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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI - GIOVANGUALBERTO CERI E IL MOVIMENTO SECESSIONISTA FIORENTINO

 

 

Monday 18 july 2011 1 18 /07 /Lug /2011 13:04
Giovangualberto Ceri

“Dante e La politica oggi”
Lettera Aperta.

- Al Signor Sindaco del Comune di Firenze Matteo Renzi – Palazzo Vecchio.

- E p.c. ad altri, e all’On.le “The Nobel Foundation” - Literature – Box 5232, SE – 102 45 Stockholm – Svezia.
Firenze, oggi domenica 24 Giugno 2012 festa, ma non da sempre, di san Giovanni Battista patrono della città di Firenze: questo anche perché contro il volere del cielo, e di Dante (Inf., XIII, 143 – 150; Par., XVI, 46 – 48; Par., XIV, 103 – 108). Il problema già potrebbe essere dantesco, politico, ed attuale. Ma non fermiamoci qui.
Premessa introduttiva.
Monsignor ENRICO BARTOLETTI, il grande amico di papa PAOLO VI, “il Traghettatore della Chiesa in Italia dopo il Concilio Vaticano II”, in data 3 Giugno 1956, su sua inaspettata e sorprendente iniziativa volle regalarmi, con solenne dedica sul frontespizio il libro di ALFONSO GRATRY, “La sete e la sorgente” (Società Editrice Internazionale, Torino, 1949) profetizzandomi che, in vita mia, avrei fatto scoperte su Dante e sul suo medioevo paragonabili a quelle di HEINRICH SCHLIEMANN su Troia e la civiltà micenea. L’idea gli era venuta in mente il giorno prima, il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana e giorno di nascita di Dante personaggio da me scoperto, appunto, successivamente proprio come lui mi aveva profetizzato. Superfluo ricordare che fino ad oggi, nonostante tutti i miei sforzi, nessuno ha progettato di unire la festa della nascita della Repubblica Italiana alla festa della nascita del Poeta della Patria, Dante. Ma potrebbe essere un sintomo dei nostri guai politico-culturali.
Il Bartoletti credo abbia fatto anche ad altri delle rivelazioni sul loro futuro, ed anche a qualcuno di Lucca, per cui avendo detto io adesso di quella, tanto positiva, fatta a me penso di non passare per matto. Finalmente io ritengo di aver raggiunto quelle importanti verità che il Bartoletti mi aveva preannunciato: però, diversamente da Schliemann, non mi vengono riconosciute ed è questo è il punto, il primo motivo, che cercherò di spiegare, per cui scrivo questa lettera inviandola anche a Stoccolma. Voglio battere i piedi per farmi sentire, per chiedere aiuto, cioè un appoggio ai responsabili della cultura letteraria e della politica e, tutto ciò, lo faccio semplicemente perché ho ragione. La mia è su una questione importantissima e dunque coinvolgente lo sviluppo della nostra cultura e civiltà. Le mie scoperte, anche solo enumerandole, dovrebbero apparire al lettore, per quanto non specializzato, intuitivamente così chiare, ragionevoli e rivoluzionarie, affascinanti anche sotto il profilo della LITURGIA CRISTIANA, da sorprenderlo. E questa sorpresa non solo nel vedere che le varie UNIVERSITÀ DEGLI STUDI se ne lavano le mani, ma anche nel constatare che nemmeno nei SEMINARI DIOCESANI della nostra Chiesa cattolica c’è una mentalità aperta ad apprezzarle. Quasi che la possibilità di ridestare un interesse per la nostra SACRA LITURGIA CRISTIANA approfittando di quello grandissimo mostrato da Dante in base a queste mie scoperte, fosse un problema da buttare dalla finestra.
Afferma Dante che la SACRA TEOLOGIA LITURGICA è così piena di tutta pace da non tollerare lite alcuna di argomentazioni (Convivio, II, XIV, 19; Convivio, II, XIII, 8). Essa cioè non tollererebbe, a questo suo più alto ed ultimo livello scientifico-medievale in cui si trova ubicata, di dover eventualmente sopportare la presenza, soprattutto, della SACRA TEOLOGIA RAZIONALISTA piena di argomentazioni logico-dialettiche stimolanti i distinguo e la disputa, per non dire incoraggianti una guerra di religione. Le guerre non possono essere fatte in presenza dell’ultima e più alta scienza, poiché assolutamente pacifica, e perciò essa sarebbe anche un antidoto per debellarle. E pensare che per tanto tempo, e cioè fino al momento in cui il caro professor CESARE VASOLI non indicò, per “Teologia” dantesca, il Vangelo, quando gli esegeti si trovavano d’avanti questo termine scientifico-medievale-dantesco di “Teologia”, per un malinteso omaggio alla teologia di san Tommaso d’Aquino, intesero proprio la sacra Teologia razionalista: ossia un atteggiamento della mente che mai avrebbe dovuto qualificare il decimo cielo Empireo, il domicilio che la Santissima Trinità, il Padre, il Bene, ha eletto per se stessa. E pensare che anche il CONCILIO VATICANO II già aveva visto nel possibile risveglio dei cristiani alla SACRA TEOLOGIA LITURGICA (Costituzione conciliare SACROSANCTUM CONCILIUM sulla sacra liturgia – 4 dicembre 1963) la strada maestra per uscire dallo stato spirituale ipotensivo, di stallo, in cui si trova da tempo la cristianità. La Teologia razionalista è anche idonea, per l’intenzione da cui è mossa, ad alimentare l’idea di una supremazia del cristianesimo rispetto altre religioni le quali perciò sono spinte ad uno scetticismo verso le nostre reiterate e discorsive dichiarazioni di pace. Se noi, dopo aver celebrato con un rito, con un inno e con un canto, le nostre feste liturgiche, dimostrassimo di venir fascinati anche dalla sacra Teologia liturgica delle altre religioni compresa quella pagano-classica proprio così come sapientemente insegna Dante, avremmo già fatto un grosso passo in avanti verso la pace, verso quell’ “Uomo planetario” alla idealizzazione razionale del quale, con tanto impegno anche politico, si era dedicato padre ERNESTO BALDUCCI.
Dante dimostra, con spirito conciliare, di accogliere anche la liturgia pagana nel momento in cui accetta che il rito della sua “Sottomissione alla Grazia divina” venga indicato da un pagano, suicida e favorevole al divorzio coniugale, Catone l’Uticense, e celebrato poi da un altro pagano e famoso saggio, Virgilio (Pur., I - GIOVANGUALBERTO CERI, “L’astrologia in Dante e la datazione del “viaggio” dantesco”, nella rivista “L’Alighieri” di Ravenna diretta da Aldo Vallone – n. 15 – gennaio – giugno 2000, Angelo Longo Editore, Ravenna, 2000, pp. da 27 – a 57). E il fatto che il cristianesimo possa riuscire a subordinare completamente ogni sua altra lodevole attività ed aspettativa, anche caritatevole, di pace e socialmente utile, all’intonazione di un inno e di un canto alla Divinità insieme alle altre religioni, è l’unica via empirico-intuitiva che può condurre alla pace interiore e nel mondo: in quanto tale via è immediatamente rivelatrice della presenza di una evidente e profonda intenzione orientata alla Comunione con tutti. Così la pensava anche padre GIOVANNI MARIA VANNUCCI (cfr. G. Vannucci, “Il libro della preghiera universale”, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1978). Il Balducci e il Vannucci, due toscani vissuti a Firenze che, per due strade diverse che andrebbero riunificate, cercarono di affermare il principio teologico-liturico-evangelico-dantiano della pace. La poesia del Nostro, se colta nella sua autentica realtà, ma questo potrà avvenire soltanto per convalida delle mie scoperte, a questo punto dobbiamo reputare che possa contribuire ancor oggi alla pace nel mondo e alla sua elevazione spirituale proprio per l’importanza che il Poeta riserva alla liturgia. Dunque quale ultima e più alta scienza, o superiore istanza, sia pur di carattere soggettivo ed intimo. Le conseguenze politiche in questo caso discenderebbero dall’alto, dal cielo.
È di tutta evidenza che quella sacra Teologia liturgica che Dante sapientemente incoraggia per arrivare a por fine ad ogni lite e discussione dovrà oggi scoprire anche una nuova armonia poetico-musicale e sapienziale: per intendersi, sulla scia, per esempio, di quella inaugurata dal Maestro della Cappella Sistina, LORENZO PEROSI, nonché sulla scia anche delle raccomandazioni di THOMAS MERTON il quale così scriveva: “Il prevalere della cattiva arte cosidetta “sacra” costituisce un grave problema spirituale, paragonabile, per esempio, al problema dell’inquinamento dell’aria in alcuni nostri grandi centri industriali. Gradire la cattiva arte sacra e sentirsi da essa aiutati nella preghiera, può essere un sintomo di disordine spirituale, magari inconsapevole e del quale si potrebbe anche non essere personalmente responsabili . Il male è però qui, ed è contagioso!” (Thomas Merton, Problemi dello spirito, Milano, Garzanti, 1960, p. 185). E si tratta sempre di un volume consigliato dal fiorentino mons. Enrico Bartoletti (nato a Carraia, sulla strada per le Croci di Calenzano un tempo entro il territorio di Firenze, e cioè là dove andava a raggiungerlo spesso, quando il Bartoletti c’era, don LORENZO MILANI Priore della vicina parrocchia di San Donato).
In Dante, per poter arrivare a stabilire quei giorni strategici, fondamentali, da lui indicati, come quello della festa odierna del 2 febbraio 2012 della presentazione di Gesù bambino al tempio in braccio alla Madonna, in cui la solennità e specificità di ciascuna festa liturgica sarebbe esplicativa del senso da attribuire al fenomeno, o al personaggio, è però necessario avvalersi, a monte, dell’astronomia-astrologia di CLAUDIO TOLOMEO. Per la difficoltà e complessità della materia per quanto attiene alle nostre Università degli Studi, e per la sua peccaminosità per quanto riguarda gli insegnamenti impartiti nei Seminari Diocesani della nostra Chiesa cattolica (cfr. CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, Divinazione e Magia – n. 2116 - Astrologia – Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1992, p. 527), questa stessa materia astronomico-astrologico-tolemai
Commento n°5 inviato da Giovangualberto Ceri ieri alle 19h15  
► 3:52► 3:52
youtube.com29 mar 2010 - 4 min - Caricato da kofdan59
 
 
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G
Chi conosce una VERITA' riguardante l'evoluzione di coscienza dell'Umanità e la nasconde, o la deride, commette un PECCATO CONTRO LO SPIRITO che sarà difficilmente perdonato e che attira la<br /> MALEDIZIONE.<br /> <br /> Un esempio...???<br /> <br /> Scrive Papa FRANCESCO: «Oggi, si pensa che dobbiamo essere come tutti, dobbiamo essere più "normali", come fanno tutti, con questo progressismo adolescente. Questo si chiama apostasia, adulterio!<br /> Non negoziamo infatti solo alcuni valori ma la stessa fedeltà al Signore. Il Signore ci salvi dallo spirito mondano che negozia tutto, non solo i valori ma anche la fede». (Papa Francesco il 18<br /> novembre 2013).<br /> <br /> RISPONDO. Io non me la sento di riferirmi a quello che scrive il nostro amato Papa FRANCESCO. Me la sento però di riferirmi al comportamento dei suoi due predecessori: Papa WOYTJLA e a Papa<br /> RATZINGER. Per loro sarebbe stato bene che noi credessimo a quello che loro stessi dicevano. Ma come si fa a credere a qualcuno che ti dice credi in quello che io dico, quando quello stesso che te<br /> lo chiede ha in mano, è a conoscenza, delle verità importanti per la cultura cristiana e le tiene nascoste? Io inviai le mie scoperte su Dante e i miei lavori sul Medioevo , sia a Papa Woytjla che<br /> a Papa Ratzinger ed entrambi mi risposero impartendomi la BENEDIZIONE APOSTOLICA: dunque le avevano lette. Io sono sicuro che le mie scoperte su DANTE e sul suo medioevo sono VERE ed<br /> IMPORTANTISSIME per l'AVVENIRE DELLA CRISTIANITA', però il VATICANO NON HA MAI FATTO NULLA PER DIVULGARLE, MENTRE IO SONO NESSUNO. Cosa concludere di uno che ti dice ascoltami e quando tu gli<br /> riveli una verità ineccepibile e decisiva lui si volta da un'altra parte? Ecco intanto un assaggio in DVD di questa mia VERITA'. Giudichi il lettore se non merita di essere messa sotto<br /> osservazione. Invece l'hanno buttata dalla finestra.<br /> <br /> Cfr. DVD TV CANALE 10, intervista di UMBERTO CECCHI, Google e YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
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G
Papa FRANCESCO sta tentando di fare meglio il papa dei suoi predecessori per il semplice fatto che ha capito di più di loro. A quanti si aspettavano un papa con un'ampiezza di coscienza uguale, o<br /> minore, dei suoi predecessori, è normale che questo papa gli sembri che non stia facendo il papa: perché vede più lontano. Dante dice che, da quando è scomparsa la linea spirituale, profetica ed<br /> ascetica, portata avanti da papa CELESTINO V, cioè PIETRO DAL MORRONE, il Vaticano fa acqua e l'Umanità si disvia: e sono sette secoli!!! Noi siamo stati abituati da sette secoli a questo genere di<br /> papi culturalmente scontati e psichicamente ben rodati. Se vogliamo ritornare a quello che sostiene Dante è chiaro che il papa dovrà essere diverso, e se diverso, potrebbe sembrare che non stia<br /> facendo il papa. E' questo il punto...? A maggiore chiarezza riporto come dal medioevo di san Franesco, di Celestino V e di Dante, siamo arrivati all'Umanesimo e all'età moderna e a Giacomo<br /> Leopardi, e dunque a questo genere di vaticano e di papi. Parto da quello che scrive in mio amico PIERO FAVINI che mi scrive questo: "Il Cardinal Scibilia (G.R.) è troppo pieno di sè per<br /> ascoltarti, egli ama moltissimo il poeta Mario Luzi e Francesco Petrarca...".<br /> IO GLI HO RISPOSTO: "Ma Pierino...!!! Con questo commento inerente i difetti del Luzzi petrarchesco dimostri di essere ancor più un genio. Cosa hai mangiato ieri sera? Chiarisco meglio anche perché<br /> quello che tu hai mangiato ieri sera io lo mangiò ogni primo venerd' del mese. Il Petrarca simboleggia infatti, o sintetizza, tutto quello che del Medioevo era degno di poter rimanere in piedi<br /> secondo il punto di vista dell'attività dell'Inquisizione medievale, di Pietro da Verora, di Bonifacio VIII e di tutti i suoi successori. Dunque ben poco, o quasi nulla, rimase in piedi del<br /> medioevo dopo Dante. Il Petrarca cos'ha di medievale? Nulla. Eppure Dante era morto quando il Petrarca aveva già diciassette anni. Roba da matti!!! Qui c'è stata una grossa violenza. Il Medioevo<br /> venne dunque disarcionato da questa pretesa ontologica, su base coattiva, della Chiesa. Non lo dice nessuno poiché hanno la vista corta. Non è facile infatti averla lunga nemmeno quanto il proprio<br /> naso, e il Luzzi è uno di questi. L'atteggiamento repressivo della Chiesa rafforzatosi con Pietro da Verona e Bonifacio VII ebbe pieno successo e quasi tutti diventarono alla fine petrarchisti:<br /> dunque per essere il linea con quello che di repressivo la Chiesa pretendeva dalla cultura e dalla letteratura. Si tratta di uno stato d'animo, di un atteggiamento, quello inaugurato con<br /> l'Umanesimo e con il Petrarca, che è analogo, sotto il profilo dell'ontologia vissuta, p.e., a quello di Giacomo Leopardi. E' un atteggiamento venuto fuori in conseguenza della COMMITTENZA,<br /> assolutamente imprescindibile, della Chiesa rispetto a cosa dover pensare e a come poter vivere, e tutto questo soprattutto a partire dalla morte di quel papa Celestino V che aveva costituito per<br /> Dante una enorme speranza, l'unica possibile, perché il medioevo rimanesse in piedi. Come la Chiesa indicava ai pittori, a Giotto e a Masaccio p.e., quali soggetti dipengere, è un fenomeno<br /> culturale ben conosciuto!!!, così in letteratura e nella poesia essa faceva altrettanto: pretendeva quale atteggiamento fosse tollerabile, da premiare, fra i cittadini, e quale invece da escludere<br /> e condannare. Quello di Dante e degli Stilnovisti, p.e., rientrava sicuramente fra quegli atteggiamenti da escludere e da condannare, comunque da non dover più tollerarare: tanto è vero che, anche<br /> ai miei tempi, nel 1950, la VITA NUOVA di Dante nei Seminari Diocesani era vista con molto sospetto ed esclusa. Quindi, da dopo Dante in poi, se veniva accettata la COMMITTENZA ECCLESIALE, e come<br /> avrebbe potuto essere diversamente...? cioè se veniva accettato il campo limitativo delle pretese soggettive indicate dalla Chiesa, essa allora lasciava liberi i poeti di creare a loro piacimento.<br /> Ed è così che si aprì l'Umanesimo, magari all'insaputa di molti, e anche di molti di noi. Il Petrarca è il primo esempio di "rinnovamento", cioè di autentica castrazione: e meriterà per questo un<br /> premio letterario. Perché no..? Lo avrebbe voluto anche il Luzzi per Stoccoma? A me Mario Luzzi mi disse sull'Arno: "Le tue scoperte su Dante: solo elucubrazioni". E pensare che invece a me, a<br /> Stoccolma, almeno mezzo stanno già pensando di darmelo. Ma ritorniamo a noi. Il Petrarca...? Roba stucchevole, abbattuta, calligrafica, spiritualmente depotenziata, innamorata per il sentito dire<br /> mille trecento anni prima: e come avrebbe potuto essere diversamente? Si sarebbe dovuti tornare a Dante e Beatrice e non sarebbe stato più tollerato. Il Petrarca...? Impotente a creare un forte<br /> rapporto interpersonale originario fra Lui e Lei, cioè un arco magnetico fra il maschile ed il femminile, "tutto umido e caldo" direbbe Dante, cioè montante e nobile, come fu in san Francesco, fra<br /> Lui e Chiara, e questo in maniera tale da riuscire a vincere, cioè per riuscire a vincere!!!, i "Giganti cattivi", il Male. Quando ritornerà la "CAVALLERIA"...??? Speriamo in papa FRANCESCO I:<br /> potrebbe risultare ancor meglio di MONTINI. Per questo, se ho pensato il vero, papa FRANCESCO può non sembrare che stia fecendo il papa.
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