Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI - GESU' :"ALBERTO, PASCI LE MIE PECORE ! PAPA BENEDETTO XVI NON MI AMA E PENSA SOLO A PASCERE SE STESSO"

Monday 4 july 2011 1 04 /07 /Lug /2011 21:02

  

Carissimo  Alberto, 

 

ora  che  ti  conosco  un  po'  di  più,  avendo  ascoltato   i  tuoi  messaggi  trasmessi  by dispensertv in  occasione  del  Natale  2008  e  del  Natale  2010,  ti  vorrei  dire  che  sentendo  l'ultima  parte  del  tuo  messaggio,  mandato  in  onda  in  occasione  del  Natale   2008,   mi  hai  profondamente  commosso,  facendomi    piangere  di  commozione.

Sembra  di  sentire  qualche  discorso  di  Papa  Giovanni  XXIII.  Chi  ti  conosce  più  di  me  potrà  dire  se  sbaglio  nel  mio  giudizio.

Caro  Alberto,  sicuramente  anche  tu  avrai  già  fatto  molto  per  Padre  Gino  Burresi.

Io  ti  conosco  da  due  giorni  e  mi  sembra    di  conoscerti  già  da  una  vita.

Perdonami  se  ti  parlo  così,  un  po'  da  folle.

Io  sono  una  persona  un  po'  strana  e  passo  facilmente  dagli  entusiasmi  alla  malinconia,  ma  credo  di  voler  sempre  sforzarmi  di  essere  sincero  ed  anche  quando  ho  degli  scontri  con  qualcuno,  poi non  vedo  l'ora  di  rappacificarmi.  Ecco  perché  mi  hanno  commosso  le  tue  parole  pronunciate  nel  messaggio  natalizio  dell'anno  2008.

Tu  ti  rivolgi  a  quella  parte  vulnerabile  ed  incontrollabile,  insita  in  ognuno  di  noi,  che  possiamo  far  diventare  buona  o  cattiva  nei  rapporti  interpersonali.

Quando  hai  parlato  di  un  amico  dimenticato,  ho  pensato  a  Padre  Gino  Burresi,  che  si  sente  un  po'  dimenticato  dalla  Chiesa.

Credo  che  tu  puoi  fare  molto  per  la  sua  riabilitazione.  Io  credo  in  te.  E  tu  credi  in  me ?

 

Ti  abbraccio  fraternamente 

 

Riccardo  Fontana

 

Commenti

No, no, no! Io non conosco Mons. Alberto Silvani. A parte il Bartoletti, di cui con il silenzio dei "media" si è deciso di oscurarne la figura, io non sono stato amico di altri vescovi. Di Mons. Bartoletti ero invece il suo primo e più grande amico, così penso. E non solo perché lui mi disse una volta che "i suoi veri amici si contavano solo sulle dita delle mani e, forse (aggiunse), di una mano sola", ma inoltre anche perché credo di essere stato, in pectore, anche il suo intimo Segretario, per quanto sbagliato, o sballato, e dichiaratomi anzi lui anche "traditore". Da tale accusa credo però di essermi riscattato telefonando a don Alessandro Campani della pubblicazione delle lettere di don Milani allo stesso Bartoletti datate 10 settembre 1958 e 1 ottobre 1958, a cura di Massimo Toschi (1994). Ho poi conosciuto solo l'Agresti e l'Ablondi. Io, gli altri vescovi, li conosco solo per sentito dire. Quando però venne per Natale a Firenze Paolo VI, nei 1966 ai tempi dell'alluvione e io ero già da allora schierato e incazzato per gli APPALTI e la CORRUZIONE e le TANGENTI sul Dazio a Firenze e a Palermo, papa Montini, uscito dopo le funzioni dalla Basilica di Santa Croce, in piedi sulla macchina quando mi vide da lontano fece fermare l'auto per parlarmi. Mi trovavo a sinistra guardando la facciata e all'altezza del monumento di Dante che, allora, si trovava al centro della piazza, con tutti i riflettori addosso che ancor oggi mi accecano. Rifiutai recisamente il dialogo col Pontefice per una serie di motivi complicati, però mi rafforzai nell'idea che, in seguito, avrei fatto importanti scoperte su Dante e sul medioevo, che il Bartoletti sarebbe stato il suo grande amico, e che quell'eroico rompipalle di don Lorenzo Milani, proprio a causa di quel silenzioso momento, avrebbe finalmente avuto il successo che lui stesso si aspettava. Come vede, Caro don Gino Burresi, è chiaro che sto delirando. Tuttavia mi piace, anche perché mi giunse dalla Germania (TV) una lettera in cui un amico aveva notato il tentativo di Montini di parlare con me. Quando andai a Roma, nel 1974, a trovare il Bartoletti, mi volle anche ricordare che la mia previsione scritta, che lui sarebbe diventato grande amico di Paolo VI, si era avverata, ma poi cambiò subito discorso, fortunatamente. Una volta mi risposte assai cordialmente anche il Card. Martini e un'altra il Card. Biffi: per me stanno bene insieme tutti e due, anche se qualcuno ne sottolinea troppo le differenze. Io li credo ancor oggi entrambi attratti dalla "linea bartoletti" alla C.E.I.
In seguito all'invio dei miei volumi mi hanno risposto, mandandomi la loro amata Benedizione Apostolica, anche il Sommo Pontefice Karl Wojtyla e J. Ratzinger, però non hanno avuto il tempo, così credo, di dire, o di fare appurare, che io, su Dante e sul Medioevo, ho pienamente ragione. Non credo sia stato perché pensano che non convenga alla Chiesa sottolineare questa verità poiché la VERITA', secondo il Vangelo, ad Essa conviene sempre, alla fine.
Sono invece in questi giorni rimasto molto dispiaciuto che il degnissimo e stimatissimo Cardinale DIONIGI TETTAMANZI di Milano abbia accettato di passare fra gli Emeriti insieme a Martini, senza esigere di NOMINARE LUI STESSO DI PERSONA IL SUO SUCCESSORE. Pare arrivi a Milano il Patriarca di Venezia SCOLA. Speriamo che lui abbia ancora in mente l'impostazione culturale del Bartoletti quando il Bartoletti stesso si fece nominare da Paolo VI a seguire COMUNIONE E LIBERAZIONE, al fine che non deviasse. Questa associazione non avrebbe dovuto essere infatti, per me, quella che è oggi. Secondo la mia personale sensibilità, quale partecipante, con molti forse e per interposta persona (il Bartoletti) al CONCILIO VATICANO II, l'amatissimo e stimatissimo Cardinale TETTAMANZI, data la situazione attuale, avrebbe dovuto prendere il sacerdote, o il laico, per lui più adatto e degno a succedergli e, in segreto, avrebbe dovuto consacrarlo vescovo, e poi mettere nella sua corrispondenza privata una sua dichiarazione notarile dell'avvenuto e della sua personale volontà: così sarebbe stato rispettato lo spirito del CONCILIO VATICANO SECONDO, almeno secondo il mia personalissima opinione.
Ho detto cose sbagliate, o inopportune? Ma tanto presto noi del 1937 siamo morti e tutto verrà sepolto.
Firenze, 5 Luglio 2011

GIOVANGUALBERTO CERI
Commento n°1 inviato da Giovangualberto Ceri il 5/07/2011 alle 11h17

Caro Giovangualberto, Lei non dice mai, a mio avviso, cose sbagliate o inopportune. Lei dice  solo quello che pensa, perché è sincero e un giorno la Sua sincerità sarà premiata. Se Lei non ha tanta fretta di morire, lo vedrà coi propri occhi, non appena Padre Gino Burresi verrà riabilitato.

Riguardo a Mons. Alberto Silvani, mi azzardo adesso io a fare una previsione scritta, che io  diventerò grande amico di un futuro Papa, l'attuale  Mons. Alberto Silvani, che sceglierà il  nome  di Celestino VI, quando salirà sul Soglio Petrino e sarà il Papa,  che la teologa Adriana Zarri ha sempre sognato. Spero che anche Lei, Giovangualberto, sarà presente in Piazza San Pietro quel giorno e piangeremo insieme dalla commozione.

Riccardo

Risposta di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana il 5/07/2011 alle 12h40
Ma io ho una grande paura, per lui stesso, del futuro e prossimo "Papa Nero", mi ricorda SEVERINO BOEZIO. Mi sembra di non dovere aggiungere altro. Grazie per l'invito in San Pietro, per allora. F.to Giovangualberto Ceri
Commento n°2 inviato da Giovangualberto Ceri il 6/07/2011 alle 01h50
Caro Giovangualberto, ho dovuto rivolgermi a wikipedia per rinfrescarmi le idee sulla persona di Severino Boezio.
E piacevolissima è stata la mia sorpresa nell'apprendere che anche costui si è confrontato con il problema della natura umana e della natura divina di Gesù Cristo, tema a me molto caro.
Forse oggi sto delirando io ma sebbene io non sia un teologo, sono convinto che la natura umana di Gesù sia preponderante rispetto alla Sua natura divina, che io ridimensionerei dimolto, per avvicinare di più il Cristo all'uomo ed al peccato. Qualora fosse ridefinita la teologia cristologica e trinitaria in questo senso, il Papa non avrebbe nemmeno più tanti ostacoli ad accettare la teologia della liberazione. E secondo me il Cristianesimo fallirà, fintantoché avrà il sopravvento l'immagine di un Cristo troppo Dio e troppo poco uomo.
Non so se Severino Boezio sia stato martirizzato per questo o per qualche eresia, non ho approfondito.
Anzi, Giovangualberto, se non Le causa disturbo, in uno dei Suoi prossimi interventi, mi farebbe molto piacere Lei mi facesse una lezione su Severino Boezio, sui nessi col Papa Nero e sulla Sua personale opinione riguardo alla dottrina cristologica inerente alla Persona ed alle due nature umana e divina di Cristo. Credo che la questione non sia solo di pertinenza dei teologi ma anche di uomini sensibili come noi al problema della sofferenza nel mondo, che mal si concilia e poco si risolverà, secondo me, insistendo sulla linea di un Gesù troppo Santo e troppo poco uomo e peccatore.
Se il futuro Papa Celestino VI rimettesse mano a detta questione teologica, son convinto che ne deriverà un beneficio per il mondo intero. Aveva ragione Adriana Zarri quando diceva che Gesù Cristo è stato poco compreso dalla Chiesa.
Riguardo alle preoccupazioni, che Lei, Giovangualberto ha manifestato, suppongo si riferisse a Mons. Alberto Silvani, quando diventerà Papa.
Beh anche Papa Lino, proveniente dalla diocesi di Volterra come il vescovo Alberto Silvani, fu coronato col martirio. Non so se Alberto Silvani avrebbe la forza di affrontare il martirio, perché lo vedo un po' timoroso, ma Dio gliene darebbe sicuramente la forza.
Riccardo
Tratto da wikipedia
Sono quattro gli scritti boeziani che trattano di questioni teologiche: il Contra Eutychen et Nestorium, o De persona et duabus naturis in Christo, dedicato a un diacono Giovanni, che potrebbe essere il futuro Papa Giovanni I, fu composto nel 512 come contributo al controverso dibattito sulla persona e sulla natura, umana e divina, di Cristo.

Eutiche sosteneva l'esistenza in Cristo di una natura divina in una persona divina, mentre Nestorio, sostenendo l'identità di persona e natura, sosteneva che Cristo avesse avuto due nature, una divina e una umana e perciò anche due persone, una divina e una umana. Boezio si preoccupa innanzi tutto di chiarire i significati delle parole, affinché non si creino contrasti dovuti a semplici fraintendimenti. Distingue tre diversi significati del termine «natura», natura come «predicato di tutte le cose esistenti», natura come «predicato di tutte le sostanze corporee e incorporee» e natura come «differenza specifica che dà forma a qualsiasi realtà»; definisce poi con "persona" una «sostanza individua di natura razionale» riferibile agli uomini, agli angeli e a Dio.

Scrive infatti (Contra Eutychen, 2, 3): «la persona non si può mai applicare agli universali, ma soltanto ai particolari e agli individui: non esiste infatti la persona dell'uomo in genere o dell'uomo in quanto animale. Pertanto se la persona appartiene soltanto alle sostanze e soltanto a quelle razionali, se ogni natura è una sostanza, e se la persona sussiste non negli universali ma soltanto negli individui, essa si può così definire: "la sostanza individua di natura razionale"».

Ma Boezio non pretende di aver dato una parola definitiva sulla controversia: occorre che sia «il linguaggio ecclesiastico a scegliere il nome più adatto»; per quello che lo riguarda, egli dichiara di non essere «tanto vanitoso da anteporre la mia opinione a un giudizio più sicuro. Non è in noi la sorgente del bene e nelle nostre opinioni non vi è nulla che dobbiamo preferire a ogni costo; da Colui che solo è buono derivano tutte le cose veramente buone».
Commento n°3 inviato da Riccardo il 6/07/2011 alle 09h33
www.youtube.com/watch?v=8kp21ZAKW704 min - 21 feb 2010 - Caricato da luigigithebest94

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post