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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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RACCOMANDAZIONI PER PADRE LUIGI ( GINO ) BURRESI

Scusate  la  mia  ignoranza,  ma  secondo  voi  anche  in  Vaticano  c'è  bisogno  di  una  raccomandazione,  per  ottenere  un  qualcosa,  a  cui  si  ha  diritto, ad  esempio  la  revisione  del  processo  contro  Padre  Gino  Burresi ?

Oppure   lì  vige  un  altro  sistema,  differente  da  quello  italiano ? 

 

Comunque,  io   da  un  giorno  all'altro  mi  aspetto  una  mail  o  un  messaggio  sul  blog  "nelsegnodizarri"  da  parte  di  qualcuno,  che   per  rimettere  in  libertà  Padre  Gino  Burresi,  è  capace  di  chiedere  un  riscatto,  da  pagare  in  denaro  o  in  natura,  e  nell'ultimo  caso  non  credo  si  accontenterebbe  di  nature  morte.

 

Di  denaro  non  credo  ne  abbiano  bisogno  in  Vaticano,  perché  è  in  dirittura  d'arrivo  la  beatificazione  di  Papa  Karol  Wojtyla,   seguita  a  ruota  dall'otto  per  mille,  che  ad  esempio  per  l'anno  2009,  secondo  la  fonte,  a  cui  ho  attinto ( 8 X  mille  x  Chiesa  cattolica ),  ha  visto  assegnare  alla  Chiesa cattolica   da  parte  dello  Stato  italiano  967  milioni  e  538  mila  euro,  a  cui  sono  stati  aggiunti  42  milioni  di  euro  accantonati  negli  anni  precedenti  nel  fondo  " a  futura  destinazione  per  esigenze  di  culto  e  pastorale  e  per  interventi  caritativi".

 

Adesso  capisco  perché  il  Papa  Ratzinger,  il  Cardinal  Bertone  ed  il  Cardinal  Bagnasco  non  possono  far  troppo  la  voce  grossa  nè  con  Berlusconi  nè  con  La Russa !

 

Il  punto  debole  della  nostra  Chiesa  è  proprio  la  bisaccia.

 

Per  amore  della  bisaccia  bisogna  che  la  Chiesa  taccia,

o  ancora,

la  bisaccia  lega  alla  Chiesa  le  braccia,

ovvero,

quel  che  la  Chiesa  impaccia  è  la  bisaccia,

o  in  altre  rime,

per  la  bisaccia  la  Chiesa  fa  perdere  ogni  sua  traccia.

Insomma  se  non  è  zuppa 

è  ban  bagnato,

e  nel  ricovero

la  Chiesa  inzuppa

ed   il  povero

è  rassegnato.

 

Non  vorrei  che  in  tutta  questa  storia  dovesse  rassegnarsi  anche  Padre  Gino  Burresi,  perché  l'ho  conosciuto  e  non  mi  sembra  un  tipo  da  far  marcire  in  galera  sino  alla  fine  dei  suoi  giorni.

 

E  allora  cosa  possiamo  fare?  Siate  propositivi !!

E'  fuor  di  dubbio  che  non  fa  al  caso  nostro   l'Avvocato  Azzeccagarbugli,  per  sgarbugliare  la  matassa,  in  cui  è  intricato    Padre  Gino  Burresi.  

A  proposito,  ho  trovato  su  internet  l'identikit  di  Azzeccagarbugli. 

E'  semplicemente  spaventoso. 

 

"DOTTOR AZZECCAGARBUGLI :
Circa
sessant’anni.
Magro.
Alto.
Pelato.
Naso rosso.
Usa la cultura
per arrivare alla
giustizia.
Al servizio dei
potenti.
Avvocato molto
conosciuto.
Privo di propri
ideali.
Aiuta solo i
ricchi.
Non si schiera
dalla parte
della ragione.
Cinico.
Gentile e
cordiale, ma
doppiogiochista
Disorganizzato.
Disonesto.
Molto colto."

 

Se  non  sbaglio,  in  caso  di  revisione  del  processo  contro  Padre  Gino  Burresi,  ammesso  che  riammettessero  l'appello,   entrerebbe  in  gioco  la  Sacra Rota  Romana.

 

"La Sacra Rota è stata fondata nel 1331 ed è un ministero della Curia Romana, oltre a fungere da tribunale ordinario della Santa Sede.
Principamente è un tribunale d’appello che esercita in materia di cause contenziose e criminali comprendendo nella sua giurisdizione gli abitanti di Città del Vaticano ed i fedeli di tutto il mondo." ( Tratto  da  guide  360° ).

 

Credo  che  operi  in  quel  contesto  un  ex - seminarista  di  Padre  Gino  Burresi,  un  certo  don  Roberto  Soprano.

 

Pensate  che  lui  possa  aiutare  il  suo  Padre  Gino  Burresi ?

 

Se  lui mi  leggesse,  lo  prego  vivamente  di  non  abbandonare  colui  che  lo  ha aiutato  a  scoprire  la  sua  vocazione  sacerdotale.

 

Dai  Roberto,  dacci  una  mano,  tu  che  sei  là dentro !!!

Non  te  ne  pentirai  mai,  sai  quanti  amici di Padre Gino  Burresi  ti  ringrazierebbero?

Una  miriade.

E  poi  entreresti  in  azione   per  una  buona  causa.

 

Riccardo Fontana

 

 

 

16/03/2008

Giusto per inquadrare - estratto da wikipedia

Nel linguaggio comune la raccomandazione consiste in una pratica, largamente diffusa in Italia, di segnalare qualcuno con il chiaro intento di porlo in una situazione di vantaggio rispetto ad altri in particolari situazioni (selezioni, concorsi, ecc.).

Ad esempio, Mi manda Raitre segnalò molti casi di raccomandazioni a vantaggio di candidati del concorso per titoli e per esami del 2000, rivolto ad aspiranti insegnanti, supplenti in attesa di cattedra e neolaureati. Caso che rimbalzò sui primi titoli del Times e fece il giro del mondo. In quel caso, si parlò di soprattutto di regali da parte dei raccomandati a membri delle commissioni esaminatrici, spesso consistenti in pellicce e gioielli.

Nella "pratica di raccomandazione" si ravvisano almeno tre soggetti attivi:

  • Il raccomandatore: colui che, sfruttando la propria posizione sociale e il proprio potere, compie l'azione del raccomandare
  • Il raccomandato: colui che gode della raccomandazione e della posizione di vantaggio che ne consegue
  • Il raccomandatario: colui che riceve la raccomandazione e, dunque, la segnalazione del soggetto da favorire.

Il meccanismo "va a buon fine" quando tutti i soggetti coinvolti agiscono di concerto. Spesso le relazioni tra i soggetti qui descritti sono sostenute da trasferimenti di denaro e/o altre prestazioni. Quando la raccomandazione ha buon esito e il canditato è insediato nel posto di lavoro da lui richiesto, può succedere che gli venga segnalato dall'ex raccomandatario un nuovo candidato da favorire, aprendo così una catena che è molto difficile interrompere, ma che finisce spesso per premiare candidati impreparati o inadatti a quella mansione a danno di altre persone che avrebbero i titoli e la preparazione ottimale per accedere, ma che si vedono esclusi a priori dall'accesso. La raccomandazione viaggia spesso attraverso circuiti familiari (nepotismo): un parente può essere favorito da un membro della stessa famiglia che occupa una posizione importante in seno a un istituto della pubblica amministrazione, un ente privato o una struttura confessionale, se in tali istituzioni esistono soggetti in grado e propensi a favorire dei loro protetti e manchi la vigilanza delle instituzioni.

Questa pratica danneggia quindi meritocrazia e l'efficienza, che dovrebbero essere sempre alla base delle assunzioni e della gestione: l'accesso di nuovi assunti non in grado di assolvere ai requisiti richiesti può causare una diminuzione o un danno alla produttività e all'efficienza di una struttura, mentre in molti casi la macchina burocratica della stessa diventa più lenta per la presenza di personale assunto ad hoc in numero eccedente rispetto alle necessità effettive. Talvolta il raccomandatario, se in una posizione molto influente, può addirittura indire un concorso o una serie di colloqui per posizioni per esaudire le necessità del raccomandato.

A sua volta, laddove si manifesta, l'inefficienza della macchina burocratica (personale eccedente assunto senza effettive necessità, leggi errate, conflitti tra leggi regionali e statali ecc.) può rendere molto difficile l'accesso al posto di lavoro da parte del candidato avente i requisiti necessari. I cavilli legali, la lunghezza delle pratiche da espletare, possono creare così una competizione al ribasso che spinga un dirigente poco onesto a risolvere i problemi occupazionali di un candidato particolare piuttosto che di un altro in possesso di titoli uguali o maggiori del favorito.

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