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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI - BALBUZIE : E' ORA DI GUARDARLA NELLE PALLE DEGLI OCCHI


www.salus.it/balbuzie-c47/balbuzie-e-contatto-oculare

 

Balbuzie e contatto oculare

 
Balbuzie e contatto oculareLa balbuzie evoca reazioni fisiologiche in chi osserva e adesso uno studio analizza attentamente lo sguardo dell’osservatore.
Le persone che balbettano sono spesso coscienti che i loro sforzi nel pronunciare quella parola che non viene fuori evocano reazioni nei loro ascoltatori. La comunicazione viaggia attraverso le parole, i toni della voce ma anche attraverso gli sguardi. Un recentissimo studio all’università del Tennessee (Bowers AL, Crawcour SC et al. - 2009 Jun 28) ha analizzato, al contrario di come ci si aspetterebbe, non lo sguardo del balbuziente, ma quello del suo interlocutore. Dodici studenti normofluenti di un college hanno osservato e ascoltato tre video di un adulto che balbetta e, in seguito, altri tre di un adulto che parla fluentemente. Sono stati registrati i movimenti delle pupille e mappati così da verificare quali zone del viso venivano puntate: occhi, naso e bocca.

I risultati hanno mostrato che i partecipanti hanno fissato il 39% in più del tempo gli occhi del normofluente rispetto a quelli del balbuziente.
Inoltre mentre osservavano il video del “parlato balbettato”, i partecipanti hanno evitato di incrociare lo sguardo più spesso e hanno fissato il 45% in più del tempo il naso del parlante rispetto al video del “parlato fluente”.
Quindi i partecipanti hanno in prevalenza evitato di guardare negli occhi l’interlocutore se egli balbettava.
Le motivazioni possono essere svariate: sarà per non mettere in imbarazzo chi balbetta o perché la balbuzie fa perdere l’interesse per il discorso. Ma, indipendentemente dal perché succede questo, l’evitare lo sguardo può essere un segnale visibile, che informa la persona che balbetta che c’è qualcosa che non va nell’interazione e quindi, può contribuire a indurre emozioni negative in lui, un feedback negativo che potrebbe trovare origine nel sistema dei neuroni specchio.
“Mantenere il contatto oculare è sintomo di una buona capacità di ascolto, comunica infatti il messaggio “mi interessa quello che dici, ti sto ascoltando”. Gli sguardi evitanti, per esempio di un genitore, possono quindi giocare un ruolo nelle future interazioni di chi balbetta contribuendo allo sviluppo di velate strategie per nascondere il disturbo”- è il commento di Enzo Galazzo, che tiene corsi di comunicazione per balbuzienti, che continua - Un buon contatto oculare durante la conversazione è una manifestazione di apprezzamento che chi ha a cuore il benessere di chi balbetta non può ignorare. In generale, è buona norma, mantenere il contatto con il nostro interlocutore per circa il 70% della comunicazione, di più al contrario si rischierebbe di essere invadenti.

 

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youtube.com14 mar 2012 - 4 min - Caricato da MrJohnnyB31
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