulla di nascosto che non debba essere scoperto, né nulla di segreto che non debba essere conosciuto... e la<br /> scoperta delle cose è della gloria dei re" (25, 2). La data di nascita di Dante personaggio, le due di Beatrice già ricordate, e le due di inizio e della fine della Commedia lui le nasconde, le<br /> copre con il velo della scienza astrologico-liturgiuco-tolemaica, perché le ritiene, appunto, gloriose.<br /> <br /> Le coordinate del giorno di nascita di Dante personaggio si trovano nel c. XXII, vv.110-117, del Paradiso e sono contenute nei seguenti versi:<br /> <br /> "... in quant'io vidi 'l segno / che segue il Tauro e fui dentro da esso. / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco/ tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con<br /> voi nasceva e s'ascondeva vosco / quelli ch'è padre d'ogne mortal vita, / quand'io senti' di prima l'aere tosco".<br /> <br /> Il giorno di nascita assolutamente certo che si ricava da questi versi è il Martedì 2 giugno 1265. Come si fa a ricavarlo?<br /> <br /> Dante afferma di essere nato nel segno che segue il Toro ("Tauro") e perciò per sua dichiarazione sappiamo subito che lui è del segno dei Gemelli. Tale segno a quei tempi, a causa di un eccesso di<br /> intercalazione del Calendario giuliano, era slittato indietro e abbracciava i giorni che vanno dal 14 maggio al 14 giugno (cfr. Profhacii judaei Montispessulani ALMANACH PERPETUUM, tabula solis<br /> prima, 20.v).<br /> Alcuni esegeti commentano che lui è della "costellazione" dei Gemelli, dimenticandosi che lui invece specifica "segno". Questo perché tutti loro, compreso FILIPPO ANGELITTI fino ad arrivare a<br /> Patrick Boyde, non avendo ancora afferrato che Dante anche nella Commedia fa ricorso al fenomeno della Precessione degli equinozi, gli sembra indifferente dire costellazione o segno. In che modo,<br /> oltre che emblematicamente in "Temp'era dal principio del mattino / e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle / ch'eran con lui quando l'amor divino / mosse di prima quelle cose belle" (Inf., I,<br /> 37-40), il Poeta, anche nel caso qui in esame, obbliga il lettore a tener conto del fenomeno della precessione? Gli zodiaci sono intanto due, uno dei segni e l'altro delle costellazioni e non<br /> devono mai venire confusi, cosa che invece nei vari commenti alla Commedia capita spesso di vedere.<br /> Il fenomeno della precessione si misura immaginando fisso lo zodiaco delle costellazioni e mobile quello dei segni. Lo ricorda anche Pietro D'Abano contemporaneo di Dante e forse anche suo amico:<br /> "Ad hunc quidem motum ostendendum ordinavi instrumentum cum duobus zodiacis, mobili ac immobili" (Lucidator, differentia secunda, propter secundum) Ecco perché chi fa confusione fra costellazioni e<br /> segni e immagina anzi che confusione l'abbia fatta anche Dante scrivendo la Commedia, poi finisce per perde la strada per arrivare in porto. Dopo avere identificato oggi quali erano queste gloriose<br /> stelle pregne di gran virtù con cui il Sole di nascita di Dante si sarebbe trovato congiunto, dovremmo anche precessionarle per conoscere che grado in Gemelli occupavano nel 1265.<br /> Queste stelle erano tre e si tratta: a) della stella Polare del glorioso polo di Maria allora situata a 18°.20' nel segno dei Gemelli; b) della stella virtuosior Betelgeuse a 18°.30'; e della<br /> stella Menkalinam a 19°.40'.<br /> <br /> Orbene quale longitudine in Gemelli avrebbe dovuto avere il Sole per doversi trovare in congiunzione con tutte e tre dalla mattina alla sera di un giorno soltanto come afferma Dante? La risposta<br /> scientifica da me trovata è che il Sole doveva avere la longitudine di 18°.01' in Gemelli. E che giorno era quando il Sole raggiungeva a Firenze tale longitudine? Era, appunto, il Martedì 2 giugno<br /> 1265. Il campo della congiunzione astri inferiori (Sole) con astri superiori (Stelle Fisse) è di solito indicato dagli astrologi in 1°.30' - 2° di distanza dal perfetto allineamento. Il 2 giugno<br /> 1265 il Sole, che percorre un grado al giorno, fu più vicino di ogni altro giorno dell'anno al perfetto allineamento con queste tre stelle. Dunque è questa la data scientificamente giusta di<br /> nascita del protagonista della Commedia e della Vita Nuova.<br /> A confermare questa data, poiché Dante fornisce sempre la riprova di quello che ha affermato, ci sono le ricordate date, di nascita di Beatrice e della sua prima apparizione a Dante la cui validità<br /> è confermata dalla liturgia cristiana delle rispettive feste. Se Dante risultasse nato anche un solo giorno prima, o un giorno dopo, da quello da me indicato del 2 giugno, anche le date di Beatrice<br /> relative all'incipt della Vita Nuova (II, 1-2) si sposterebbero di un giorno in avanti, o indietro, perdendo tutto il loro pregnante significato simbolico-religioso in grado di por fine a tante<br /> secolari ed affanose supposizioni. Inoltre Beatrice, che viene da Dante spesso accostata a Venere ("voi che 'ntendendo il terzo ciel movete" - Convivio, Canzone prima), spostando la data di nascita<br /> di Dante, non risulterebbe più nata e poi apparsa a Dante stesso, sempre di Venerdì. Del resto a me risulta scientificamente che sia stata concepita sempre di venerdì e infine la sua anima salita<br /> al cielo, liturgicamente, sempre di venerdì. Essa infatti è stata da Dante fatta concepire (Vita Nuova, XXIX, 2) il Venerdì 26 dicembre 1264 festa di santo Stefano protomartire in cui la liturgia<br /> celebra i profeti; ed è stata poi fatta morire, liturgicamente, il Venerdì 9 giugno 1290 (Vita Nuova, XXVIII, 1). Le quattro date fondamentali di Beatrice, cadendo tutte di venerdì, vengono<br /> anch'esse a confermare tutta questa parte delle mie ricerche astrologico-tolemaiche su Dante. A meno che non si voglia attribuire al caso tutte queste meravigliose coincidenze.<br /> <br /> Di fronte a tanta chiarezza e solennità io chiederei che, gentilmente, almeno la "DANTE SOCIETY OF AMERICA", oppure la "DEUTSCHE DANTE-GESELLSCHAFT", o la "SOCIETA' DANTESCA ITALIANA", o l'<br /> "ACCADEMIA DEI LINCEI", decidessero di voler conoscere meglio i dettagli.<br /> Siccome Dante, il Poeta della Patria, si fa nascere il 2 giugno, cioè lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria, la REPUBBLICA ITALIANA (2/6/1946), da un accertamento definitivo della<br /> scoperta da me fatta si potrebbe arrivare a festeggiare insieme le due ricorrenze. Bisognerebbe però che il SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA On.le GIORGIO NAPOLITANO si facesse promotore<br /> di questo accertamento, se le nostre Università ritenessero che non è importante e che dunque si può soprassedere.<br /> Pubblicato da aBcDeFgH a<br /> <br /> 16.22<br /> 1 commenti:<br /> <br /> aBcDeFgH ha detto...<br /> Commento dell'Autore.<br /> Il blog "L'ASTROLOGIA IN DANTE" pubblicato il giovedì 22 gennaio 2009 è un articolo di Giovangualberto Ceri e ha le sue basi esegetiche in quattro suoi precedenti scritti.<br /> 1) Giovangualberto Ceri, "DANTE E L'ASTROLOGIA" con presentazione di Francesco Adorno, Loggia de' Lanzi, Firenze, 1995.<br /> 2)Giovangualberto Ceri, "L'ASTROLOGIA IN DANTE E LA DATAZIONE DEL 'VIAGGIO' DANTESCO", nella rivista "L'ALIGHIERI" di Ravenna diretta da Aldo Vallone, n.15 - gennaio-giugno 2000, A. Longo Editore,<br /> pp. 27-57.<br /> 3) Giovangualberto Ceri, "DANTE E LA ROMANTICA TESI DEL 'VIAGGIO' NEL 1300", nella rivista "SOTTO IL VELAME" di Torino dell'Associazione Studi Danteschi e Tradizionali diretta a Renzo Guerci,n.<br /> III, luglio 2002, il leone verde edizioni, pp. 30-90. In questo articolo vengono evidenziati gli errori astronomico-astrologici commessi da GRAZIELLA FEDERICI VESCOVINI, sostenitrice del viaggio<br /> avvenuto nel 1300 seguendo gli scritti di CORRADO GIZZI e di BUTI e BERTAGNI. Il viaggio secondo FILIPPO ANGELITTI e GIOVANGUALBERTO CERI è invece sicuramente avvenuto nel 1301, con inizio solenne<br /> per la festa fissa dell'Annunciazione a Maria e Incarnazione di Cristo del sabato 25 marzo 1301 del nostro computo storico che a Firenze apriva il XIV secolo in base all'Antico Calendario stile<br /> fiorentino. Il termine della Commedia sono invece le ore 12-15 della festa mobile del Venedì Santo 31 marzo 1301 e perciò essa termina nel momento solennissimo del "QUOS PRETIOSO SANGUINE<br /> REDEMISTI" (Te Deum, 22). Nessun periodo ipotizzato dagli esegeti in sette secoli possiede questa precisione astronomico-astrologico-liturg
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G
Mons. ENRICO BARTOLETTI, quale profeta, predisse a Giovangualberto Ceri il 3 GIUGNO 1956 (come da prova documentale), che in là con l'età, cioè in futuro, avrebbe scoperto il Giorno di nascita di<br /> Dante personaggio (martedì 2 Giugno 1265) insieme a tante altre date di Beatrice, oltre a tanti altri fatti culturali CAPOVOLGENTI l'idea che oggi abbiamo del MEDIOEVO. DUNQUE:<br /> SU DANTE e DINTORNI in omaggio a quella CULTURA che vuole essere autentica.<br /> Cfr. anche DVD TV CANALE 10, intervista di UMBERTO CECCHI, Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
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N
<br /> <br /> Gentile Signor Giovangualberto Ceri, questa è la giusta collocazione delle Sue scoperte, profetizzate da Mons. Enrico Bartoletti, cioè sotto il suo stemma, ragion per cui  Lei<br /> godrà sempre della sua protezione, ad onta della totale indifferenza a Lei dimostrata dai reggitori del mondo che gira intorno a Dante Alighieri.<br /> <br /> <br /> Riccardo Fontana<br /> <br /> <br /> http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-le-profezie-di-monsignor-enrico-bartoletti-124611248.html<br /> <br /> <br /> <br />