Fogli strappati sopra la tavola
e avanzi di roba da mangiare.
S’è fatta l’una di notte e ancora aspetto
l’ispirazione che tarda ad arrivare.
Come se fosse una bianca colomba
che entri dalla finestra all’improvviso,
sacro uccello che emerge dalla notte,
un uccello del Paradiso.
No, non è l’ispirazione una colomba
e la candela frattanto si consuma.
Il foglio attende d’essere vergato…
Potrei uscire, andare in mezzo ai campi,
attraversarli col buio e con la luna,
aspettare che un gufo o una civetta
mandino il canto, ed ispirarmi a loro…
Ma se esce una vipera dal sasso
io non posso chiamare nessuno,
il podere più vicino è a mille miglia
e il medico condotto non arriva.
Che poeta son io, così fifone!
Eppure guarda –ascolta- qui fuori c’è una pace
che invita proprio a mettersi in cammino:
non è il gorgoglio dell’acqua di ruscello
o il rumore di vento, è un’altra cosa…
Sono gli alberi laggiù, è l’orizzonte,
è l’ignoto che vive in questa quiete.
Il paesaggio è quasi immobile, solo variato
dalle nuvole che, passando,
coprono e scoprono a tratti la luna.
Il canto dei grilli
sale dal letto del fiume,
il canto degli inferi grilli…
Com’è grande questa pace, com’è bella!
Su, un passo, forza, e dopo un altro…
Mia fantasia, perché non ci sei più?
Una volta scorrevi così bella!
Per effetto di un miracolo i pensieri
si riversavano sotto la penna…
Liberi e belli sono i pensieri
ma quant’è bella la vita qui e in paese.
Oh, potendo, se sceglierei quella!
Ma in fondo, perché non potrei?
Forse mi basta solo qualche passo,
questa campagna non chiama ad addentrarsi,
chiede piuttosto di stare sulla soglia.
Il buio non vuol esser penetrato,
solo guardato, lambito di lontano.
Qui non mi giova camminare nella notte,
mi basta fermarmi a respirare.
Come quando, da ragazzo, avanti al mare
mi fermavo, un po’ prima della sera.
Con un giro del capo abbracciavo la costa.
Un attimo, su, un attimo esitante,
e in un profumo di quiete va’ a dormire…
Domattina comprerò le uova.
La catena della bici già l’ho messa.
Devo andare a comprare il giornale.
Mi fermerò in paese, nel mercato
che schiamazza di commenti alle notizie.
E magari telefono a Guido
per andarci a mangiare una porchetta.
Ti vuoi perdere la festa di San Rocco?
Quest’anno magari La traviata
è migliore dell’anno passato
e la tombola finisce a mezzanotte.
Guarda Città Sant’Angelo che bella!
L’hai mai amata prima così tanto?
Lascia i tuoi fogli, forza, e va’ a dormire.
L’ispirazione ritornerà!
Giorgio Galli